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Alain Delon dichiarazioni shock a Che Tempo che Fa: “Vivevo per strada, pensavo di morire presto”

Alain Delon, una leggenda del cinema internazionale, è stato ospite per la prima volta di Fabio Fazio nel nuovo appuntamento di “Che Tempo che Fa”, durante la puntata dei domenica 25 marzo 2018. Su Rai1 l’attore e regista francese ha parlato di donne e d’amore, tra confessioni shock e frasi ricche di ironia.

Alain Delon, una leggenda del cinema internazionale, è stato ospite per la prima volta di Fabio Fazio nel nuovo appuntamento di “Che Tempo che Fa”, durante la puntata dei domenica 25 marzo 2018. Su Rai1 l’attore e regista francese ha parlato del suo passato, della sua carriera, di donne e d’amore, tra confessioni shock e frasi ricche di ironia. Subito viene focalizzata l’attenzione sulla spilla della Ferrari, che aveva sulla giacca. Infatti l’attore ha spiegato che: “Uno dei ricordi più belli della mia vita me lo ha dato Enzo Ferrari. Eravamo io e Renato Salvatori a Milano e ce lo ha regalato, e da 55 anni la porto al bavero: nessuno potrebbe mai farmelo togliere”.

Facendo un resoconto della sua vita, Delon l’ha definita “straordinaria” e parlando dell’Italia ha dichiarato: “La mia carriera è iniziata in Italia nel 1960. Ho incontrato Visconti, Antonioni, poi un giorno il cinema francese mi ha chiamato e ho lasciato l’Italia per intraprendere una carriere in Francia e nel mondo” e analizzando proprio il percorso della sua carriera ha confessato, con una nota di tristezza: “Non mi rivedo mai nei miei film per esempio ne La Piscina, non riesco a vedere film con miei compagni che sono tutti morti. Li conosco a memoria, ma non riesco”.

Ma prima di arrivare al successo ha raccontato di aver avuto un’infanzia triste e irrequieta: “Vivevo letteralmente per strada. La mia fortuna, dopo essere stato arruolato nell’esercito, è stata il cinema. Pensavo che sarei morto presto. Faccio questo lavoro grazie alle donne, devo tutto a loro. Sapevo di piacere, mi cercavano. E io adoravo essere al centro dell’attenzione. Oggi ho molti figli e nipoti, ufficiali e ufficiosi“.

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