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L’immensa distrazione di Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026

L'immensa distrazione di Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026
L'immensa distrazione di Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026
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Nella serata del 3 ottobre 2026, la letteratura italiana ha trovato il suo centro di gravità in un romanzo che parte dalla morte per raccontare la vita: L’immensa distrazione di Marcello Fois ha vinto il premio Campiello 2026, la 64ª edizione di uno dei riconoscimenti letterari più prestigiosi del paese. Un’opera pubblicata da Einaudi nella storica collana Supercoralli, che affronta con rara ambizione narrativa il peso della memoria, il senso dell’eredità familiare e il modo in cui le scelte individuali si intrecciano — spesso in modo inestricabile — con la grande storia italiana del Novecento.

Un romanzo che inizia dove tutto finisce

Il punto di partenza di L’immensa distrazione è, letteralmente, la morte. Il protagonista Ettore Manfredini si risveglia appena dopo essere spirato, il 21 febbraio 2017, e da quel momento in poi il romanzo si trasforma in un viaggio a ritroso nella sua esistenza e in quella della sua famiglia. È un dispositivo narrativo che Fois usa con grande padronanza: la soglia tra la vita e la morte non è un punto di arrivo ma un punto di osservazione privilegiato, un luogo da cui finalmente si vede tutto con chiarezza — o forse si scopre quanto poco si sia capito davvero.

Ettore non è un personaggio qualunque: è il discendente di una famiglia che ha costruito un vero e proprio impero economico partendo da un macello, trasformando un’attività brutale e necessaria in una dinastia imprenditoriale. La famiglia Manfredini è radicata in Emilia, in quella pianura padana che è stata per decenni il cuore pulsante dell’Italia produttiva, politica e culturale. E proprio questa geografia non è mai uno sfondo decorativo: è sostanza, è carattere, è destino.

L’Emilia come palcoscenico del Novecento italiano

Fois costruisce il suo romanzo intorno a una regione che ha attraversato il Novecento italiano come poche altre: le lotte sindacali, il fascismo, la Resistenza, il miracolo economico, le stagioni della politica di massa, la crisi delle ideologie. La famiglia Manfredini si muove dentro tutto questo, non come spettatore ma come protagonista attivo — con le sue scelte, i suoi compromessi, le sue ambizioni e le sue colpe. La trasformazione di un macello in un impero è una metafora potente, quasi brutale nella sua trasparenza: l’economia italiana ha spesso costruito la sua prosperità su fondamenta che non si amava guardare troppo da vicino.

Questo è uno dei tratti più caratteristici della scrittura di Fois: la capacità di far parlare i luoghi, di fare in modo che la storia collettiva si depositi nei gesti e nelle scelte dei personaggi senza bisogno di dichiarazioni esplicite. Marcello Fois, nato a Nuoro nel 1960 e residente a Bologna da molti anni, conosce bene entrambe le anime dell’Italia — quella sarda, arcaica e orgogliosa, e quella emiliana, pragmatica e intrisa di storia politica. Questa doppia appartenenza si sente nella prosa, capace di unire lirismo e concretezza con un equilibrio che non è mai scontato.

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Memoria, eredità e il peso delle decisioni

Il titolo del romanzo, L’immensa distrazione, è una chiave interpretativa fondamentale. Di che cosa siamo stati distratti? Dalle persone che avevamo accanto? Dal senso autentico delle nostre scelte? Dalla storia che si svolgeva intorno a noi mentre eravamo occupati a costruire carriere, famiglie, fortune? Fois non risponde in modo didascalico: lascia che sia il lettore a trovare la propria risposta, seguendo Ettore nel suo viaggio postumo attraverso i ricordi, i rimpianti e le rivelazioni.

Il tema dell’eredità — non solo economica, ma morale e affettiva — è al centro del romanzo. Cosa si trasmette davvero di generazione in generazione? I valori dichiarati o quelli praticati? Le parole o i silenzi? La famiglia Manfredini è uno specchio in cui si riflette l’Italia intera, con tutte le sue contraddizioni: la retorica del sacrificio e la realtà dell’opportunismo, la solidarietà di facciata e le rivalità sotterranee, l’orgoglio e la vergogna che spesso convivono sotto lo stesso tetto.

