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Inghilterra 7-0 Croazia: la peggiore sconfitta della storia croata. Tuchel esordisce con un capolavoro

Inghilterra 7-0 Croazia: la peggiore sconfitta della storia croata. Tuchel esordisce con un capolavoro
Inghilterra 7-0 Croazia: la peggiore sconfitta della storia croata. Tuchel esordisce con un capolavoro
Immagine generata con AI

Sabato 3 ottobre 2026, allo Stadion HNK Rijeka, si è scritta una pagina di storia del calcio europeo: l’Inghilterra ha travolto la Croazia per 7-0 nella UEFA Nations League, infliggendo ai balcanici la sconfitta più pesante mai subita in tutta la loro storia calcistica. Il risultato — il celebre inghilterra croazia 7-0 che già rimbalza su ogni piattaforma sportiva del continente — porta la firma di Thomas Tuchel, all’esordio assoluto sulla panchina dei Three Lions. Un debutto che non si dimentica facilmente.

Un esordio da manuale: Tuchel riscrive subito le aspettative

Quando Thomas Tuchel è stato nominato commissario tecnico dell’Inghilterra, il dibattito nel paese era già acceso: un allenatore tedesco, con un curriculum costruito tra Parigi, Londra e Monaco, chiamato a guidare la nazionale più attesa d’Europa. Le domande erano lecite. Le risposte, almeno per ora, sono arrivate tutte in una sola sera, e con un’eloquenza difficile da contestare.

Tuchel ha impostato una squadra aggressiva, verticale, capace di pressare alto e di sfruttare ogni centimetro di campo in ampiezza. Il risultato è stato un primo tempo già da antologia: quattro gol segnati nella sola prima frazione, un ritmo che ha disorientato la Croazia fin dai minuti iniziali e non le ha mai dato il tempo di riorganizzarsi. Raramente si vede una nazionale mettere a segno quattro reti entro l’intervallo in trasferta contro un avversario di questo livello storico. Eppure è accaduto, e con una fluidità che ha sorpreso anche i commentatori più cauti.

L’approccio tattico del tecnico tedesco ha valorizzato ogni reparto: la difesa ha tenuto la porta inviolata per novanta minuti, il centrocampo ha controllato i tempi di gioco con autorità e l’attacco ha mostrato varietà, profondità e precisione clinica. Non si tratta di un’unica freccia scoccata nel buio: è il segnale di un sistema già ben rodato, nonostante fosse solo la prima uscita ufficiale.

Kane, Saka, Bellingham: i protagonisti di una serata storica

Cinque giocatori diversi hanno trovato il gol in questa partita — un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi statistica quanto l’Inghilterra abbia dominato in modo corale, senza dipendere da un singolo uomo. Eppure, in questa coralità, alcuni nomi brillano più degli altri.

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Harry Kane e Bukayo Saka hanno chiuso la serata con una doppietta ciascuno. Kane, da centravanti di riferimento, ha confermato di essere ancora il punto cardinale dell’attacco inglese: presenza fisica, senso del gol, capacità di legare il gioco. Saka, invece, ha mostrato quella duttilità e quella qualità tecnica che lo rendono uno degli esterni più pericolosi d’Europa. Due gol per lui, ma anche una prestazione complessiva di altissimo livello, con accelerazioni e combinazioni che hanno messo costantemente in difficoltà la difesa croata.

Jude Bellingham ha fatto quello che sa fare meglio: ha segnato e ha servito un assist, dimostrando ancora una volta di essere molto più di un semplice mezzala box-to-box. La sua visione di gioco, la sua capacità di inserirsi nei momenti giusti e di coinvolgere i compagni lo rendono un elemento imprescindibile nello scacchiere di Tuchel. Non è un caso che l’allenatore tedesco lo abbia conosciuto bene in passato: tra i due sembra già esistere una sintonia tattica che promette sviluppi interessanti.

Sulle fasce, Anthony Gordon e Bukayo Saka hanno rappresentato una minaccia costante, aprendo varchi, creando superiorità numerica e costringendo la Croazia a continue correzioni difensive che, alla lunga, si sono rivelate impossibili da sostenere. Gordon in particolare ha offerto una prova di maturità e intensità, confermandosi una scelta credibile per la fascia sinistra del nuovo sistema inglese.

