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Coronavirus, l’omaggio di Banksy a medici e infermieri [FOTO]

L’Inghilterra, ma più ingenerale tutta la Gran Bretagna, con oltre 30 mila vittime, è il Paese più colpito in Europa dal coronavirus. Londra è costretta a registrare più morti dell’Italia, anche se di poco, e si colloca dietro gli Stati Uniti, epicentro mondiale della pandemia in questo momento con oltre 73mila vittime. Il governo inglese sembra al momento rassegnato a prolungare il lockdown del Paese almeno fino a tutto il mese di maggio.

In questo clima molto pesante oltremanica, l’artista Banksy, nome dietro il quale si cela un misterioso inglese che resta anonimo, ha voluto fare un personale tributo ai medici e agli infermieri. Quelli del servizio sanitario britannico (NHS, National Health Service), impegnati nella lotta al Covid-19. Banksy ha realizzato un disegno, della superficie di un metro quadrato, che è stato appeso vicino al pronto soccorso dell’ospedale di Southampton, nell’Inghilterra meridionale (nella foto in alto un gruppo di inferniere accanto all’opera, da Twitter/@tmhyys). Il tutto è avvenuto d’intesa con i vertici dell’istituto sanitario.

Nell’opera l’artista ha ritratto un bambino che gioca con alcuni supereroi. Fra questi prende in mano un pupazzo con le sembianze di una infermiera che indossa una mascherina. Il bambino dunque esalta l’eroismo mostrato dal personale sanitario nella pandemia che ha sconvolto il Paese.

Bansky ha lasciato una dedica al personale sanitario dell’ospedale: “Grazie per tutto il lavoro che state facendo”. Ha quindi pubblicato una foto del disegno sul suo profilo Instagram che ha molti seguici in tutto il mondo. Finora, in pieno lockdown dell’Inghilterra, Banksy non ha mai smesso di creare. Ha realizzato, ad esempio, un graffito all’interno del suo bagno, come segno di solidarietà per i milioni di britannici costretti a vivere in isolamento.

Il disegno di Banksy per l’ospedale di Southampton

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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