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Ibernarsi per risvegliarsi nel futuro, ora la criogenesi c’è anche in Italia

La criogenesi — ovvero la pratica di conservare il corpo umano a temperature bassissime dopo la morte, nella speranza di essere riportati in vita in un futuro lontano — non è più solo fantascienza. Anzi, è una scelta che sempre più persone stanno compiendo concretamente: sono in crescita del 10% in un solo anno le persone che hanno scelto di sopravvivere a se stesse, e 377 uomini e donne nel mondo hanno già firmato un contratto per farsi ibernare. Un numero destinato a salire, man mano che la crioconservazione umana esce dai laboratori e diventa un’opzione reale, seppur controversa. Ma cosa significa davvero criogenesi? Come funziona, quanto costa e — soprattutto — è legale in Italia? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Che cos’è la criogenesi: significato e principi di base

La criogenesi (o crioconservazione umana) è la tecnica che prevede di portare il corpo di una persona appena deceduta a temperature estremamente basse — fino a -196 gradi centigradi, usando azoto liquido — per preservarne le strutture biologiche, cervello compreso. L’idea alla base è semplice quanto audace: se la scienza futura sarà in grado di riparare i danni che oggi causano la morte, un corpo perfettamente conservato potrebbe essere riportato in vita.

Chi sceglie la criogenesi non si considera morto in senso definitivo, ma in uno stato di sospensione biologica. Un po’ come la Bella Addormentata, ma con l’azoto al posto della magia. Il termine criogenesi deriva dal greco kryos (freddo) e genesis (origine, creazione): in senso stretto indica la scienza delle basse temperature, ma nell’uso comune è diventato sinonimo di crioconservazione del corpo umano a scopo di rianimazione futura.

La storia della criogenesi: dalle origini a oggi

L’idea di congelare il corpo umano per preservarlo nel tempo affascina l’umanità da secoli, ma la criogenesi moderna nasce negli anni Sessanta del Novecento, quando il fisico Robert Ettinger pubblicò il saggio The Prospect of Immortality, gettando le basi teoriche della disciplina. Il primo essere umano crioconservato fu James Bedford, nel gennaio del 1967: il suo corpo è ancora conservato presso l’Alcor Life Extension Foundation in Arizona.

Da allora la ricerca ha fatto passi avanti significativi, soprattutto nel campo delle soluzioni crioprotettive — i liquidi che sostituiscono l’acqua nei tessuti per evitare la formazione di cristalli di ghiaccio. Nel corso degli anni Duemila la vitrificazione ha rappresentato una svolta: invece di congelare lentamente il corpo, si porta il tessuto in uno stato vetroso, riducendo drasticamente i danni cellulari. Oggi, nel 2026, la criogenesi è una realtà di nicchia ma in espansione, con strutture attive in tre continenti e una comunità scientifica sempre più divisa tra scetticismo e cauto ottimismo.

Solo tre aziende nel mondo offrono la criogenesi

La criogenesi umana viene offerta oggi da sole tre aziende al mondo. Le più note sono la statunitense Alcor Life Extension Foundation e la Cryonics Institute, entrambe negli USA, e la russa KrioRus. Con quest’ultima collabora anche una società italiana: l’agenzia di pompe funebri di Mirandola (Modena), l’unica nel nostro Paese a offrire questo servizio in collegamento con la realtà moscovita.

Alcor è considerata la più avanzata dal punto di vista tecnologico e conta il maggior numero di pazienti crioconservati al mondo. Il Cryonics Institute, fondato dallo stesso Ettinger, propone tariffe più accessibili. KrioRus, invece, è l’unica struttura europea e ha attirato clienti da tutto il continente, Italia compresa.

Quanto costa crioconservarsi: il servizio da 36mila dollari

A proporre in Italia la possibilità di ibernarsi per risvegliarsi nel futuro è la Polistena Human Cryopreservation, società a cui può fare riferimento chiunque voglia crioconservarsi. Il complesso procedimento viene raccontato al Corriere della Sera dal titolare Filippo Polistena. Il costo del servizio base è di circa 36.000 dollari, comprensivi del trattamento del corpo una volta arrivato a destinazione in Russia. Il pagamento può essere dilazionato: alla firma del contratto è richiesto un versamento iniziale di 3.600 dollari, il resto può essere rateizzato nel tempo.

Per chi volesse optare per le strutture americane, i costi salgono considerevolmente: Alcor applica tariffe che partono da circa 200.000 dollari per la crioconservazione del corpo intero, mentre il solo neuro (conservazione della testa) si aggira intorno agli 80.000 dollari. Il Cryonics Institute è più economico, con prezzi a partire da 28.000 dollari per i soci. Molti sottoscrivono una polizza assicurativa sulla vita appositamente per coprire queste spese.

Il viaggio in Russia: come funziona la logistica

Il paziente può scegliere di recarsi ancora vivo in una clinica privata nei pressi della struttura russa per essere sottoposto al trattamento, oppure può essere trasportato dopo la morte. In quest’ultimo caso il corpo viene spedito all’interno di un sarcofago su un volo diretto — obbligatoriamente diretto, per evitare perdite di tempo che potrebbero danneggiare i tessuti. Il costo del trasporto è di circa 7.000 dollari. Fino ad oggi sono conservate in questo modo 71 persone, cinque delle quali provengono da Mirandola.

