Esclusiva Velvet

Beatrice Arnera: “Più potere alle donne in ‘Romolo + Giuly 2’. Ora vorrei un ruolo drammatico” [ESCLUSIVA]

Dove eravamo rimasti? Ah sì! Il Vesuvio aveva eruttato rifiuti tossici su tutta l’Italia, il Paese era stato diviso in Nord e Sud (gestiti da governi separati ma federati), e quella che era nata come una rivalità tra Roma Nord e Roma Sud è diventata una questione nazionale ben più ampia e stringente.

Ma dove sono finiti i nostri protagonisti? Come stanno Romolo Montacchi (Alessandro D’Ambrosi) figlio del protettore di Roma Sud e console di Ostia, e la biondissima Giuly Copulati (Beatrice Arnera), tutta shopping e aperitivi a Ponte Milvio? E il loro amore? E le loro famiglie? Manca ormai pochissimo per sapere come proseguirà “Romolo + Giuly – La guerra mondiale italiana”.

“Romolo + Giuly – La guerra mondiale italiana”, dal 16 settembre torna su Fox la serie più irriverente della tv italiana

Già, perché da lunedì 16 settembre alle ore 21:15 su Fox (il canale 112 della piattaforma Sky) riparte la serie comedy più irriverente e politicamente scorretta della tv italiana. Dieci nuovi episodi per una seconda stagione che si prospetta più impertinente e innovativa che mai, come ci conferma la protagonista Beatrice Arnera, che interpreta proprio Giuly.

BA: La seconda stagione cresce molto, già a livello di sceneggiatura: il copione è ben più ricco, gli intrecci sono intriganti, ne succedono di tutti i colori. Non voglio sembrare banale, ma ti assicuro che la seconda stagione è la 2.0 della prima, anche dal punto di vista drammaturgico. Gli autori in molti casi hanno scelto di rinunciare alla battuta facile, alla freddura, in favore di una comicità che funziona di più sul lungo periodo. Abbiamo ascoltato molto anche i pareri e le esigenze del pubblico, che ci ha scritto per suggerirci storie e svolte di trama.

VELVET: Qual è la forza di “Romolo + Giuly – La guerra mondiale italiana”, secondo te?

BA: Credo sia il suo essere una serie scorretta. Questo tipo di comicità in effetti fa un po’ fatica a sbarcare sui canali e ad avere una facile fruizione presso un pubblico medio, ma credo che in questo caso “Romolo + Giuly” funzioni proprio perché è così irriverente, ha un tipo di umorismo anche un po’ demenziale. La nostra è una commedia di genere, ma che fa riferimento all’attualità, a ciò che sta accadendo in Italia: la serie piace perché ha un fondo di verità. In più abbiamo un cast di grandissimi interpreti: anche quest’anno con noi c’è Fortunato Cerlino (che interpreta il leader sudista Don Alfonso, ndr), e poi Giorgio Mastrota (milanesissimo capo del Nord Italia, ndr), che pur non essendo un attore professionista è bravissimo.

Nella seconda stagione vedrete ancora più nomi illustri di quanti non ne abbiate già visti, ci sono tantissimi ospiti inaspettati (Carlo Conti, Giobbe Covatta, Lodovica Comello, Luciana Littizzetto e Cristiano Malgioglio tra gli altri, ndr).

“Romolo + Giuly 2”, tornano Fortunato Cerlino, Giorgio Mastrota e tanti camei illustri

VELVET: Come cambia, come evolve il personaggio di Giuly nella seconda stagione della serie?

BA: La cosa divertente di quest’anno è che le donne prendono sempre più potere. Così Giuly, dacché era un po’ una principessina e soprattutto non era molto attiva (quasi un personaggio d’appoggio), in questa stagione assume un ruolo determinante, diventa un po’ l’ago della bilancia dell’azione, prende in mano la situazione. Si sta cercando questo “Uomo Nuovo” e lei può essere il punto di svolta.

Un’altra cosa bella è che molte azioni si svolgono in ambienti diversi e inaspettati, quindi Giuly deve rapportarsi a luoghi come Cortina, ad esempio, e ad altre location che non sono né Roma Nord né Roma sud. E’ divertente vederla uscire dalle zone che conosce e a cui è abituata, per inserirsi in luoghi a lei ignoti.

VELVET: Ho avuto la possibilità di vedere in anteprima le prime due puntate della seconda stagione. Alla fine del secondo episodio si intuisce che Giuly potrebbe essere rimasta incinta. Puoi dirci qualcosa in più senza spoilerare gli eventi?

BA: È vero! Non voglio svelare nulla, ma il sogno di “Romolo + Giuly” (come viene ribadito anche nella prima serie) è proprio capire che cosa potrebbe nascere dall’unione di una Roma Nord e di una Roma Sud così esasperate. Vedremo se Giuly resterà incinta o meno. Ma a prescindere dal fatto che ciò accada o meno, l’unica domanda che ci si deve porre, in realtà, è: “Un eventuale erede tiferà per la Lazio o per la Roma?”.