La peggior sconfitta nella storia della Croazia

Per capire il peso specifico di questo inghilterra croazia 7-0, basta guardare i libri di storia del calcio croato. La Croazia è una nazione che ha costruito la propria identità calcistica su basi solidissime: semifinalista al Mondiale del 1998, finalista al Mondiale del 2018, capace di eliminare avversari di primissimo piano in competizioni internazionali. Non è una squadra qualsiasi, e non lo è mai stata.

Inghilterra 7-0 Croazia: la peggiore sconfitta della storia croata. Tuchel esordisce con un capolavoro (2)
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Eppure, sabato sera a Rijeka, quella stessa Croazia ha subito la sconfitta più pesante della propria storia calcistica. Sette gol incassati in casa, davanti al proprio pubblico, senza riuscire a segnarne uno. Un dato che fa riflettere non solo sulla prestazione offerta in questa partita, ma anche su una fase di transizione che la nazionale croata sta attraversando dopo anni di grandissimi risultati.

Il fatto che l’Inghilterra sia diventata la prima squadra a segnare cinque o più gol in una partita in trasferta contro la Croazia aggiunge un ulteriore livello di straordinarietà a quanto accaduto. Non era mai successo prima, nemmeno nelle sconfitte più dolorose della storia recente della nazionale balcanica. Questo dato, forse più di qualsiasi altro, restituisce la dimensione autentica della prestazione inglese.

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Il contesto della Nations League e cosa significa per l’Inghilterra

La partita si inserisce nel calendario della UEFA Nations League, competizione che negli ultimi anni ha assunto un peso sempre maggiore non solo come banco di prova tattico, ma anche come strumento di qualificazione e di ranking. Per l’Inghilterra, partire con un risultato del genere significa non solo tre punti preziosi, ma anche un messaggio chiarissimo alle altre nazionali del gruppo e del torneo.

La Nations League è spesso sottovalutata dai tifosi, percepita come una competizione di secondo piano rispetto ai grandi tornei estivi. Ma per uno staff tecnico nuovo, che deve costruire un’identità di gioco e consolidare automatismi, queste partite sono oro puro. Tuchel ha avuto la possibilità di testare le sue idee contro un avversario di qualità, e la risposta della squadra è stata inequivocabile.

L’Inghilterra che emerge da questa serata sembra una nazionale con un’idea precisa di calcio: pressing alto, ampiezza, qualità individuale messa al servizio di un sistema collettivo. Non è detto che tutto filerà liscio nelle prossime partite — il calcio è imprevedibile per definizione — ma le basi sembrano solide, e la fiducia che un risultato simile può generare all’interno di uno spogliatoio è un fattore non trascurabile.

Tuchel e il futuro dei Tre Leoni

Un solo risultato, per quanto eclatante, non è sufficiente per trarre conclusioni definitive su un ciclo tecnico. Ma l’inghilterra croazia 7-0 di Rijeka offre elementi concreti su cui ragionare. Thomas Tuchel ha dimostrato di avere già una visione chiara di come vuole che i Three Lions giochino: intensi, diretti, con qualità in ogni zona del campo e con una mentalità offensiva che non lascia respiro agli avversari.

I giocatori, dal canto loro, sembrano aver risposto con entusiasmo alle indicazioni del nuovo tecnico. La varietà dei marcatori — cinque gol segnati da cinque giocatori diversi — è il segnale più eloquente di una squadra che si sente coinvolta nel progetto, che non aspetta il campione di turno per sbloccare la partita, ma attacca collettivamente e segna collettivamente. Per i tifosi inglesi, che attendono un trofeo internazionale da decenni, è un inizio che merita attenzione e, perché no, anche un po’ di ottimismo cauto.

Quella sera a Rijeka, sotto le luci dello Stadion HNK Rijeka, l’Inghilterra ha fatto qualcosa di raro nel calcio moderno: ha unito il dominio tattico alla brillantezza individuale, il collettivo alla qualità dei singoli. La Croazia porterà con sé il peso di una sconfitta storica; l’Inghilterra, invece, riparte con la consapevolezza di avere in mano qualcosa di potenzialmente molto importante. Adesso bisognerà confermare, partita dopo partita, che quella notte non è stata soltanto un’eccezione felice, ma l’inizio di qualcosa di serio. Per saperne di più sull’andamento della competizione, è possibile seguire gli aggiornamenti ufficiali sul sito della UEFA Nations League.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.