Coronavirus

Coronavirus, multe e denunce a raffica: “Dovete stare in casa”

Secondo i dati aggiornati al 16 marzo, riportati dal Corriere della Sera, nell’ambito dell’emergenza coronavirus le forze dell’ordine hanno denunciato quasi 8 mila cittadini. In tutto hanno svolto oltre 170 mila controlli. Si tratta di numeri impressionanti che svelano chiaramente la volontà dello Stato di reprimere il più possibile le violazioni alle misure drastiche prese per decreto dal governo.

La linea del Viminale si trasforma adesso in una vera e propria stretta. “È la settimana cruciale, rimanete a casa“. Questo il messaggio della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. E arrivano nuove direttive affinché si facciano controlli serrati, con un’attenzione particolare a chi esce nonostante sia in quarantena.

Del resto ora il modulo da firmare per giustificare i propri spostamenti di casa implica una nuova dichiarazione. Quella secondo cui non ci si trova in uno condizione di quarantena con divieto assoluto di uscire in quanto positivi al virus.

Tornando ai dati, Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera li enuclea così. Sono oltre 172.720 le persone che le forze dell’ordine hanno controllato e 7.890 quelle che hanno denunciato per inosservanza di un provvedimento dell’autorità. Mentre 229 hanno rilasciato false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri. Sono invece 97.551 gli esercizi commerciali che hanno subito verifiche. Per 22 di essi è stata sospesa l’attività.

Il bollettino della protezione civile ha mostrato una lieve flessione nel numero dei contagiati e questo conforta sull’utilità delle misure previste dal decreto che impone di non uscire e soprattutto di rimanere a distanza di almeno un metro dalle altre persone. Appare sempre più molto probabile che il governo estenda le misure restrittive, in scadenza a fine marzo, a tutto il mese di aprile.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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