Il ciclismo europeo ha un nuovo protagonista, e ha solo vent’anni. Il 10 ottobre 2026, sul traguardo di Como, il francese Paul Seixas ha tagliato il traguardo del Giro di Lombardia in solitaria, conquistando la sua prima Classica Monumento e riscrivendo i libri di storia della Classica delle foglie morte. Una vittoria che non è arrivata di sorpresa per chi lo seguiva da vicino, ma che ha comunque lasciato a bocca aperta il mondo del ciclismo per la maturità e la freddezza con cui un ragazzo di appena vent’anni e sedici giorni ha dominato una delle gare più dure e imprevedibili del calendario WorldTour.
La corsa, la tattica, il momento decisivo
La 120ª edizione del Giro di Lombardia si è disputata il 10 ottobre 2026 lungo il percorso classico da Bergamo a Como, attraverso le salite che rendono questa gara una delle più selettive della stagione ciclistica. Senza Tadej Pogačar — assente per un infortunio riportato in una caduta alla Vuelta a España — la corsa si apriva a scenari nuovi. Lo sloveno aveva vinto il Lombardia in ciascuna delle cinque edizioni precedenti, dal 2021 al 2025, costruendo un dominio che sembrava quasi impossibile da scalfire. La sua assenza ha ridisegnato la griglia dei favoriti, ma nessuno aveva messo in cima alla lista il nome di Paul Seixas.
Il momento che ha cambiato la gara è arrivato sulla salita del Civiglio, a circa 19-20 chilometri dal traguardo. Seixas ha scattato con decisione, lasciando sul posto un gruppo di corridori di primissimo livello. Non si è trattato di un attacco tentativo, di quelli che si fanno per saggiare le gambe degli avversari: era un’accelerazione netta, convinta, di chi sa di avere qualcosa in più. Da quel momento, il francese non si è più voltato indietro — o meglio, non ha avuto bisogno di farlo. Il vantaggio è cresciuto chilometro dopo chilometro, fino all’arrivo in solitaria a Como.
Alle sue spalle, il podio ha visto Enric Mas concludere al secondo posto, staccato di 48 secondi. Un distacco enorme per una gara di questo livello, che misura tutta la superiorità della prestazione di Seixas. Giulio Ciccone, beniamino del pubblico italiano e corridore di grande esperienza sulle salite lombarde, ha completato il podio al terzo posto, con un ritardo di poco superiore al minuto. Più indietro, a completare una top five di assoluto rispetto, Remco Evenepoel quarto e il campione del mondo Brandon McNulty quinto.
Chi è Paul Seixas: il profilo di un fenomeno
Per capire la portata di questa vittoria, bisogna inquadrare chi è Paul Seixas. Francese, classe 2006, ha compiuto vent’anni appena sedici giorni prima di vincere il Lombardia. Una data che non è un dettaglio trascurabile: i record legati all’età, nel ciclismo, raccontano la storia del talento puro, di quei corridori che sembrano bruciare le tappe in modo naturale, senza forzature.
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Seixas è oggi il più giovane vincitore nella storia del Giro di Lombardia, una corsa che esiste dal 1905 — la prima edizione fu vinta da Giovanni Gerbi — e che in oltre un secolo ha visto trionfare campioni assoluti. Non solo: il giovane francese è anche il quarto corridore più giovane di sempre a vincere una Classica Monumento, inserendosi in una lista che comprende nomi leggendari del ciclismo mondiale. Questi numeri non sono semplici curiosità statistiche: sono la misura di un talento che si manifesta in un contesto storico preciso, su una gara che richiede tecnica in discesa, potenza in salita, intelligenza tattica e una lucidità mentale che molti professionisti con anni di esperienza faticano a trovare nei momenti decisivi.
