NewsPrimo piano

Nuovo Dpcm: palestre e piscine chiuse, scuola in presenza fino alle medie. Regioni: i nuovi colori dal 1 marzo

Misure restrittive prolungate per far fronte all'aggressività della pandemia di Covid

Restano ancora chiuse palestre e piscine, sale giochi, scommesse e parchi divertimento e, dopo le 18, anche bar e ristoranti. Così la bozza del nuovo Dpcm anti Covid. Le disposizioni resteranno in vigore dal 6 marzo al 6 aprile. Tra le altre misure è prevista anche la chiusura degli impianti sciistici, oltre che di barbieri e parrucchieri nei territori in zona rossa. La didattica delle scuole superiori sarà almeno al 50% in presenza. I colori delle regioni italiane cambieranno invece da lunedì 1 marzo.

Misure valide anche a Pasqua

Le misure che entreranno in vigore a partite dal 6 marzo, saranno valide anche a Pasqua. Lo quanto prevede la bozza del Dpcm inviato alle Regioni. “Le disposizioni del presente decreto – si legge nel testo – si applicano dalla data del 6 marzo 2021, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 gennaio 2021, e sono efficaci fino al 6 aprile 2021”, il giorno dopo Pasquetta. La scuola resta in presenza per gli alunni dell’infanzia, delle elementari e delle medie . Per gli studenti delle superiori la didattica è in presenza “almeno al 50% e fino ad un massimo del 75%”.

Spiraglio per cinema e teatri

Qualcosa si muove sul fronte degli spettacoli. A decorrere dal 27 marzo 2021, stando alla bozza del nuovo Dpcm Draghi, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto si potranno svolgere. Ma ad alcune precise condizioni. Solo, cioè, con posti a sedere preassegnati e distanziati. Si deve assicurare il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi.

Zona rossa, arancione e gialla

Da lunedì 1 marzo, inoltre, Lombardia, Marche e Piemonte passano dal giallo all’arancione, mentre Molise e Basilicata da arancioni diventano rosse. In Umbria scompaiono le zone rosse e si conferma la fascia arancione. La Liguria torna gialla, esclusi Ventimiglia, Sanremo e Comuni limitrofi. Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, parlando del Molise ha fatto sapere che “la Regione ci ha contattato e ha espresso la volontà di andare in zona rossa e in questi casi non possiamo che accogliere tale richiesta”. Per la Basilicata ha parlato il presidente della Regione, Vito Bardi, spiegando che “la Regione entrerà in zona rossa dal 1 marzo. Lo ha stabilito il ministero della Salute a fronte dell’aumento dell’indice di contagiosità Rt, passato in una settimana da 1,03 a 1,51”.

Otto Comuni “rossi” in Piemonte

Diventano otto i Comuni del Piemonte in zona rossa, a partire da sabato 27 febbraio alle 18: oltre alla conferma per il paese di Re (Verbano-Cusio-Ossola) lo stesso provvedimento, in vigore fino al 5 marzo, riguarda altri sei paesi della Valle Vigezzo, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Vale a dire: Craveggia, Villette, Toceno, Malesco, Santa Maria Maggiore e Druogno. Zona rossa anche a Cavour (Torino).

Cresce l’incidenza dei nuovi casi

Aumenta intanto, e non poco, l’incidenza settimanale dei casi Covid sulla popolazione nelle province di Trento e Bolzano, dove si supera la soglia di 250 casi per 100.000 abitanti. Il valore più elevato è nella provincia autonoma di Bolzano con 539,01 casi per 100.000 abitanti, seguito dalla provincia autonoma di Trento con 309,12 per 100.000 abitanti. Quattro regioni (Abruzzo, Emilia Romagna, Molise e Umbria) hanno una incidenza maggiore di 200 casi per 100.000 abitanti.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button