Al centro Dmitrij Medvedev, vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale russo. Foto Ansa/Epa
In vista delle elezioni il nascente Terzo Polo di Renzi e Calenda presenta il suo programma. Ma, nello stesso giorno, il vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale russo Medvedev entra a piedi uniti nella campagna elettorale italiana.
“Alle urne vorremmo vedere i cittadini europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi. Ma anche chiamarli a rendere conto, punendoli per la loro evidente stupidità” scrive Medvedev su Telegram, sottolineando che “i voti degli elettori sono una potente leva di influenza“.
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Secca la replica del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: “È davvero preoccupante l’ingerenza del Governo russo nelle elezioni italiane. Un esponente russo, Medvedev, interviene nuovamente a gamba tesa su questioni di politica interna, questa volta dando anche un’indicazione di voto. Le forze politiche italiane prendano le distanze in maniera netta, senza alcuna timidezza, dalla propaganda russa. Noi stiamo lavorando per diversificare le fonti di approvvigionamento del gas, perché non si può dipendere da chi, con i soldi degli italiani, finanzia la guerra sanguinosa in Ucraina“.
Il Partito Democratico con Enrico Borghi attacca: “Medvedev, il falco del regime russo tifoso dei massacri in Ucraina, entra nella campagna elettorale italiana. E invita gli elettori a punire nelle urne il Governo. Grave fatto di ingerenza, tutti ne prendano le distanze, iniziando da una destra sempre più ambigua sul tema“.
Nelle stesse ore in cui la Russia si apprestava a intromettersi senza tanti giri di parole nella campagna per le elezioni, a Roma Carlo Calenda presentava il suo programma. “A persone come Cottarelli, Bonino e Bentivogli e tanti altri voglio dire: le porte continuano a essere aperte” ha dichiarato il leader di Azione. Come è noto, il suo programma elettorale è quello concepito assieme a Italia Viva di Matteo Renzi. “Il PD tornerà 5 minuti dopo le elezioni dai 5 stelle. Basta leggere le dichiarazioni di Orlando e Boccia“, ha aggiunto Calenda confermando che sarà candidato “nel collegio di Roma 1“.
Foto Ansa/Ettore Ferrari
“Con Renzi faremo una grande iniziativa assieme a Milano, oggi non c’è ma non è tattica. I nostri rapporti sono stati molto difficili a partire dal Conte II. Ma Renzi ha fatto un gesto di tantissima generosità, perché mettersi di lato non è un gesto scontato” ha spiegato Calenda riferendosi al nascente Terzo Polo per le elezioni. “L’unica cosa che mi sento di dire è ringraziarlo. Dopo le elezioni parte il progetto di una forza costruttiva. Ogni volta che ho litigato con Renzi non ho mai disconosciuto il fatto che sia stato uno dei migliori presidenti del Consiglio che l’Italia abbia avuto. All’Italia non serve la retorica dei mollacchioni, all’Italia serve una roba tosta“, conclude il leader di Azione. Il leader di Azione ha poi ironizzato: “Nella destra si odiano talmente tanto tra di loro. Poi possiamo raccontarcela come vogliamo. Credo che Salvini governerebbe piuttosto con Rifondazione Comunista che con la Meloni. Per il resto fanno la loro parte della sceneggiata“.
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