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Ucraina, la fotoreporter Premio Pulitzer Lynsey Addario: “Famiglie in fuga centrate dai mortai russi”

E nella Kiev sotto assedio l'immagine di una coppia di riservisti che si è sposata

Al suo dodicesimo giorno di conflitto ininterrotto la guerra degli invasori russi in Ucraina fa registrare una nuova possibile escalation. Le truppe russe si starebbero ammassando, secondo fonti ucraine, per “prendere d’assalto Kiev“.

“Il bilancio brutale della guerra”

Questo è il brutale bilancio della guerra – ha scritto ieri su Instagram Lynsey Addario – una madre e i suoi due figli uccisi mentre cercavano di fuggire lungo una nota rotta di evacuazione dei civili da Irpin a Kiev, il 6 marzo 2022 (…). Abbiamo assistito all’attacco dei mortai da parte dell’esercito russo direttamente sul percorso pedonale civile, dove uomini, donne, bambini, anziani, malati e portatori di handicap uscivano da Irpin. Ho assistito a molti orrori negli ultimi vent’anni di copertura della guerra, ma prendere di mira intenzionalmente bambini e donne è il male allo stato puro.”

Qui il post Instagram della fotoreporter Lynsey Addario con la fotografia che oggi è in prima pagina sul The New York Times e il testo che avete letto sopra. Ci rendiamo conto quanto siano IMMAGINI FORTI, che potrebbero urtare la sensibilità dei lettori e che a qualcuno potrebbero apparire una mancanza di rispetto alle vittime, ma è un riconoscimento a chi lavora sul campo, documentando e denunciando ogni giorno gli orrori della guerra. E un modo per non dimenticare il sacrificio delle vittime innocenti.

Dal canto suo Mosca ha annunciato un cessate il fuoco, al mattino di oggi 7 marzo, per permettere i corridoi umanitari in diverse città ucraine: Kiev, Mariupol, Kharkiv e Sumy. Tuttavia è il terzo giorno consecutivo che si tenta di far cessare il fuoco. Sia ieri 6 marzo, che sabato 5 marzo, la tregua per consentire l’evacuazione dei civili da città importanti come Mariupol, nel Donbass, è fallita. L’Ucraina e la Russia si sono reciprocamente accusate di aver fatto franare l’intesa.

Ucraina Guerra Sposi Soldati
Una coppia di riservisti dell’esercito ucraino si sposa a Kiev. Foto Twitter @GeorgieHeath27

I riservisti sposati

Dalle notizie sul fronte di guerra in Ucraina arriva anche quella di una coppia di riservisti ucraini che si è sposata, domenica 6 marzo, a un posto di blocco di Kiev dopo 20 anni di convivenza. “Il regalo che vorrei fare loro – commenta il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko è quello di far tornare la pace“. Ma le forze russe hanno intensificato nella notte gli attacchi su varie città. “Catastrofica“, secondo il consigliere della presidenza ucraina, Oleksiy Arestovich, la situazione alla periferia di Kiev. Lì e in altre città, tra cui Mariupol, decine di migliaia di persone attendono di poter evacuare.

Il giallo del delegato dell’Ucraina

Oggi 7 marzo dovrebbero riprendere i negoziati fra la delegazione russa e quella ucraina. Resta avvolta nel mistero, intanto, la morte di Denis Kireev, l’esponente della delegazione di Kiev, che ha partecipato al primo incontro negoziale vicino Gomel, lo scorso 28 febbraio, esattamente una settimana fa. L’uomo sarebbe morto assassinato dagli agenti segreti ucraini perché ritenuto “spia dei russi”, secondo alcune indiscrezioni. Circostanza smentita dal ministero della Difesa di Kiev che in un post su Facebook, nei giorni scorsi, lo ha definito eroe” morto per il Paese. La tragica fine dell’ex banchiere Denis Kireev, sostiene il Corriere della Sera, potrebbe far parte di una guerra nella guerra: quella fra gli 007 della Russia e dell’Ucraina. Kireev che si sacrifica per sventare un colpo (versione ascrivibile alle autorità ucraine) oppure l’esatto opposto: un agente che faceva il doppio gioco e che perciò è stato “eliminato“.

Ucraina Kireev 007 Ucciso
Cerchiato in rosso, Denis Kireev, il delegato ucraino ucciso

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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