
Il calcio mondiale conosce da tempo la grandezza di Lionel Messi come fuoriclasse sul campo, ma nell’ottobre del 2026 si apre un capitolo inedito della sua carriera: quello da imprenditore calcistico. La notizia è ufficiale — Messi ha completato l’acquisto del CD Eldense, club della seconda divisione spagnola con sede a Elda, città di circa 55.000 abitanti nella provincia di Alicante, nel sud-est della Spagna. Un’operazione che, nella sua apparente semplicità, racconta molto su dove sta andando il calcio moderno e su come i campioni scelgano di costruire il proprio futuro oltre il rettangolo verde. Il fatto che Messi sia ancora in forza all’Inter Miami nella MLS rende l’intera vicenda ancora più affascinante: un giocatore attivo che diventa proprietario di una squadra europea, intrecciando presente sportivo e visione imprenditoriale in modo del tutto nuovo.
L’accordo: come è nata l’operazione Eldense
La storia di questo acquisto ha una data di partenza precisa: il 9 settembre 2026, quando The Athletic riportò che Messi aveva raggiunto un accordo di massima per rilevare il club valenciano. Nelle settimane successive, le parti hanno finalizzato i dettagli, e l’operazione è ora da considerarsi completata, anche se resta soggetta all’approvazione regolamentare del Consejo Superior de Deportes (CSD), l’organo governativo spagnolo che sovrintende allo sport. Si tratta di un passaggio formale ma non trascurabile: il CSD ha il compito di verificare la solidità finanziaria e la correttezza dei soggetti che intendono acquisire il controllo di club calcistici in Spagna, una procedura che tutela l’integrità del sistema sportivo nazionale.
Secondo quanto riportato da fonti come ESPN e The Athletic, Messi è destinato ad acquisire il 100 per cento del club. Il venditore è il Grupo TH, un gruppo di investimento colombiano che attualmente detiene la proprietà dell’Eldense e che ha nel suo portafoglio anche club in Colombia e in Svizzera. Un modello multi-club, dunque, che Messi sembra voler replicare a modo suo, costruendo mattone dopo mattone una propria rete calcistica.
Messi proprietario dell’Eldense: il secondo club spagnolo in pochi mesi
Ciò che rende questa vicenda ancora più significativa è che non si tratta di un esordio assoluto nel ruolo di proprietario. Già nell’aprile del 2026, Messi aveva acquistato il Cornellà, club catalano anch’esso militante nelle divisioni inferiori del calcio spagnolo. Quella fu la prima incursione ufficiale del campione argentino nel mondo della proprietà calcistica europea, e in molti la interpretarono come un gesto sentimentale verso la Catalogna, terra che lo aveva visto crescere e diventare il più grande calciatore della storia. Con l’Eldense, invece, il progetto assume contorni più chiaramente strategici: due club in Spagna, in due regioni diverse, in pochi mesi. Non è un caso, è una visione.
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Il fatto che Messi abbia scelto la Segunda División — la Serie B spagnola — come terreno d’investimento è in sé rivelatore. Non la Liga, non un club già affermato con tifoserie milionarie e budget stellari, ma realtà più contenute, con margini di crescita reali e un radicamento territoriale autentico. È una filosofia che ricorda, almeno in parte, quella di altri campioni diventati imprenditori del pallone: un approccio dal basso, o comunque lontano dai riflettori della massima serie, dove i rischi sono più gestibili e le opportunità di valorizzazione più concrete.
Chi è il CD Eldense e dove si trova oggi in classifica
Per capire la portata dell’operazione, vale la pena inquadrare meglio il soggetto dell’acquisizione. Il CD Eldense è un club storico per la città di Elda, centro della provincia di Alicante noto soprattutto per la sua tradizione calzaturiera. La squadra milita nella Segunda División, la seconda categoria del calcio spagnolo, un campionato a 22 squadre che ogni anno alimenta sogni di promozione in Liga e incubi di retrocessione verso i gironi della Primera Federación.