Quello che ha colpito gli osservatori non è stato solo il risultato finale, ma il come. Seixas non ha vinto per fortuna, non ha beneficiato di cadute o ritiri altrui, non ha sfruttato una giornata di forma eccezionale in un gruppo di avversari scarichi. Ha attaccato nel momento giusto, sul terreno giusto, con la convinzione di chi sa di poter fare la differenza. È la vittoria di un corridore che ha già la testa di un campione.
Il vuoto lasciato da Pogačar e il nuovo ordine del Lombardia
Non si può raccontare il Giro di Lombardia 2026 senza parlare dell’assenza che ha pesato di più: quella di Tadej Pogačar. Lo sloveno aveva trasformato questa corsa in un appuntamento quasi scontato negli ultimi cinque anni, vincendo dal 2021 al 2025 con una continuità che non si vedeva da decenni. La sua caduta alla Vuelta a España, con il conseguente infortunio che lo ha tenuto lontano dalle corse autunnali, ha aperto uno spazio che molti corridori speravano di riempire.
La presenza di Evenepoel, McNulty e Mas nel gruppo dei favoriti confermava le ambizioni di una gara aperta, con almeno quattro o cinque corridori in grado di vincere sulla carta. Eppure nessuno di loro ha avuto la risposta giusta quando Seixas ha alzato il ritmo sul Civiglio. Il distacco di 48 secondi su Mas al traguardo racconta di una superiorità che va al di là delle circostanze: il francese era semplicemente il più forte in quel giorno, su quella gara.
La questione che si apre ora è affascinante: con Pogačar che tornerà in forma nella prossima stagione e Seixas che ha appena mostrato al mondo di cosa è capace, il Lombardia dei prossimi anni potrebbe diventare il teatro di una rivalità generazionale di quelle che si ricordano per decenni. Ma è ancora presto per scrivere quel capitolo.
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Una vittoria che riposiziona il ciclismo francese
Il successo di Seixas ha anche una dimensione nazionale che merita di essere sottolineata. Il ciclismo francese ha vissuto anni di attesa, inseguendo vittorie nelle grandi classiche e nei grandi giri senza sempre trovare il corridore capace di fare il salto definitivo. Un ventenne che vince il Giro di Lombardia alla sua prima partecipazione — e lo fa con questo margine, con questa sicurezza — è un segnale che va oltre la singola gara.
La vittoria di Seixas documentata da France 24 ha scatenato una reazione entusiasta in Francia, dove il ciclismo mantiene un seguito popolare profondo e dove ogni generazione aspetta il proprio campione capace di competere ai massimi livelli internazionali. Seixas, con la sua vittoria sul lago di Como, ha risposto a quell’attesa in modo inequivocabile.
Cosa aspettarsi dalla carriera di Seixas
Vincere una Classica Monumento a vent’anni è un punto di partenza straordinario, ma è anche una responsabilità. La storia del ciclismo è piena di giovani fenomeni che hanno faticato a confermarsi dopo exploit precoci, e di altri che invece hanno saputo costruire carriere di assoluto livello. Seixas ha dimostrato sul Civiglio di avere la testa oltre che le gambe: è un corridore capace di leggere la gara, di scegliere il momento giusto, di gestire la pressione.
Le domande che il mondo del ciclismo si pone ora sono naturali: come si comporterà sui grandi giri a tappe? Potrà ambire alla vittoria in corse come il Tour de France o la Liège-Bastogne-Liège? Il profilo di corridore emerso a Como — un attaccante da salite lunghe, con una capacità di tenere un ritmo elevato per chilometri — suggerisce che le Classiche delle Ardenne potrebbero essere un terreno altrettanto favorevole. Ma il futuro, per definizione, si costruisce una gara alla volta.
Per ora, c’è una certezza: il 10 ottobre 2026, a Como, Paul Seixas ha scritto il suo nome nella storia del Giro di Lombardia con un’impresa che i tifosi di ciclismo ricorderanno a lungo. La Classica delle foglie morte ha trovato il suo campione più giovane di sempre, e il ciclismo mondiale ha trovato un nome su cui costruire la narrazione dei prossimi anni.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

