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Haiti, imprenditore italiano liberato dopo tre settimane di sequestro

Giovanni Calì era ostaggio di una banda di criminali comuni

​È terminata la prigionia dell’imprenditore italiano Giovanni Calì, 74 anni, tenuto sotto sequestro nell’isola caraibica di Haiti. Un gruppo di uomini, poi identificato in una banda di criminali comuni, lo aveva prelevato e tenuto in ostaggio dallo scorso 1 giugno. La conferma della sua liberazione è arrivata dalla Farnesina.

“Rapito mentre era al lavoro”

In una nota il Ministero degli Esteri afferma che “il nostro connazionale era stato prelevato presso il cantiere dove lavorava da un gruppo criminale locale.” La sua liberazione, si spiega ancora nel comunicato, “dopo soli 22 giorni, è stata possibile grazie al lavoro quotidiano della nostra intelligence e dell’Unità di Crisi della Farnesina, che ha mantenuto giorno dopo giorno i contatti con la famiglia in Sicilia“.

Sull’isola per costruire una strada

L’ingegner Calì, 74 anni, di Catania, si trovava ad Haiti, uno dei paesi più poveri del mondo, per conto della ditta di costruzioni Bonifica Spa, con sede a Roma. Si stava occupando della costruzione di una strada. Ad Haiti i rapimenti di persone, spesso a scopo estorsivo, si sono intensificati negli ultimi tempi. A seguito della sparizione dell’imprenditore italiano gli inquirenti si erano messi immediatamente al lavoro, convinti che si trattasse di un sequestro, per individuarne la matrice e risalire all’identità di chi aveva prelevato con la forza Giovanni Calì dal posto di lavoro.

Chiesto un riscatto

Gli indizi avevano portato subito gli investigatori nella direzione di bande criminali che si dedicano ai rapimenti, soprattutto di funzionari stranieri, ma anche di sacerdoti. Le ricerche si erano indirizzate, in particolare, verso la gang 400 Mawozo, già nel mirino delle forze dell’ordine per il rapimento di sette religiosi cattolici a Port-au-Prince, la capitale. Era circolata la notizia secondo cui i banditi avevano chiesto un riscatto di 500 mila dollari per la liberazione di Calì. I sequestri di persona ad Haiti sono esplosi negli ultimi anni, nel 2020 sono stati ben 243.

Di Maio: “Grazie all’Intelligence”

Da Roma il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha ringraziato le forze dell’Intelligence e dell’Unità di Crisi della Farnesina. “È stato appena liberato l’ingegnere Giovanni Calì, rapito il primo giugno scorso ad Haiti – ha scritto sui social il titolare del MAE – Il nostro connazionale era stato prelevato da un gruppo criminale locale presso il cantiere dove lavorava. Grazie alla nostra Intelligence e all’Unità di Crisi“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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