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Corto Maltese torna: Igort disegna una nuova avventura dell’eterno marinaio

Corto Maltese torna: Igort disegna una nuova avventura dell'eterno marinaio Il fumettista Igort firma il nuovo graphic novel dedicato al celebre personaggio di Hugo Pratt. Scopri come continua l'eredità del Maestro con 'La casa delle orchidee bia

Mancano pochi giorni all’uscita e già l’attesa si sente: il 3 novembre 2026 arriva in libreria La casa delle orchidee bianche, il corto maltese nuovo che il mondo del fumetto aspettava con una curiosità mista a rispetto reverenziale. A illustrarlo è Igort, nome d’arte di Igor Tuveri, autore sardo di respiro internazionale; il testo è firmato da Marco Steiner; il volume è pubblicato da Oblomov in co-edizione con Cong. Il personaggio, naturalmente, è quello creato nel 1967 da Hugo Pratt: il marinaio dal cappello a tesa larga, l’orecchino d’oro, lo sguardo che sembra aver già visto tutto e ancora non si è stancato di guardare.

Un personaggio nato nel 1967 e ancora in rotta

Per capire il peso di questa operazione, bisogna tornare all’origine. Hugo Pratt inventò Corto Maltese nel 1967, e in pochi anni il personaggio divenne uno dei più riconoscibili dell’intera storia del fumetto europeo. Corto non è un eroe nel senso convenzionale: non salva il mondo, non ha superpoteri, non obbedisce a nessuna bandiera. È un avventuriero romantico e disincantato, un figlio illegittimo del mare che attraversa il Novecento con l’aria di chi sa che la storia è fatta di contraddizioni e preferisce starci dentro piuttosto che giudicarla dall’esterno.

Pratt costruì attorno a lui un universo narrativo straordinariamente denso: avventure ambientate in Etiopia, in Siberia, in Irlanda, in Sudamerica, nei mari del Sud. Ogni storia era anche una lezione di geografia umana, un modo di raccontare il Novecento attraverso gli occhi di chi non appartiene a nessun posto e quindi appartiene ovunque. Quando Hugo Pratt morì nel 1995, lasciò un’eredità enorme e una domanda aperta: chi avrebbe potuto — o dovuto — continuare?

La risposta non è mai stata semplice. Raccogliere il testimone di un autore totale come Pratt, che era insieme sceneggiatore, disegnatore e visionario, significa esporsi a un confronto impietoso. Eppure il personaggio era troppo vivo per restare fermo. La casa delle orchidee bianche è la risposta più recente a quella domanda aperta, e arriva con una firma che merita attenzione.

Igort e l’incontro con il Maestro: una storia che comincia nel 1977

Non è casuale che sia stato scelto proprio Igort per questo compito. Il legame tra lui e il mondo di Hugo Pratt ha radici lontane e concrete: nel 1977, all’inizio della sua carriera, Igort incontrò Hugo Pratt in una libreria di Milano. Un incontro che, per un giovane autore che stava trovando la propria voce nel fumetto, deve aver avuto il peso specifico di quei momenti in cui capisci dove vuoi arrivare.

Igort ha costruito negli anni una carriera che attraversa linguaggi e geografie: dal fumetto alla letteratura grafica, dall’Italia al Giappone, dalla narrativa visiva alla musica. È un autore che conosce la differenza tra imitare e interpretare, tra copiare uno stile e dialogare con una tradizione. Questa distinzione è fondamentale quando si parla di un’operazione come La casa delle orchidee bianche: non si tratta di replicare Pratt, ma di portare Corto Maltese avanti senza tradirne l’anima.

Il fatto che Igort abbia accettato la sfida — e che l’abbia fatto in coppia con Marco Steiner alla sceneggiatura — dice qualcosa di importante sul modo in cui questo progetto è stato concepito. Steiner è uno dei nomi più legati all’universo prattiano: conosceva il Maestro, ne ha studiato la narrativa, ne ha frequentato il mondo. La divisione dei ruoli tra testo e immagine riflette anche una scelta di onestà intellettuale: nessuno dei due pretende di essere Pratt, ma insieme cercano di restituire qualcosa che Pratt avrebbe riconosciuto.

