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Stop allo sci, dilaga la protesta di Regioni e imprenditori. In Val Vigezzo piste aperte lo stesso

Violata l'ordinanza di Speranza: il Piemonte contro Roma

La proroga del blocco alle attività legate allo sci sulle montagne italiane, in primo luogo sulle Alpi, sta scatenando un putiferio. Dopo che l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, facendo propri i timori del Comitato tecnico scientifico (Cts), ha decretato lo stop degli impianti fino al 5 marzo, ora la protesta dilaga.

Scontro con il governo

Governatori di regioni come la Lombardia, il Veneto e il Piemonte, ma anche e soprattutto gestori degli impianti di risalita, esercenti e associazioni di categoria come Confcommercio e Confesercenti sono sul piede di guerra. La situazione ai limiti dell’incredibile si è verificata in Piemonte. In Val d’Ossola, precisamente nella splendida Val Vigezzo, i gestori hanno deciso di tenere aperti ugualmente gli impianti, malgrado il blocco imposto dal governo. E la Regione Piemonte si appresta a fare ricorso contro Roma.

“Servono indennizzi urgenti”

Il Piemonte ha deciso inoltre di stanziare “immediatamente 5,3 milioni di euro come ristori – ha detto il governatore Alberto Cirio – per gli impianti sciistici penalizzati da una politica di chiusura intempestiva e annunciata con nessun anticipo”. Ma la Regione va oltre e valuta di costituirsi parte civile, al fianco dei gestori delle strutture, per chiedere indennizzi proporzionati alla quantificazione dei danni.

La “ribelle” Val d’Ossola

E lo stop del governo non ferma lo sci alla Piana di Vigezzo, 1.720 metri nel Comune di Craveggia (Verbano-Cusio-Ossola), nell’omonima valle Vigezzo, in alta Ossola. Nonostante la decisione del ministro Speranza, i gestori della stazione sciistica hanno deciso di aprire gli impianti. “Ancora venerdì la Regione ci aveva assicurato l’apertura e noi abbiamo predisposto tutto, in sicurezza, per riaprire. E così lo abbiamo fatto”, dice Luca Mantovani, uno dei titolari della società che gestisce gli impianti nella valle piemontese a ridosso del Canton Ticino.

Cirio: “No a Speranza, intervenga Draghi”

“Fuori dai palazzi romani c’è un mondo reale, fatto di persone reali che hanno assunto dipendenti, han fatto contratti, venduto skypass. Ci sono famiglie che, viste le vacanze, hanno preso ferie per portare i figli in montagna. Persone di cui il ministro Roberto Speranza ha dimostrato di non avere rispetto”. Questo il duro attacco del presidente del Piemonte, Alberto Cirio, dai microfoni di SkyTg24. “Voglio vedere l’ordinanza del ministro Speranza come l’ultimo atto del governo Conte – ha proseguito Cirio -. Non posso, non voglio vederlo come primo atto del nuovo governo Draghi, a cui mi rivolgo perché la tutela del mondo reale passi dalle parole dei mesi passati ai fatti di oggi”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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