Nel primo fine settimana di campagna per le elezioni i leader dei partiti sono già all’attacco. La rottura PD-M5S appare irreversibile. Gli ex di Forza Italia lavorano a un nuovo partito. Meloni addita una “macchina del fango” contro di lei.
Dopo l’intervista a Repubblica di oggi 24 luglio, il segretario del PD, Enrico Letta, ha parlato di elezioni a Mezz’ora in più, su Rai Tre. Con la caduta di Draghi “credo che quello che si è compiuto sia stato un suicidio collettivo della politica italiana” ha detto. “E credo che le nostre istituzioni, la nostra politica, esca molto ammaccata“. “Non ho dubbi – ha aggiunto – che all’ambasciata russa si sia festeggiato a caviale. E che Putin abbia avuto la più grande soddisfazione dopo la fine di Johnson a Londra. Questa è un vicenda non solo italiana, ma europea, pesante“.
La rottura con il Movimento Cinque Stelle “in queste elezioni è irreversibile” ha scandito Letta. “Lo avevo detto prima. Avevo detto a Conte: ‘se prendete una decisione di questo tipo questa sarà la conseguenza’. E siamo lineari con questa scelta“.
Sul collasso del Governo Draghi e nuove elezioni in piena crisi energetica, pandemica e con la guerra in Ucraina, è intervenuto Renato Brunetta. Sempre a Mezz’Ora in più, il ministro uscito da Forza Italia è andato giù duro. “Nulla abbiamo saputo, una decisione presa alle nostre spalle” ha detto. E si riferiva al fatto che Berlusconi ha scelto di non far votare la fiducia a Forza Italia. “È stato un atto di irresponsabilità” ha dichiarato Brunetta. “Una valutazione di tipo opportunistico. Salvini vedeva deteriorare il suo consenso mese dopo mese, Forza Italia non si espandeva, Meloni cresceva. Hanno preferito non pagare il costo del Governo ma farlo pagare agli italiani“.
Adesso Brunetta, e con lui Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, anch’esse uscite da Forza Italia, progetta, “un’Unione e un rassemblement repubblicano per tutti quelli che hanno sostenuto l’agenda Draghi“. Con un programma comune per le elezioni che guardi all’Europa e al PNRR. “Un’Unione Repubblicana che salvi il Paese“. Tra i nomi di questo rassemblement non ci sarebbe l’ex ministro berlusconiano Giulio Tremonti, considerato un nemico di Draghi.
Letta e Conte prima della frattura tra Pd e M5S. Foto Ansa/Ettore Ferrari
E il M5S? Sulla Stampa Giuseppe Conte risponde a Enrico Letta. Il quale su Repubblica di oggi ha dichiarato: “La scelta è chiara, o noi o Meloni, due Italie profondamente diverse“. Letta, citando Berlinguer, progetta una campagna per le elezioni “casa per casa, strada per strada“. E “per una lista aperta ed espansiva. Le idee contano più della coalizione, nel solco del governo Draghi.” “Il Pd è arrogante. I progressisti siamo noi” è la risposta di Conte. Secondo lui sulla fine del Governo Draghi c’è una diffusa ipocrisia. “Si prova a scaricare la colpa sul M5S, che ha solo chiesto di risolvere alcune criticità: è un’infamia dire che abbiamo tradito.”
In prima fila nella campagna per le elezioni c’è naturalmente anche e soprattutto Fratelli d’Italia, che i sondaggi continuano a indicare come primo partito. “Con la campagna elettorale è ripartita, puntuale come sempre, la macchina del fango contro me e Fratelli d’Italia” scrive su Facebook la leader della destra, Giorgia Meloni, che sogna Palazzo Chigi. “Aspettatevi di tutto in queste settimane, perché sono consapevoli dell’imminente sconfitta. Useranno ogni mezzo per tentare di fermarci. Se ci riusciranno o no, quello dipenderà da voi“.
Giorgia Meloni. Foto Ansa/Fabio Cimaglia
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