Quando una città come Torino decide di scommettere su un nuovo grande appuntamento dedicato al design e all’abitare contemporaneo, il segnale è chiaro: il modo in cui pensiamo, progettiamo e viviamo le nostre case è cambiato in profondità, e il mercato culturale e fieristico lo sta finalmente registrando. Casàlia, il salone dedicato alla cultura dell’abitare organizzato da GL events Italia, ha debuttato all’Oval Lingotto Fiere di Torino dall’8 all’11 ottobre 2026, trasformandosi in pochi giorni in uno degli eventi di settore più attesi dell’autunno italiano. La prima edizione ha superato ogni aspettativa, con oltre 24.000 visitatori che hanno attraversato i padiglioni — un risultato che ha ampiamente battuto la previsione iniziale di 20.000 presenze. Per chi segue il mondo del salone design abitare a Torino, è un debutto che merita di essere raccontato in tutta la sua complessità.
Un salone che nasce in un momento di trasformazione profonda
Casàlia non è semplicemente un’altra fiera del mobile. È un progetto culturale che prende atto di un cambiamento strutturale nel rapporto tra le persone e i propri spazi domestici. La casa non è più soltanto il luogo dove si dorme e si mangia: è diventata ufficio, palestra, studio, rifugio, luogo di socialità selettiva. Questa moltiplicazione di funzioni ha creato una domanda nuova, più consapevole e articolata, da parte di consumatori e professionisti.
È in questo contesto che GL events Italia, con il suo CEO Gàbor Ganczer, ha scelto di investire su Torino come sede di un salone capace di dialogare con il grande pubblico e con la comunità professionale allo stesso tempo. La scelta dell’Oval Lingotto non è casuale: la struttura, icona dell’architettura industriale riconvertita, è di per sé un manifesto del rapporto tra eredità del passato e visione del futuro — esattamente il tema che Casàlia mette al centro del proprio discorso.
Torino, d’altra parte, non è una città qualunque per parlare di design e progetto. Ha una tradizione manifatturiera e creativa che la rende terreno fertile per un salone che voglia essere al tempo stesso popolare e rigoroso. La scelta di puntare su questa città per lanciare un nuovo format fieristico dedicato all’abitare riflette una visione precisa: il design non è un lusso per pochi, ma una dimensione della vita quotidiana che riguarda tutti.
Sei macro-aree per raccontare la casa contemporanea
Il cuore espositivo di Casàlia è strutturato in sei macro-aree tematiche che coprono l’intero spettro dell’abitare contemporaneo: arredamento, illuminazione, tessile, outdoor e giardinaggio, lifestyle design e oggetti per la casa. Una suddivisione che non è meramente commerciale, ma risponde a una logica narrativa: ogni area racconta una dimensione della vita domestica, e insieme compongono un ritratto completo di come viviamo — o vorremmo vivere — nel 2026.
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L’area dedicata all’arredamento è naturalmente il cuore pulsante della manifestazione, con oltre 150 brand presenti che spaziano dalle grandi firme del design italiano alle realtà artigianali di eccellenza. Ma è forse la sezione dedicata all’illuminazione a sorprendere di più: la luce è diventata uno degli elementi progettuali più sofisticati nella progettazione degli interni, capace di modificare la percezione degli spazi, regolare i ritmi biologici e determinare il benessere psicofisico di chi abita quegli ambienti. I brand presenti a Casàlia lo sanno bene, e propongono soluzioni che vanno ben oltre la semplice funzionalità.
Il tessile — tende, rivestimenti, tappeti, cuscini — occupa uno spazio crescente nell’immaginario del progetto d’interni, complice anche la riscoperta del valore tattile e sensoriale degli ambienti domestici. L’outdoor e giardinaggio, invece, riflette un trend ormai consolidato: terrazze, balconi e giardini sono diventati veri e propri ambienti abitativi, da progettare con la stessa cura riservata agli spazi interni. Infine, il lifestyle design e gli oggetti per la casa completano il quadro con quella dimensione di cura del dettaglio e del quotidiano che caratterizza il design italiano nella sua accezione più autentica.