In questo senso, L’immensa distrazione si inserisce in una tradizione letteraria italiana che va da Giorgio Bassani a Carlo Cassola, da Elsa Morante in poi: quella dei romanzi che usano la famiglia come prisma per leggere la nazione. Ma Fois lo fa con una voce propria, riconoscibile, che non imita i classici ma dialoga con loro da pari a pari.

Il premio Campiello 2026 e la candidatura al Campiello

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Vincere il premio Campiello 2026 alla sua 64ª edizione significa entrare in un albo d’oro che conta tra i suoi nomi alcune delle voci più importanti della narrativa italiana contemporanea. Il Campiello, assegnato da una giuria popolare di lettori comuni — non solo da addetti ai lavori — ha una valenza particolare: è un riconoscimento che viene dal basso, dalla lettura condivisa, dall’incontro tra un testo e un pubblico ampio e variegato. Che L’immensa distrazione abbia convinto questa giuria dice qualcosa di importante sulla capacità del romanzo di parlare a molti, non solo agli specialisti.

Non è un caso che il libro avesse già attirato l’attenzione prima ancora del Campiello: Helena Janeczek, scrittrice e vincitrice del Premio Strega 2018 con La ragazza con la Leica, aveva proposto L’immensa distrazione per il Premio Strega 2026. Una candidatura che testimonia la stima trasversale che il romanzo ha raccolto nel mondo letterario italiano, al di là delle appartenenze editoriali o delle simpatie di scuderia. Janeczek è una lettrice esigente e una voce autorevole: la sua proposta è stata, in sé, una forma di riconoscimento.

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Marcello Fois e la sua traiettoria letteraria

Per capire il peso di questo riconoscimento, è utile collocare L’immensa distrazione all’interno del percorso di Marcello Fois. Nato in Sardegna, formatosi tra l’isola e la penisola, Fois è uno degli scrittori italiani più versatili e longevi della sua generazione. Ha scritto romanzi storici, noir, testi teatrali, sceneggiature. Ha esplorato la Sardegna con la stessa intensità con cui ora esplora l’Emilia. Ha sempre dimostrato una curiosità intellettuale che non si lascia imbrigliare in un solo genere o in una sola geografia narrativa.

Con L’immensa distrazione, pubblicato da Einaudi nella prestigiosa collana Supercoralli — la stessa che ha ospitato autori come Cesare Pavese, Natalia Ginzburg e Primo Levi — Fois compie forse il passo più ambizioso della sua carriera. Un romanzo che guarda al Novecento italiano senza nostalgia e senza condanna, ma con quella lucidità malinconica che è propria di chi sa che capire non significa assolvere.

Perché questo romanzo conta oggi

In un momento in cui la narrativa italiana è spesso accusata di rifugiarsi nell’autobiografismo o nel minimalismo, L’immensa distrazione sceglie una strada diversa: quella del romanzo corale, multigenerazionale, che ha il coraggio di misurarsi con la storia grande attraverso le storie piccole. Non è una scelta di moda — anzi, è controcorrente rispetto a molte tendenze del mercato editoriale attuale. Ed è proprio per questo che risulta necessaria.

Il romanzo di Fois ricorda ai lettori italiani che la letteratura può ancora essere il luogo in cui una nazione si guarda allo specchio senza compiacenza. Che le famiglie, con le loro grandezze e le loro miserie, sono il materiale di cui è fatta la storia. E che la distrazione — quella immensa, quella che dura una vita intera — non è solo una colpa individuale, ma qualcosa di collettivo, radicato nella cultura e nel modo in cui si tramandano i silenzi. Per saperne di più sul romanzo e sulla sua candidatura al Premio Strega, il sito ufficiale del Premio Strega offre una scheda dettagliata con la proposta di Helena Janeczek.

Con la vittoria al premio Campiello 2026, L’immensa distrazione non è soltanto il romanzo dell’anno: è un’opera destinata a restare, a essere riletta, a continuare a fare domande scomode a chi ha il coraggio di aprirla. E questo, nel panorama letterario di oggi, è già un risultato straordinario.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.