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Afghanistan, doppio attacco suicida all’aeroporto di Kabul: decine di morti e oltre 140 feriti

Le vittime sarebbero almeno 72, fra cui 12 soldati americani. Paura su un C-130 italiano al momento del decollo. Ed è conto alla rovescia per gli ultimi voli di evacuazione di domani per Italia e Francia. Fra pochi giorni si chiuderà uno dei più grandi ponti aerei della storia: portate via oltre 100mila persone

AGGIORNAMENTO ORE 23:07 – Due forti esplosioni causate da un doppio attacco suicida hanno squassato l’aeroporto di Kabul uccidendo decine di civili, tra cui bambini, e almeno dodici militari americani. Nella serata di oggi, 26 agosto, un bilancio ancora provvisorio indica in almeno i 72 morti e oltre 140 feriti, rimasti vittime di due attacchi kamikaze compiuti dall’Isis. Il capo del comando centrale statunitense, Kenneth McKenzie, ha affermato che Washington è pronta alla rappresaglia contro gli autori dell’attacco, nel quale ha detto di non ravvisare una complicità dei talebani. Secondo le ricostruzioni, si è trattato di un attacco “complesso” nella zona dell’Abbey Gate, area controllata dalle truppe Usa e britanniche dove, in quel momento, erano ammassate almeno 5mila persone in attesa di conoscere il proprio destino. Tra i 12 militari americani che hanno perso la vita ci sarebbe anche un medico della Marina.

 

Un attentatore kamikaze si è fatto esplodere all’aeroporto di Kabul, capitale dell’Afghanistan. L’attacco suicida è avvenuto in una zona chiamata ‘il canale’, presso uno dei cancelli di ingresso allo scalo: l’Abbey Gate. Secondo quanto riporta l’Ansa, a confermare la notizia è stato il portavoce del Pentagono, John Kirby, su Twitter.

Biden informato dell’attacco

All’attacco sono seguiti colpi d’arma da fuoco. Il presidente americano Joe Biden è stato informato dell’esplosione e viene aggiornato sugli sviluppi dai vertici della sicurezza nazionale. Sul posto c’è anche un inviato di Skynews. Il cronista ha spiegato che si tratta di un’area appena fuori lo scalo dove migliaia e migliaia di persone aspettano che i loro documenti vengano esaminati. In questa zona, ha spiegato il reporter, operano principalmente le truppe britanniche.

Panico sul volo italiano

La situazione all’aeroporto di Kabul precipita dunque giorno dopo giorno. Si possono interpretare anche così gli spari che hanno costretto un aereo militare italiano C-130, alcune ore fa, a una manovra evasiva al momento del decollo. Non si è trattato di un attacco diretto contro il velivolo. A bordo c’erano 98 civili afghani evacuati ed alcuni giornalisti italiani. Ci sono stati “attimi di panico”, ha detto l’inviata di Skytg24, Simona Vasta, quando a seguito di “colpi di mitragliatrice pesante, pochi minuti dopo il decollo, la pilota ha attuato manovre diversive.” Da un pick up afgano equipaggiato con mitragliatrici e situato lontano dalla pista, sono giunti colpi verso l’alto per disperdere la folla che stava pressando verso il gate. A quel punto la pilota del C130 ha effettuato un decollo tattico per sottrarsi ad una potenziale minaccia.

Kabul, lo scalo sotto tiro

E adesso, dopo i timori espressi da diversi Paesi tra cui Usa, Gran Bretagna e Australia, anche l’Italia è in allerta per l’allarme su possibili attentati terroristici imminenti a Kabul. L’ambasciata Usa esorta gli americani a non recarsi allo scalo aereoportuale. Chi si trova già lì deve lasciarlo immediatamente a causa di “minacce alla sicurezza“. “Chiediamo ai cittadini americani di evitare di recarsi ai cancelli di ingresso a meno che non siano state ricevute istruzioni da rappresentanti del governo“, afferma l’ambasciata americana. La minaccia terroristica contro l’aeroporto di Kabul è infatti “molto seria” e “imminente“, ha detto il viceministro britannico della Difesa, James Heappey.

Stop alla musica in Afghanistan

Dalla capitale afghana giunge intanto la notizia che in tutto il paese i talebani vieteranno di ascoltare la musica. Lo annuncia il portavoce Zabihullah Mujahid. “La musica è proibita nell’Islam – ha detto al New York Timesma speriamo di poter persuadere le persone a non fare queste cose, invece di fare pressioni“. Sotto il governo dei talebani negli anni ’90, ricorda la Bbc, musica, televisione e cinema erano severamente vietati. Infrangere le regole poteva mettere le persone seriamente nei guai.

Hamid Karzai agli arresti

A conferma che il nuovo regime afghano sta stringendo le maglie su tutti i fronti, le agenzie di stampa riportano la notizia degli arresti domiciliari di fatto per l’ex presidente Hamid Karzai. I talebani, riferisce la Cnn, avrebbero tolto armi e mezzi agli uomini della sua scorta. Stessa sorte per Abdullah Abdullah, capo dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione nazionale. Già lunedì scorso i miliziani avevano tolto il dispositivo di sicurezza a Karzai, che si era quindi trasferito nella residenza di Abdullah. Tutto ciò dopo che, nei giorni passati, i talebani stessi avevano dichiarato alla Cnn che era loro obiettivo un governo inclusivo. E a questo fine avevano avviato un dialogo con Karzai e lo stesso Abdullah.

L’Occidente abbandona l’Afghanistan

Entro domani 27 agosto, intanto, la Francia metterà fine ai voli per le evacuazioni da Kabul. Lo ha detto parlando a radio Rtl il primo ministro francese Jean Castex. “Da domani sera non potremo più evacuare persone dall’aeroporto di Kabul” a causa del ritiro americano fissato al 31 agosto, ha affermato. La Francia ha fatto evacuare dall’Afghanistan oltre 2mila afghani e un centinaio di francesi da quando sono iniziati i voli, la scorsa settimana. Anche l’Italia terminerà le operazioni di evacuazione. Sono 4mila circa gli afghani evacuati dalla nostra aviazione militare finora. Complessivamente, grazie soprattutto agli Usa, si è superata la soglia delle 100mila persone evacuate da Kabul in uno dei ponti aerei più grandi della storia. Solo nelle ultime 24 ore sono state imbarcate dalle potenze occidentali circa 13.400 persone.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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