Pubblico e professionisti: un salone che parla a tutti
Uno degli elementi più interessanti di Casàlia è la sua vocazione doppia: il salone si rivolge esplicitamente sia al grande pubblico che ai professionisti del settore — architetti, interior designer, project manager, operatori del comparto abitativo. Questa scelta non è banale. Molte fiere di settore si rivolgono esclusivamente ai professionisti, risultando inaccessibili o poco coinvolgenti per il visitatore comune. Altre, pensate per il grande pubblico, rischiano di perdere profondità e rigore progettuale.

Casàlia prova a tenere insieme questi due mondi, e i numeri della prima edizione suggeriscono che l’intuizione era giusta. Oltre 24.000 visitatori in quattro giorni — contro una previsione di 20.000 — significano che c’è una domanda reale, diffusa e trasversale, di un luogo dove confrontarsi con le tendenze dell’abitare in modo serio ma accessibile. Non un catalogo di prodotti, ma un’esperienza culturale che aiuta a capire come stanno evolvendo i linguaggi del progetto e del vivere domestico.
Per i professionisti, Casàlia offre la possibilità di incontrare brand e fornitori, scoprire novità di prodotto e aggiornarsi sulle direzioni del mercato. Per il pubblico generalista, è l’occasione di trovare ispirazione concreta per la propria casa, confrontarsi con soluzioni progettuali innovative e capire come funziona, nella pratica, il lavoro di chi progetta gli spazi in cui viviamo. È una formula che, se ben gestita, può diventare un modello di riferimento per la comunicazione del design in Italia.
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Torino come hub del design: un posizionamento strategico
Il lancio di Casàlia si inserisce in un quadro più ampio di riposizionamento di Torino come città del design e della creatività. Negli ultimi anni, il capoluogo piemontese ha moltiplicato le iniziative culturali legate al progetto, all’architettura e all’artigianato di qualità, costruendo un’identità sempre più riconoscibile nel panorama nazionale e internazionale. La presenza di GL events Italia — operatore fieristico di respiro europeo — come organizzatore di Casàlia conferisce all’evento una credibilità e una capacità organizzativa che vanno oltre il contesto locale.
Il fatto che la prima edizione abbia già superato le aspettative in termini di affluenza è un segnale importante non solo per gli organizzatori, ma per tutto l’ecosistema del design torinese. Significa che c’è un pubblico pronto, che la città ha la capacità di attrarre visitatori da fuori regione e che il format ha trovato una sua identità chiara fin dall’esordio. Per i brand partecipanti, molti dei quali hanno scelto Casàlia come vetrina privilegiata per presentare nuove collezioni o concetti progettuali, il ritorno in termini di visibilità e contatti professionali è stato evidentemente all’altezza delle aspettative.
Vale la pena ricordare che l’Oval Lingotto è una location con una storia e un’energia particolari: costruita per le Olimpiadi invernali del 2006 e poi convertita in spazio fieristico e culturale, incarna perfettamente quella capacità tutta torinese di reinventarsi senza perdere la memoria. Ospitare un salone dedicato all’abitare del futuro in uno spazio che è esso stesso un esempio di trasformazione architettonica riuscita è una scelta che aggiunge significato all’evento.
Cosa ci dice Casàlia sul futuro dell’abitare
Al di là dei numeri e della logistica, Casàlia racconta qualcosa di più profondo: il fatto che la casa sia tornata al centro del dibattito culturale e progettuale. Non è più un tema di nicchia riservato agli appassionati di interior design, ma una questione che riguarda la qualità della vita di tutti. Come si progetta uno spazio che sia al tempo stesso funzionale e bello? Come si scelgono materiali, colori, luci in modo consapevole? Come si integrano le tecnologie senza perdere il calore e l’umanità degli ambienti domestici?
Queste domande non hanno risposte semplici, ma un salone come Casàlia offre un luogo fisico dove confrontarsi con le risposte che il design contemporaneo sta elaborando. Con oltre 150 brand, sei aree tematiche e un pubblico che ha già dimostrato di volerci essere, la prima edizione ha gettato basi solide. Il salone dedicato al design e all’abitare a Torino ha trovato la sua voce: ora si tratta di capire come crescerà, e quali nuove domande saprà porre nelle edizioni future. Per una città che ha fatto della reinvenzione la sua cifra più autentica, è un inizio che promette bene. Maggiori informazioni e comunicati ufficiali sono disponibili sul sito ufficiale di Casàlia.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.




