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Ucraina, la guerra infinita: le bombe al Sud e la distruzione al Nord [VIDEO ESCLUSIVO]

Immagini esclusive dalle zone liberate come Borodyanka dove il Venerdì Santo l'inviato del Papa pregò sulle fosse comuni

Da Kherson a Kryvyi Rih, città natale di Volodymyr Zelensky, i russi colpiscono l’Ucraina senza sosta.

Il Financial Times nomina il presidente ucrainopersona dell’anno“, mentre nelle città del nord, come Borodyanka, Bucha e Irpin si cerca di tornare alla vita. Gli invasori hanno colpito la città di Kherson, nel sud dell’Ucraina, per 46 volte in un solo giorno. Lo rende noto su Telegram Kyrylo Tymoshenko, numero due dell’ufficio presidenziale ucraino. Da parte sua Anton Gerashchenko, alto consigliere del ministero dell’Interno ucraino, ha detto che nei raid russi su Kherson ha perso la vita una donna di 65 anni. ‘”Domenica gli occupanti hanno bombardato la regione 46 volte con mortai, carri armati, artiglieria e Mlrs (lanciarazzi multiplo, ndr.). Edifici privati ​​e condominiali e altri edifici sono stati distrutti“, ha detto citando il consiglio comunale di Kherson.

Una donna in bicicletta a Borodyanka; un'altra che abbraccia un soldato a Kherson
Da sin., una donna in bicicletta a Borodyanka; Halyna Chistyakova, ex insegnante, abbraccia Serhii Shlynka, ex soldato ucraino a Kherson (foto Ansa/Epa Roman Pilipey)

Attaccata nella notte fra ieri e oggi 5 dicembre anche la città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Kryvyi Rih. Si trova nel sud dell’Ucraina. A dare la notizia su Telegram è stato Valentyn Reznichenko, capo dell’amministrazione militare della regione di Dnipropetrovsk. Reznichenko ha spiegato che il raid russo ha colpito un’attività industriale uccidendo un dipendente e ferendone altri tre che sono stati ricoverati in ospedale.

Borodyanka, immagini da una città martire

Nel nord dell’Ucraina, nelle zone liberate dall’esercito e dai cui i russi si sono ritirati la popolazione cerca di sopravvivere come può. In città come Borodyanka non manca la presenza di organizzazioni umanitarie, come la Caritas, che cercano di alleviare le condizioni di vita di migliaia di persone senza più un tetto sulla testa. Borodyanka, come Irpin e Bucha, è un luogo in cui gli invasori hanno compiuto torture e crimini di guerra.

Una famiglia osserva un murale che ricorda le opere di Banksy, su un muro di un edificio distrutto a Borodyanka. Sarebbe diverse, in varie zone dell'Ucraina, le opere attribuite all'artista di strada britannico. Foto Ansa/Epa Sergey Dolzhenko
Tre adulti e una bambina osservano un murale che ricorda le opere di Banksy, sul muro di un edificio distrutto a Borodyanka. Sarebbero diverse, in varie zone dell’Ucraina, le opere attribuite all’artista di strada britannico. Foto Ansa/Epa Sergey Dolzhenko

Nel Venerdì Santo di Pasqua, 15 aprile, il cardinale Elemosiniere del Papa, Konrad Krajewski, si era inginocchiato davanti una delle fosse comuni dove erano stati gettati cadaveri di civili uccisi. Fra marzo e aprile 2022 i 12mila abitanti di Bordoyanka sono rimasti sotto l’occupazione dell’esercito di Mosca che avanzava verso Kiev e che poi invece aveva dovuto battere in ritirata. La città è distrutta, come mostra un video girato in questi giorni che VelvetMAG mostra ai lettori.

 

Ucraina al buio

Ad aggiungere dolore a dolore è l’ormai cronica mancanza di elettricità in molti territori dell’Ucraina. Più di 500 località del paese sono ancora senza corrente in seguito ai bombardamenti russi delle ultime settimane che hanno causato danni alla rete elettrica nazionale. Lo ha dichiarato in tv il viceministro degli Interni, Yevgeny Yenin. “L’esercito russo continua ad attaccare le infrastrutture essenziali. Attualmente 507 località in otto regioni del nostro Paese sono tagliate fuori dalla rete elettrica“, ha detto. Il governatore di Mykolaiv, Vitali Kim, ha aggiunto: “Dobbiamo resistere“. Ogni giorno, più volte al giorno, le interruzioni di corrente fanno sprofondare milioni di cittadini nel buio e nel gelo dell’inverno, che è già arrivato.

Esplosioni in Russia

Ma la guerra in Ucraina, come sempre più spesso accade, ‘sconfina’ facilmente. Ed è di 3 morti e 6 feriti il bilancio di un’esplosione all’aeroporto militare russo di Ryazan, 200 chilometri a sud-est di Mosca. Lo riportano le agenzie di stampa Ria Novosti e Tass. A causare la deflagrazione sarebbe stata un’autocisterna carica di benzina. Una seconda esplosione si è inoltre verificata nell’aeroporto di Engels, vicino a Saratov. Secondo i russi le forze armate ucraine hanno danneggiato due bombardieri strategici Tu-95 utilizzando un drone. L’aeroporto militare di Ryazan ospita il centro di addestramento per l’aviazione a lungo raggio e gli aerei cisterna.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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