Sostanze tossiche o cancerogene nel 20% dei campioni d’inchiostro usato per i tatuaggi: 1 su 5. I dati sono stati resi noti il 27 settembre. E sono arrivati a seguito di una serie di controlli da parte del Comando dei carabinieri per la Tutela della Salute.
I militari operano un costante monitoraggio, sia sulla regolarità che sulla non pericolosità dei prodotti a base di inchiostro. Quelli normalmente utilizzati per la realizzazione dei tattoo sulla pelle umana. In particolare, spiega una nota ufficiale, si è recentemente concluso un servizio di controllo in tutta Italia.
Oggetto delle attenzioni dei carabinieri proprio la commercializzazione di inchiostri e tinture. Gli investigatori hanno proceduto all’ispezione dell’intera filiera distributiva. Obiettivo: verificare la qualità e la sicurezza di tali prodotti in 117 aziende. Fra queste, centri di tatuaggio, importatori, produttori e distributori nazionali di pigmenti.
Si è proceduto a prelevare 100 campioni di inchiostri per tatuaggio. I laboratori li hanno poi analizzati per la ricerca di sostanze chimiche. Le analisi, svolte dall’Arpa Piemonte (Agenzia regionale per la protezione ambientale), hanno rilevato la non conformità di 22 campioni. I ricercatori hanno registrato livelli superiori a quelli consentiti per legge di sostanze potenzialmente tossiche o cancerogene. Come, ad esempio, le ammine aromatiche e gli idrocarburi policiclici aromatici.
Il ministero della Salute ha disposto provvedimenti urgenti. Sono scattati il divieto di vendita e di utilizzo e l’obbligo di informare i soggetti che avevano scelto di farsi fare un tatuaggio. I carabinieri hanno contestato 31 infrazioni nei confronti dei responsabili di esercizi commerciali. Hanno inoltre sequestrato 248 confezioni di tinture e pigmenti.
Il monitoraggio segue un precedente servizio di controllo svolto tra il 2014 ed il 2015. Un’attività che aveva evidenziato criticità su 97 campioni di pigmenti per tatuaggi, rispetto ai 318 prelevati. In quell’occasione si erano riscontrati microbi e batteri non compatibili con il commercio e l’impiego di quei prodotti. Anche e soprattutto perché destinati a restare incisi a lungo nella pelle delle persone.
Photo credits: Twitter
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