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Elezioni regionali: Lazio e Lombardia al Centrodestra ma il 60% non è andato a votare

Trionfo per Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. Senza ballottaggi, Centrosinistra, M5S e Terzo Polo non sono competitivi

Il Centrodestra stravince le elezioni regionali in Lombardia e nel Lazio. In ambedue le regioni la coalizione formata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia batte con circa 20 punti di distacco il Centrosinistra. 

Ma in entrambe le regioni – due fra le più importanti d’Italia – si è recato ai seggi soltanto il 41% degli aventi diritto al voto. Un segnale molto forte di disaffezione verso la politica e le elezioni democratiche.

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I nuovi presidenti del Lazio, Francesco Rocca (a sinistra) e della Lombardia, Attilio Fontana riconfermato). Foto Ansa

Il voto in Lombardia

In Lombardia la vittoria del Centrodestra e del candidato Attilio Fontana, il governatore uscente, sembra delinearsi grazie a una forchetta di consensi tra il 49,5% e il 53,5%. Il candidato del Centrosinistra, Piefrancesco Majorino, si attesta fra il 33% e il 37% mentre la centrista Letizia Moratti, per cui si sono spesi in prima persona Matteo Renzi e Carlo Calenda, non va oltre il 9,5%-13,5%.

Elezioni nel Lazio

Situazione molto simile nel Lazio, dove, sempre in base all’Exit Poll del Consorzio Opinio Italia per la Rai, l’ex presidente della Croce Rossa, Francesco Rocca, candidato del Centrodestra, raggiunge una forchetta tra il 50,5% e il 54,5%. Seguono a distanza siderale Alessio D’Amato, candidato del Centrosinistra, il quale si piazza con una forchetta tra il 30% e il 34%. Terza la candidata Movimento Cinque Stelle, Donatella Bianchi, la quale raggiunge una forchetta tra il 10,5% e il 14,5%.

La stessa tendenza la registra l’Instant Poll di SkyTg24, che registra nel Lazio in vantaggio il candidato del Centrodestra, Francesco Rocca, con una forbice che va tra il 48% e il 52%. Segue il candidato del Centrosinistra, Alessio D’Amato, con il 29-33%. Terza piazza per la candidata M5S, Donatella Bianchi, al 14%-18%.

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Schede elettorali per le elezioni regionali 2023 in Lazio e Lombardia. Foto Ansa/Matteo Bazzi

Affluenza a picco

Confermato il calo da record negativo assoluto per questa tornata di elezioni regionali. Quando sono noti i dati relativi al 50% (974) dei 1.882 comuni al voto per le regionali di Lombardia e Lazio, l’affluenza alle ore 15 è al 41,8% . Ne 2018, alla precedente tornata elettorale per le regionali, era stata del 73,35% (quando però si votò in un solo giorno). Lo rende noto il sito del Viminale.

Elezioni e regioni governate

In Lombardia (818 comuni su 1.504) l’affluenza è del 41,55% (nel 2018 alla stessa ora e con lo stesso numero di comuni aveva votato il 73,92%). Nel Lazio (156 comuni su 378) è del 43,57% (69,98%). Il Governo politico delle regioni vede in gran vantaggio il Centrodestra, che al momento, alla luce degli exit poll governerebbe 15 regioni contro le 4 del Centrosinistra, grazie al risultato del Lazio. La Valle d’Aosta è considerata come giunta autonomista.

Meloni: “Centrodestra compatto

La premier Giorgia Meloni esulta: “Un importante e significativo risultato che consolida la compattezza del Centrodestra e rafforza il lavoro del Governo” ha scritto su Facebook. “Vittoria. Grazie Lombardia. Grazie Lazio“, ha scritto sui social il leader della Lega, Matteo Salvini. Se i risultati definitivi alla fine confermassero i primi dati, si tratterebbe di “un successo del Centrodestra. Nel Lazio molto consistente ma anche in Lombardia. È un voto di fiducia al governo di Centrodestra, quindi siamo soddisfatti“, ha affermato il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Se confermato questo è un dato superiore anche rispetto alle elezioni politiche. Un apprezzamento che cresce“, ha detto il ministro, Francesco Lollobrigida, presente al comitato elettorale di Francesco Rocca a Roma. “La coalizione è unitissima“, ha aggiunto. Su questo, però è lecito nutrire dubbi, alla luce dell’ultima uscita di Silvio Berlusconi contro Volodymyr Zelensky e, indirettamente, contro Giorgia Meloni.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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