Al momento dell’annuncio ufficiale dell’acquisizione, l’Eldense si trovava in una posizione tutt’altro che confortante: 19° posto in classifica, con una sola vittoria e cinque punti raccolti nelle prime sette giornate di campionato. Una partenza difficile, che rende ancora più urgente e interessante l’intervento di un proprietario con le risorse e la visibilità di Messi. La sfida sportiva è dunque immediata: stabilizzare il club in categoria e costruire le basi per un progetto a medio-lungo termine.
Elda è una città di circa 55.000 abitanti, dimensioni che la collocano in una fascia media del tessuto urbano spagnolo. Non è una metropoli, non ha l’eco mediatica di Madrid o Barcellona, ma ha una comunità appassionata e un club con radici profonde nel territorio. Per Messi, scegliere Elda significa anche questo: investire in una realtà locale, non cercare la vetrina più luminosa.
Un campione che guarda al futuro: il profilo imprenditoriale di Messi
Comprendere perché Messi stia costruendo questo percorso da proprietario richiede di guardare alla sua carriera nella sua interezza. Il campione argentino ha vinto 10 titoli de La Liga e quattro Champions League con il Barcellona, oltre alla Coppa del Mondo 2022 con l’Argentina — il trofeo che per molti ha completato il quadro di un’eredità calcistica senza paragoni. Oggi gioca ancora, con l’Inter Miami nella MLS nordamericana, dimostrando una longevità atletica che continua a stupire. Ma è evidente che la sua mente guarda già oltre il fischio finale.
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Investire nel calcio — e farlo in Spagna, paese in cui ha trascorso i suoi anni più gloriosi — è una scelta che unisce il sentimentale al razionale. La Spagna è un mercato calcistico maturo, con infrastrutture solide, una cultura sportiva radicata e un sistema di leghe articolato che offre opportunità a vari livelli. Acquistare club nella seconda divisione, dove i valori di mercato sono più accessibili e la possibilità di incidere sulla gestione è concreta, è una strategia che molti esperti di finanza sportiva considerano intelligente.
Non è peraltro l’unico ex o attuale campione ad aver percorso questa strada in Spagna. La Segunda División ha attirato negli ultimi anni l’interesse di diversi investitori legati al mondo del calcio professionistico, a conferma che il campionato cadetto spagnolo è percepito come un terreno fertile per chi vuole costruire un progetto calcistico partendo da basi solide ma non ancora saturate dall’eccesso di competizione finanziaria che caratterizza la Liga.
Cosa cambia per l’Eldense e per Elda
L’arrivo di un proprietario del profilo di Messi non è un fatto neutro per un club come l’Eldense. Sul piano mediatico, la visibilità del club è destinata ad aumentare in modo esponenziale: il nome di Messi è riconoscibile in ogni angolo del pianeta, e questo si traduce inevitabilmente in attenzione dei media, interesse degli sponsor e curiosità dei tifosi di tutto il mondo. Per una città di 55.000 abitanti, avere il club di calcio locale associato al nome del più celebre calciatore della storia è un cambio di scala difficile da quantificare ma facilissimo da immaginare.
Sul piano sportivo, le risorse che Messi può mettere a disposizione — sia direttamente sia attraverso la rete di contatti e relazioni che un personaggio del suo calibro inevitabilmente possiede — potrebbero fare la differenza in una categoria dove i margini tra salvezza e retrocessione sono spesso sottilissimi. La BBC ha confermato il completamento dell’operazione, sottolineando come si tratti di un investimento che segna un passaggio significativo nella vita professionale del campione argentino.
Resta da vedere come Messi intenda gestire concretamente i due club spagnoli — Cornellà e ora Eldense — mentre continua a giocare a Miami. La distanza geografica e l’impegno atletico richiedono una struttura gestionale solida e deleghe chiare. Ma chi ha vinto quattro Champions League e una Coppa del Mondo sa bene che i grandi risultati si costruiscono con organizzazione, pazienza e la giusta squadra intorno a sé. Stavolta, però, quella squadra non è sul campo: è in una sala riunioni.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