Più potere alle donne in “Romolo + Giuly 2”, in onda su Fox dal 16 settembre

VELVET: A proposito di figli: in un’intervista di qualche tempo fa hai dichiarato di voler diventare madre. È ancora così?

BA: Sì, mi piacerebbe diventare mamma. Certamente prima voglio sistemarmi dal punto di vista lavorativo, vorrei avere delle certezze un po’ più solide. Ma sì, avere dei figli è uno degli obiettivi della mia vita di sicuro: non adesso, quando la mia carriera sarà un po’ più avviata.

VELVET: Cosa ti ha attratto del personaggio di Giuly, e cosa invece non sopporti di lei?

BA: Il personaggio di Giuly non è tanto simile a me, che sono piemontese (Beatrice è nata ad Acqui Terme, in provincia di Alessandria, ndr). Non è stato facile inserirsi in una romanità così accentuata e fatta di differenze che sono codici interni di una città vivace e attiva; per me è stata una bella sfida. Già dover affrontare delle frasi super romane, con delle cadenze che sono tipiche di Roma Nord o di Roma sud, è stato difficile, come il dovermi adattare a una città che ormai mi appartiene e nella quale mi sono trasferita da diversi anni.

Amo Giuly, è un personaggio interessante e divertente da vedere e anche da interpretare. Vive sempre in situazioni un po’ naif, quasi da principessina; in particolare nella prima stagione subisce spesso quello che le accade intorno. La cosa che abbiamo in comune io e Giuly è che facciamo fatica a camminare sui tacchi, per il resto siamo molto diverse!

Arnera: “Giuly? Un personaggio divertente e interessante ma molto diverso da me”

VELVET: In Italia il mercato e la produzione di serie televisive è aumentata tantissimo negli ultimi anni. Come giudichi la qualità dei prodotti italiani, rispetto a quelli inglesi, americani o spagnoli?

BA: Abbiamo la fortuna di avere tante piattaforme, e la possibilità di far diventare popolare una serie che magari è partita dal web. A livello di qualità, se vogliamo proprio essere schietti e chiari, credo che abbiamo moltissimi talenti (parlo soprattutto dei miei colleghi attori, trovo che ogni anno emergano degli interpreti incredibili). Forse non abbiamo ancora ben chiaro quanto possiamo essere potenti.

Ad esempio, recentemente mi sono appassionata a una serie francese che si intitola “Chiami il mio agente”: mi rendo conto che è qualcosa che avremmo potuto partorire e rendere vivo anche noi italiani. A volte, forse per paura, per mancanza di coraggio, per il timore di essere scorretti (difetto un po’ italiota), per il posto in cui viviamo e per la società che ci siamo costruiti, siamo troppo politicamente corretti, mentre essere scorretti può diventare interessante. Potrebbe essere anche un ottimo spunto per creare cose che finora non abbiamo ancora visto.

VELVET: Sei giovanissima, hai solo 24 anni, ma di televisione ne hai già fatta tanta. Oltre a “Romolo + Giuly”, interpreti Valeria Ferrante nella fiction Rai “Un passo dal cielo”, hai partecipato a “Il commissario Montalbano”, a soli quattro anni sei stata nel cast di “Una donna per amico”. Ho letto che sei una grande fruitrice di serie tv; ce n’è una alla quale vorresti veramente prendere parte?

BA: Devo dire che guardo molte serie di Netflix, mi piace vederle in lingua originale. Forse perché parlo la lingua, mi piacerebbe poter far parte del cast de “La casa di carta” oppure di una nuova serie che ho scoperto da poco e si chiama “Elite”: ho visto la prima stagione senza aspettative, non gli davo una lira e invece mi ha proprio stupito (tra l’altro è appena uscita la seconda stagione e non vedo l’ora di seguirla!) In generale partecipare a una serie spagnola un po’ perché parlo la lingua, un po’ perché ultimamente stanno facendo degli ottimi prodotti.

VELVET: Ma tu in una serie cosa cerchi? Il divertimento? L’introspezione? Ti piacciono le serie comiche o poliziesche? Noir o d’avventura?

BA: Il genere non può mai essere un limite: se una serie è fatta bene, esso passa sempre in secondo piano. Un prodotto può essere horror, o sentimentale, romantico piuttosto che di avventura: guardo le serie perché riconosco essere di qualità, perchè hanno degli attori o dei registi che mi attirano, o magari perché c’è un protagonista che può piacermi.

VELVET: Al cinema ti abbiamo visto recitare in film leggeri, commedie perlopiù (da “Addio fottuti musi verdi” dei The Jackal, a “Non c’è campo” di Federico Moccia, a “Matrimonio italiano” di Alessandro Genovesi). Ti piacerebbe ora interpretare un ruolo drammatico?