Hong Kong, 1920: l’ambientazione di un corto maltese nuovo

La storia di La casa delle orchidee bianche è ambientata a Hong Kong nel 1920. Una scelta che dice molto. Hong Kong all’inizio degli anni Venti era un crocevia di culture, lingue, interessi coloniali e resistenze locali: esattamente il tipo di scenario in cui Corto Maltese si muove meglio. Un porto, una città di passaggio, un luogo dove le identità si mescolano e le lealtà sono sempre negoziabili.

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Il 1920 è anche un anno denso di storia: siamo nel pieno del periodo postbellico, con l’Europa ancora scossa dalla Prima Guerra Mondiale e l’Asia che inizia a ridefinire i propri equilibri. La Cina è in un momento di grande instabilità politica. Hong Kong, sotto amministrazione britannica, è una bolla cosmopolita sospesa tra Oriente e Occidente. Per un personaggio come Corto, che non appartiene né all’uno né all’altro, è il palcoscenico perfetto.

Le orchidee bianche del titolo evocano immediatamente un immaginario esotico e ambiguo: la bellezza come superficie che nasconde qualcosa di più oscuro, la fragilità come maschera della resistenza. È una metafora coerente con il modo in cui Pratt costruiva i suoi titoli — sempre evocativi, mai didascalici — e suggerisce che Igort e Steiner abbiano lavorato con attenzione anche sul piano simbolico, non solo su quello narrativo.

La responsabilità di continuare un’eredità

Ogni volta che un personaggio iconico viene affidato a nuovi autori dopo la morte del suo creatore, si apre un dibattito che non ha mai una risposta definitiva. È giusto continuare? È possibile farlo senza tradire? Chi decide cosa è fedele allo spirito originale e cosa è invece una forzatura?

Nel caso di Corto Maltese, la questione è particolarmente delicata perché il personaggio è indissolubilmente legato alla personalità e alla visione di Hugo Pratt. Non era solo un protagonista di avventure: era la proiezione di una filosofia, di un modo di stare nel mondo, di una cultura visiva e letteraria che Pratt aveva costruito nel corso di decenni. Separare Corto da Pratt è un’operazione rischiosa, e chi ci prova lo sa.

La scelta di affidare le illustrazioni a Igort — un autore con una voce propria, riconoscibile, non disposto a scomparire dietro un’imitazione — è in questo senso una scommessa coraggiosa. Igort non cercherà di disegnare come Pratt: il suo segno è diverso, la sua sensibilità è diversa. Ma forse è proprio questo il punto. Un’operazione di pura mimesi sarebbe stata più rassicurante e meno interessante. Portare un artista con una propria identità visiva significa accettare che La casa delle orchidee bianche sarà qualcosa di nuovo, non una fotocopia del passato.

Oblomov e Cong: il progetto editoriale

Dal punto di vista editoriale, La casa delle orchidee bianche è pubblicata da Oblomov in co-edizione con Cong. Oblomov è una realtà editoriale che ha costruito la propria identità attorno alla narrativa grafica di qualità, con una particolare attenzione agli autori con una voce originale. La scelta di affidare a loro la pubblicazione di un corto maltese nuovo è coerente con questa vocazione: non si tratta di un prodotto di massa, ma di un oggetto editoriale pensato per un pubblico che prende il fumetto sul serio.

La data di uscita — 3 novembre 2026 — è stata preceduta da una copertura mediatica significativa, con un servizio di copertina su Il Venerdì di Repubblica del 30 ottobre 2026. Un segnale che il volume viene trattato come un evento culturale, non come una semplice novità commerciale. E in effetti lo è: ogni volta che Corto Maltese torna, con chiunque lo firmi, è una notizia che riguarda tutti coloro che hanno amato Pratt e continuano a chiedersi dove sarebbe arrivato, se avesse avuto più tempo.

La risposta a quella domanda non esiste, naturalmente. Ma La casa delle orchidee bianche è un modo serio e appassionato di tenere aperta la conversazione — e di portare Corto Maltese dove, in fondo, è sempre stato più a suo agio: verso l’ignoto, con la curiosità intatta e nessuna certezza in tasca. Per chi vuole saperne di più sul personaggio e sulla sua storia, il sito ufficiale di Corto Maltese raccoglie la documentazione completa sull’universo creato da Hugo Pratt.

La Redazione di VelvetMag

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Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.