Come funziona il procedimento di criogenesi passo per passo

La criogenesi, spiega Polistena, comincia già nella Rianimazione in cui si trova il paziente morente. Ecco le fasi principali del processo di crioconservazione umana:

  1. Dichiarazione del decesso: i tecnici intervengono immediatamente dopo la morte legale.
  2. Riavvio della ventilazione: si riattiva l’afflusso di ossigeno ai polmoni e di sangue al cervello per limitare i danni.
  3. Somministrazione di farmaci: vengono iniettate sostanze per prevenire ischemie e danni agli organi.
  4. Raffreddamento iniziale: il corpo viene immerso in acqua gelida e trasportato a destinazione.
  5. Monitoraggio cerebrale: si controlla la risposta del cervello ai trattamenti.
  6. Soluzione crioprotettiva: viene iniettato un liquido speciale per evitare la formazione di cristalli di ghiaccio nei tessuti — il vero nemico della crioconservazione.
  7. Immersione nell’azoto liquido: il corpo viene portato gradualmente a -196 °C, temperatura alla quale ogni processo biologico si ferma.

La criogenesi è legale in Italia?

In Italia la crioconservazione del corpo umano non è esplicitamente regolamentata dalla legge, il che la rende di fatto né vietata né autorizzata. Chi desidera accedervi deve necessariamente affidarsi a strutture estere. Dal punto di vista etico e scientifico il dibattito è aperto: la comunità medica è scettica sull’effettiva possibilità di un futuro risveglio, mentre i sostenitori della criogenesi la considerano una scommessa razionale sul progresso tecnologico.

Sul piano giuridico, la questione si intreccia con le normative sulla sepoltura e sul trasporto internazionale di salme, che richiedono autorizzazioni specifiche. L’assenza di una legge dedicata lascia ampi margini di incertezza, ma non impedisce ai cittadini italiani di stipulare contratti con società estere e di essere trasportati all’estero dopo la morte, nel rispetto delle procedure burocratiche vigenti.

Criogenesi e scienza: cosa dice la ricerca attuale

La comunità scientifica guarda alla criogenesi con un misto di curiosità e scetticismo. I punti critici sono essenzialmente due: il danno da ischemia (la morte cellulare che avviene nei minuti successivi al decesso) e la difficoltà di riportare in vita un organismo complesso senza causare ulteriori danni durante lo scongelamento.

Tuttavia, negli ultimi anni la ricerca ha prodotto risultati incoraggianti. Nel 2026 diversi laboratori stanno lavorando alla nanomedicina riparativa, ovvero l’uso di nanorobot in grado di riparare le cellule danneggiate a livello molecolare. Parallelamente, studi sulla vitrificazione di organi interi — come reni e cuori — hanno dimostrato che è possibile conservarli e riportarli a temperatura fisiologica senza danni irreversibili. Non è ancora la resurrezione, ma è un passo nella direzione che i sostenitori della criogenesi attendono da decenni.

FAQ sulla criogenesi

La criogenesi funziona davvero?

Ad oggi nessun essere umano crioconservato è mai stato riportato in vita. La tecnica è considerata sperimentale e la sua efficacia futura dipende da progressi scientifici ancora da realizzare, in particolare nel campo della nanomedicina e della riparazione cellulare. Tuttavia, la ricerca sulla vitrificazione degli organi sta producendo risultati promettenti che tengono aperta la speranza.

Qual è la differenza tra criogenesi e crioconservazione?

I due termini sono spesso usati come sinonimi nel linguaggio comune. In senso stretto, la criogenesi indica la scienza delle basse temperature, mentre la crioconservazione è la pratica di conservare materiale biologico (cellule, tessuti o corpi interi) a temperature criogeniche. Nel contesto della sospensione umana, entrambi i termini si riferiscono allo stesso processo.

Quante persone sono crioconservate nel mondo?

Il numero è in costante crescita: si stima che siano già oltre 500 le persone in stato di crioconservazione a livello globale, con migliaia di contratti già firmati per il futuro.

Si può fare la criogenesi in Italia?

Non esistono strutture italiane autorizzate alla crioconservazione del corpo umano. È però possibile stipulare un contratto tramite intermediari italiani — come la società Polistena di Mirandola — che si appoggiano a strutture estere, principalmente in Russia e negli Stati Uniti.

Cosa succede se l’azienda di criogenesi fallisce?

È una delle domande più frequenti e legittime. Le principali organizzazioni di crioconservazione hanno fondi fiduciari dedicati alla manutenzione a lungo termine dei pazienti, pensati per garantire la continuità del servizio anche in caso di difficoltà economiche. Tuttavia, il rischio zero non esiste, e molti esperti consigliano di valutare attentamente la solidità finanziaria della struttura scelta prima di firmare qualsiasi contratto.

La criogenesi riguarda solo il corpo intero?

No. Alcune strutture, come Alcor, offrono anche la cosiddetta neuro-crioconservazione: la conservazione del solo cervello (o della testa), partendo dall’assunto che l’identità e la memoria risiedano nel cervello e che in futuro sia possibile trasferirle in un nuovo corpo o in un supporto digitale. Questa opzione è più economica, ma ancora più controversa dal punto di vista etico e scientifico.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.