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Ucraina, feriti due giornalisti italiani: “I russi ci hanno sparato” [VIDEO]

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Feriti in Ucraina due giornalisti italiani che hanno denunciato di aver subito un “attacco intenzionale” da parte dei russi a Kherson.

I due cronisti al lavoro in Ucraina – Claudio Locatelli e Niccolò Celesti – sono riusciti a salvarsi. Un colpo “ha danneggiato l’auto, siamo rimasti bloccati sotto tiro prima di riuscire a metterci in salvo. Ho perso sangue ma la ferita è lieve” spiega in un video il reporter Locatelli nella vettura col collega Celesti.

Il reporter Claudio Locatelli in un fermo immagine di un video tratto dalla sua pagina Facebook, in cui è ferito all’orecchio sinistro

Se avessi aperto la porta sarei senza una gamba o peggio” afferma ancora il reporter nel video dall’Ucraina, girato in presa diretta mentre i due cronisti venivano bersagliati. “La macchina è ben segnalata – sottolinea Locatelli – l’attacco ai nostri danni, visti luogo e dinamica, è stato intenzionale“. “Il tiro proveniva dalla sponda oltre il fiume Dnipro, lì dove si trova l’esercito russo. Sparare sulla stampa non ha scuse. Stiamo bene per fortuna“, aggiunge Locatelli. Nel filmato, sulla pagina Facebook di Locatelli, si vede il momento dell’attacco e i vetri dell’auto in frantumi.

L’Ucraina senza elettricità

In Ucraina la situazione resta altamente drammatica. I soldati di entrambi gli eserciti continuano a morire. I civili soffrono senza sosta. Nella regione di Kiev l’80% del territorio è senza corrente elettrica. Lo ha scritto su Telegram il governatore Oleksii Kuleba, citato dai media ucraini. A causa della situazione di emergenza le stazioni di pompaggio dell’acqua della compagnia di distribuzione idrica, Kyivvodokanal, sono disconnesse dalla rete elettrica. E per questo motivo a Kiev non c’è acqua. Lo ha reso noto l’operatore sul suo sito.

Zelensky visita il fronte

Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha intanto visitato a sopresa Bakhmut, nella regione di Donetsk, in Donbass, dove ha incontrato e premiato i militari. Si tratta di una delle zone più pericolose della guerra. L’ufficio stampa della presidenza ucraina ha reso noto che Zelensky è arrivato al fronte “senza annunciare precedentemente la visita“. Bakhmut è al momento il campo di battaglia nel quale si svolgono le azioni di guerra più intense fra ucraini e russi, con bombardamenti in corso da settimane da parte di quest’ultimi.

Le truppe ucraine hanno presentato a Zelensky, in visita al fronte a Bakhmut, una bandiera firmata da consegnare al Congresso degli Stati Uniti in segno di gratitudine per il supporto militare all’Ucraina, secondo il canale televisivo di stato Freedom. Foto Twitter @ChristopherJM

Sui media internazionali l’atteggiamento di Zelensky è particolarmente risaltato, a fronte di quello di Vladimir Putin che appare chiuso al Cremlino, distante dai soldati che ha mandato a combattere. Lo stesso Putin, pero, martedì 20 dicembre, in occasione della Giornata dedicata ai Servizi di Sicurezza, ha ammesso che in Ucraina la situazione per la Russia “è estremamente difficile“. Una rara ammissione, quella del presidente russo, che riguarda tutti i territori occupati dalle forze russe in Ucraina: Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson.

Attacco in Russia

E mentre nessuno ormai spera in una tregua della guerra, a 5 giorni dal Natale, un’esplosione si è verificata in Russia e ha provocato 3 morti e un ferito. Si è squarciato il gasdotto Urengoi-Pomary-Uzhhorod, che dalla Russia attraversa l’Ucraina. A riportare la notizia sono i media russi. Secondo l’agenzia di stampa Ria Novosti, che cita il ministero regionale delle Emergenze, a provocare l’esplosione – e un successivo incendio – è stata una fuga di gas. L’incidente è avvenuto nel distretto russo di Vurnarsky, nella Repubblica di Chuvash, a circa 680 chilometri a est di Mosca. Le vittime erano dipendenti dell’azienda del gas e stavano facendo lavori al gasdotto.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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