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Quali sono i cinque animali più pericolosi in Italia

Dagli insetti ai mammiferi potenzialmente in grado di arrecare danni alla natura e all'uomo

Nonostante ogni creatura abbia il suo ruolo nel mondo, esistono alcuni animali potenzialmente più pericolosi rispetto ad altri. Non si tratta necessariamente di predatori o grandi carnivori, ma si può trattare anche di piccoli insetti, o mammiferi ‘innocui’ che però sono in grado di creare danni alla natura e all’uomo. 

Molte si definiscono specie aliene, ovvero non autoctone del territorio. Anche l’Italia ha le sue ‘specie aliene’ che negli anni si sono trasformati in veri e propri animali pericolosi, alcuni dei quali in grado di generare danni incredibili alla natura. Bene precisare che si definisce aliena una specie arrivata in un territorio diverso dal suo, molto spesso, non per sua volontà. Piuttosto sono animali trasportati dall’uomo, consapevolmente o inconsapevolmente, che si possono trasformare in invasive per le specie autoctone. Nonostante norme più serrate, questo fenomeno non si arresta e la lotta in atto tra agricoltori (che optano per lo sterminio sempre più spesso) e gli animalisti (che chiedono di salvare gli animali) è sempre più accesa.

Animali pericolosi
Punteruolo rosso – VelvetMag

Gli insetti invasivi

Nonostante si tratti di creature totalmente ignare del pericolo che comportano, ad onor del vero è necessario rivelare che le specie aliene generano gravi danni alla biodiversità locale. Spesso il loro danno si riversa nell’economia e nella sopravvivenza di interi ecosistemi. A questo punto, proviamo ad osservare alcune delle specie più pericolose presenti proprio nel nostro Paese. Partiamo dal ‘gambero killer‘. Ovvero il gambero rosso della Louisiana, tipico del sud degli Stati Uniti e dell’America centrale. Importati in Italia per scopi commerciali (risultano più facili da allevare) oggi si sono trasformati in veri ‘assassini’ delle acque. Questi crostacei, infatti, sono predatori che riescono a prendere facilmente il sopravvento su altre specie e ridurre le risorse per i gamberi locali.

Proseguendo, tra gli animali pericolosi che, oggi, hanno invaso l’Italia anche la cimice asiatica. Si tratta di insetti che vengono dalle zone dell’Asia centrale e arrivate probabilmente con i container che trasportano le merci. Ormai in sovrannumero rispetto alle autoctone cimici verdi, vivono più a lungo e si riproducono più spesso. Il pericolo caratterizzato da questi piccoli animali è la distruzione di interi raccolti, con punte persino del 40% (secondo i dati Coldiretti). Arriva ancora dall’Asia ed è comparso in Europa nel ’94, si tratta del punteruolo rosso. Diffuso soprattutto al sud d’Italia, è una vera piaga per molte specie di palme. Questo insetto, infatti, le attacca fino a distruggerle producendo degrado ambientale e conseguenti danni economici.

Mammiferi trasformati in animali pericolosi

Ancora tra le specie pericolose e trasformatesi in invasive per il nostro Paese ci sono le nutrie. Nonostante potrebbero apparire specie locali, in realtà la loro importazione risale agli Anni ’20. Lo scopo? Allevarle per le loro pellicce. Diffuse in gran parte dell’Italia, questi animali (sfuggiti ormai al controllo) sono pericolosi per i raccolti che distruggono, ma anche perché vettori di malattie come la leptospirosi. Patologia che può essere trasmessa sia agli animali domestici che a quelli selvatici, ma anche all’uomo. Tra i danni più grandi causati dalle nutrie, però, vi è dissesto idrogeologico. Infatti, le buche scavate negli argini sono tra le principali fonti di questo problema. In Italia è vietata al caccia a questi animali e le uniche misure di prevenzione sono le reti agli argini che, oltre ad essere molto costose, risolvono il problema solo in parte.

Cinghiale
Cinghiale – VelvetMag

Ed infine, preceduti dalla loro fama e la loro diffusione fino ai centri abitati delle città più popolose, Roma compresa, ci sono i cinghiali. Si tratta di una specie autoctona, ma la loro capacità di riprodursi in qualsiasi condizione climatica e territoriale li ha resi invasivi. Creano danni all’agricoltura e, a volte, possono trasformarsi in un problema per l’incolumità dei cittadini. Non si tratta di specie aggressive, ma se si sentono minacciate possono difendersi con conseguenze più o meno gravi che la cronaca, purtroppo, ha raccontato. L’ISPRA ha previsto delle linee di piani regionali come il divieto ad importare altri esemplari o foraggiarli. In certi casi è stata autorizzata anche la caccia, fortemente contestata dagli ecologisti che spiegano come sia proprio l’attività venatoria la principale causa di questa invasione. Ovvero, a causa dei cacciatori di cinghiali, si sono iniziati ad importare nuovi esemplari. A questo punto possiamo porci una domanda conclusiva: come possono piccoli gesti aver creato questi danni importanti? La risposta è semplice: l’equilibrio della natura ha impiegato millenni, nel corso dell’evoluzione, per stabilizzarsi. Ogni intervento, di conseguenza, è fonte inevitabile di disequilibrio.

Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & PetsMessinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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