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Usa, l’ostacolista transgender CeCé Telfer esclusa dalle gare: “Non è idonea”

Avrebbe superato i livelli di testosterone ammessi dall'associazione di atletica

Nel 2019 è stata la prima donna a vincere un titolo nell’ambito della National collegiate athletic association (Ncaa), l’organizzazione che gestisce le attività sportive nei college statunitensi e canadesi. E lo ha fatto partecipando a gare maschili. Adesso, appena due anni più tardi, l’hanno bloccata prima del via. CeCé Telfer, atleta ostacolista transgender, americana di origini giamaicane, non ha ottenuto il via libera dalla Usa Track& Field (l’associazione di atletica leggera degli Usa).

Fuori dalla squadra olimpica

Non potrà, cioè, partecipare alle selezioni per la squadra olimpica. Gare e competizioni che sono in programma nella città di Eugene, in Oregon, durante il fine settimana che comincia oggi 25 giugno. L’ostacolista avrebbe superato il livello di testosterone consentito per competere. Un valore che, per le regole sportive, deve restare inferiore a cinque nanomoli per litro negli ultimi 12 mesi. In particolare, CeCé Telfer avrebbe dovuto gareggiare nei 400 metri ostacoli femminili ma adesso non potrà farlo.

“Non idonea a competere”

Malgrado le ottime prestazioni, CeCé non ha soddisfatto le condizioni stabilite nel regolamento di idoneità per gli atleti transgender del World Athletics ed è quindi non idonea a competere” si legge in una nota della Usa Track and Field —. L’ente che dirige l’atletica statunitense afferma al tempo stesso di sostenere “fortemente l’inclusività“. E di fornire “un percorso chiaro alla partecipazione allo sport per tutti“. Pur mantenendo “l’equità competitiva“. “È nostra politica non commentare casi individuali a causa della riservatezza medica – prosegue la nota -, ma sosteniamo con tutto il cuore la partecipazione di CeCé a eventi internazionali come membro del Team Usatf se soddisferà le condizioni per gareggiare“.

La reazione dell’ostacolista

L’atleta ha accettato la decisione, rende noto il suo manager, David McFarland. “Presto sarà di nuovo sul palcoscenico nazionale e mondiale”. “Amo quello che sto facendo, sto vivendo la mia verità e la mia vita autentica — aveva dichiarato CeCé Telfer al periodico Women’s Health — Credo che questo sia il mio modo di essere il cambiamento che voglio vedere nel mondo. E io vivo di questo ogni singolo giorno“. Idonea e qualificata per le Olimpiadi è invece Laurel Hubbard, la prima atleta transgender della storia autorizzata dal Comitato olimpico internazionale (Cio) a partecipare ai Giochi. In questo caso a quelli di Tokyo.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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