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Dino Baggio shock: “La morte di Vialli? Il doping c’è sempre stato ma ho paura anch’io”

Per l'ex compagno juventino del campione scomparso sono troppe le morti degli ex calciatori per tumori

La morte di Gianluca Vialli a soli 58 anni per un tumore al pancreas fa discutere e anche Dino Baggio dice la sua. L’ex compagno di Vialli nella Juventus degli Anni Novanta punta il dito contro il doping.

In alcune dichiarazioni all’emittente Tv7, destinate a far rumore, Baggio sostiene di avere paura e chiede che si indaghi su “cosa prendevamo da calciatori“.

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Gianluca Vialli e Dino Baggio ai tempi della Juventus negli Anni Novanta. Foto Twitter @juveindonesia

Baggio e la dieta vegana

Vialli? Di Gianluca ho un ricordo meraviglioso” ha detto a Tv7. “Ero in squadra con lui quando avevo 21 anni e spendeva sempre una parola buona nei nostri riguardi. È andato via troppo presto dalle nostre vite“. Il ricordo di Vialli è struggente per Baggio. Dai microfoni di Tv7 l’ex azzurro, vicecampione del mondo a Usa 1994, ha parlato del campione scomparso lo scorso 6 gennaio e poi ha usato parole forti per parlare di ciò che succedeva quando lui giocava.

L’ex centrocampista Baggio segue la dieta vegana da anni. Ed è rimasto molto impressionato dalle recenti morti di alcuni ex colleghi, a cominciare da quelle di Vialli e, poco prima, il 16 dicembre 2022, di Sinisa Mihajlovic. Come è noto Mihajlovic è morto a causa di una leucemia mieloide acuta che curava da anni.

Il timore delle “sostanze

Bisognerebbe risalire a quello che abbiamo preso, alle sostanze che abbiamo utilizzato in quel periodo” ha afferma Dino Baggio a Tv7. All’indomani della morte di Mihajlovic, nel giorno stesso dei funerali a Roma, il 19 dicembre scorso, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, aveva tirato in ballo Gianluca Vialli. “Io penso che dobbiamo approfondire alcune tematiche” aveva detto ai cronisti fuori dalla basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma.

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Dino Baggio oggi. Foto Twitter @AcBraAsd

Lotito, Miha e Vialli

Ricorrono troppo spesso alcune malattie che potrebbero essere legate al tipo di stress e di cure. Anche Vialli sta male aveva insistito Lotito lo scorso dicembre. “Stiamo parlando del nulla, non c’è nessun discorso scientifico, certo ci dobbiamo porre l’interrogativo sul perché accadono queste cose in modo ricorrente. Accadono anche nella vita ordinaria ma su dei fisici possenti e forti è più difficile che possano accadere. Mi auguro non ci sia nessun nesso, però ci dobbiamo porre degli interrogativi a 360 gradi per approfondire alcuni tipi di malattie che cominciano a essere numerose nel nostro mondo“.

Baggio: “Ho paura

Dichiarazioni inquietanti che adesso, dopo che Vialli è morto, sembrano riecheggiare in quelle che Dino Baggio ha reso a Tv7. “Il doping c’è sempre stato ha detto ancora Baggio. “Bisogna capire se certi integratori con il tempo fanno bene oppure no, se le sostanze riesci a buttarle fuori o restano dentro. Ho paura anch’io, sta succedendo a troppi calciatori. Negli anni miei c’era il doping, e prima era anche peggio“. Ma quindi certe morti da cosa potrebbero essere dipese?Non so se sia dovuto a questo, ma c’è sempre stato il doping” dice ancora Baggio. “Non si sono mai prese robe strane, perché c’è una percentuale che devi tenere. Poi tanti hanno parlato dell’erba dei campi, e dei prodotti che utilizzavano che davano dei problemi. Le cose ora sono cambiate“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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