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Frank Holliday a Roma. La mostra al Museo Carlo Bilotti

LA MOSTRA

Organizzata e sponsorizzata da Partners & Mucciaccia, Frank Holliday in Rome è la grande mostra dedicata all’omonimo artista statunitense, aperta fino al 13 ottobre al Museo Carlo Bilotti di Roma. Nell’Aranciera di Villa Borghese, il curatore Cesare Biasini Selvaggi ha selezionato 36 opere realizzate nel 2016 durante il suo soggiorno romano.

Frank Holliday

CHI E’

Nato nel 1957 a Greensboro, nel North Carolina, Holliday raggiunge la fama a New York (in cui vive e lavora ancora oggi) negli anni Settanta e Ottanta, grazie ai suoi dipinti neoespressionisti e neoastratti. Il suo nome è spesso associato alla scena artistica dell’East Village e del Club 57, non a caso all’inizio della sua carriera ha lavorato a stretto contatto con grandi artisti del passato, quali Andy Warhol, Keith Haring Ann Magnuson. A tal proposito, da ricordare è sicuramente la collettiva Club 57: Film, Performance and Art in the East Village, 1978-1983 che ha avuto luogo al MoMA di New York nel 2018, in cui sono state esposte opere di Keith Haring, Adolfo Sanchez, Kenny Scharf e Frank Holliday, per l’appunto.

IL SOGGIORNO ROMANO

Frank Holliday ha lavorato in uno studio vicino a Piazza Navona nell’estate del 2016, traendo ispirazione per le sue opere dai maestri della storia dell’arte, primo fra tutti Caravaggio. L’artista americano dipingeva la mattina, mentre all’ora di pranzo era solito “scappare” a San Luigi dei Francesi per lasciarsi rapire dalla potenza delle tele del Merisi, custodite in quel piccolo gioiello della Cappella Contarelli; poi tornava in studio per continuare a lavorare.

FrankHolliday Swept Away, 2016 olio su tela, 123x97cm |oil on canvas, 48,4×38,1 inch

LA SPIEGAZIONE DELLE OPERE

Durante la permanenza in Italia, Holliday ha notato l’esistenza di tre zone: la prima è il paradiso  – luminoso, arioso e privo di pesantezza – di cui possiamo avere solo un’idea, perché non lo possiamo effettivamente possedere. La seconda è la terra, da lui associata all’inferno, inteso come forza di gravità che tenta continuamente di raggiungerci per trascinarci giù. E noi siamo incastrati tra queste due aree.

Come precisa il curatore della mostra Cesare Biasini Selvaggi – «con i suoi dipinti “romani”, Frank Holliday ha scandagliato proprio questo spazio intermedio, tra l’inferno e il paradiso, quella dimensione di mezzo. La sua grande maestria sta nel dare immagine a qualcosa di assolutamente immateriale, nel dipingere cioè la realtà nella sua irrealtà, cercando l’aldilà in questo mondo e questo mondo nel pensiero dell’aldilà. La bellezza del colore controbilancia la solidità del gesto pittorico, in un susseguirsi di paradossi dove luci e ombre, cadute e ascese, assenze e presenze diventano inscindibili».

IL CATALOGO

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo edito da Carlo Cambi Editore, con testi di Cesare Biasini Selvaggi, Carter Ratcliff, un’intervista di Anney Bonney, oltre a un’antologia critica e ad apparati bio-bibliografici.

Per maggiori informazioni, consultare la pagina ufficiale del museo www.museocarlobilotti.it

Frank Holliday in Rome, una foto dell’allestimento

 

Frank Holliday in Rome

Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese

Viale Fiorello La Guardia 6, 00197 Roma

20 giugno – 13 ottobre 2019

ORARI: Giugno – Settembre: da martedì a venerdì e festivi ore 13.00 – 19.00 (ingresso fino alle 18.30). Sabato e domenica ore 10.00 – 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30).

Ottobre – maggio: da martedì a venerdì e festivi ore 10.00 – 16.00 (ingresso consentito fino alle 15.30); sabato e domenica ore 10.00 – 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30).

Ingresso gratuito

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Organizzata da Galleria Mucciaccia, Roma

Sponsorizzata da Partners & Mucciaccia, Gallery

A cura di Cesare Biasini Selvaggi

Catalogo Edito da Carlo Cambi Editore

Info 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.museiincomune.it

Servizi museali Zètema Progetto Cultura

Manuela Valentini

Arte&Cultura

Manuela Valentini lavora tra Roma e Bologna. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Bologna, è curatrice indipendente di mostre d’arte contemporanea in Italia e all’estero. Tra i vari progetti realizzati, si ricorda New Future – una collettiva promossa da Visioni Future, MAMbo e BJCEM – durante la quale sono stati presentati i lavori di tredici artisti visivi selezionati al W.E.Y.A World Event Young Artist di Nottingham. Ha inoltre curato un focus a proposito dell’arte giovane italiana in occasione di Mediterranea 16, la sedicesima edizione della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo. Infine, nel 2014 ha portato un’installazione di Marcos Lutyens in esposizione al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Iscritta all’ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, si è occupata di due rubriche (Ritratto del curatore da giovane e L’altra metà dell’arte) per Exibart – per cui continua a scrivere – ma l’esordio in ambito giornalistico è avvenuto nel 2010 sulle pagine culturali de Il Resto del Carlino.

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