BA: Mi piacerebbe tanto, vorrei mettermi alla prova in questo senso. Il genere drammatico sinora l’ho fatto poco, mi è successo di interpretare un ruolo abbastanza tosto con Leonardo Tiberi nel docufilm “Noi eravamo”. Mi piacerebbe approfondire questo aspetto, ci sto provando. A essere sincera devo ammettere che è un genere in cui non mi sono mai buttata ad occhi chiusi, come posso aver fatto con la commedia, anche da piccola. Sarebbe una bella sfida, come recitare in una lingua che non è la mia. Adorerei recitare in inglese o in spagnolo, sono lingue con le quali ho una certa familiarità.

VELVET: Quindi se avessi la possibilità di andartene all’estero per fare una esperienza lavorativa anche lunga, non sarebbe per te un problema, non avresti remore a lasciare l’Italia…

BA: Assolutamente no! Ditemi dove devo firmare che lo faccio subito, prendo valigie, cane e poche altre cose e parto subito!

Beatrice Arnera ci racconta la sua Giuly in “Romolo + Giuly 2”

VELVET: Vieni da una famiglia in cui la musica è sempre stata molto presente (la mamma è cantante lirica, il nonno è un flamenchista). Tu canti e suoni la chitarra. Hai mai pensato di buttarti nella musica? In un progetto discografico?

BA: È una cosa che sto provando a fare, con grande timidezza. Se nella recitazione ho la faccia tosta e mi lancio senza paracadute, invece nella musica sono un po’ più timorosa e più auto-giudicante, non mi sento mai all’altezza, mai abbastanza brava, e sono circondata da persone che in realtà tifano per me, cercano di buttarmi a calci nella schiena a fare qualcosa del genere. Ci sto provando anche con pezzi miei, perché in effetti scrivo anche testi di canzoni. Ho due amici che fanno questo mestiere a livelli molto professionali e mi stanno spingendo in tutti i modi a fare qualcosa in questo settore. Vediamo…

VELVET: Come vedi l’idea di prendere parte a un progetto che comprenda musica e recitazione, come un musical ad esempio?

BA: Un po’ di musical a teatro l’ho fatto, al cinema non mi è ancora successo, ma credo che mi piacerebbe. In questa seconda stagione di Romolo e Giuly cantiamo anche spesso!

Beatrice Arnera: “In ‘Romolo + Giuly 2’ cantiamo spesso!”

VELVET: L’anno scorso hai vinto il “Premio Giovane Promessa del cinema Italiano” alla Mostra dl cinema di Venezia. Che emozione è stata?

BA: Non avevo mai partecipato alla Mostra e devo essere sincera: non sarei mai andata se non invitata. Non mi piace l’idea di frequentare certe manifestazioni per fare passerella, preferisco andarci se ho qualcosa da presentare, se c’è un motivo. In quel caso dovevo ritirare un premio, ero super emozionata, e non ero neanche sicura che fosse il caso che me lo dessero. Ho verificato diverse volte se fossero proprio sicuri che un riconoscimento del genere dovesse andare proprio a me! Alla fine invece ero proprio io la premiata.

Ero terrorizzata all’idea di stare davanti a tante persone, a tutti quei fotografi che ti chiamano e ti invitano a metterti a favore di macchina fotografica. E’ stato un po’ complicato gestire l’ansia e quell’emozione fortissima. Comunque sì, ancora mi sconvolge che tra tantissimi miei colleghi straordinari, che sono dei giganti, siano venuti a pizzicare proprio me, dalla provincia di Alessandria come “promessa del cinema italiano”.

VELVET: Hai seguito un po’ la Mostra del Cinema di Venezia quest’anno? Cosa andrai a vedere tra i film che sono stati presentati?

BA: Di sicuro “Martin Eden” di Pietro Marcello. Nutro un amore spropositato per Luca Marinelli. Ho ascoltato il suo discorso di ringraziamento (quando ha ricevuto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, dedicandolo a coloro che salvano vite in mare, ndr) e l’ho trovato prezioso. Sono molto curiosa di vedere la sua interpretazione, mi piace moltissimo come recita e le scelte che fa, è proprio bravo.

Martina Riva

Musica&Cinema

Da sempre appassionata di tutto ciò che riguarda il mondo dell’intrattenimento, mi sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi di laurea in Storia del Cinema sul film “Lolita” di Stanley Kubrick. Finita l’università, mi sono trasferita a Los Angeles, dove, tra le altre cose, ho ottenuto un certificate in giornalismo a UCLA; nella Città degli Angeli ho lavorato per varie TV tra cui KTLA, dove per tre anni mi sono occupata principalmente di cinema, coprendo le anteprime mondiali dei film e i principali eventi legati al mondo spettacolo (Golden Globes, Academy Awards, MTV Awards e altri). Nel 2005 sono approdata alla redazione spettacoli di SKY TG24 dove ho lavorato come redattrice, inviata ai Festival e conduttrice. Le mie passioni principali, oltre al cinema, sono i viaggi, il teatro, la televisione, l’enogastronomia e soprattutto la musica rock. Segni particolari? Un amore incondizionato per i Foo Fighters!

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