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Il conte Spencer accusa re Carlo: «La dimenticheremo presto». La risposta del re

Il conte Spencer accusa re Carlo: «La dimenticheremo presto». La risposta del re
Il conte Spencer accusa re Carlo: «La dimenticheremo presto». La risposta del re
Immagine generata con AI

A pochi giorni dall’uscita del suo nuovo libro, prevista per il 22 settembre 2026, il conte Charles Spencer — fratello di Lady Diana — ha innescato una delle controversie più accese degli ultimi anni attorno alla memoria della principessa scomparsa. Al centro della polemica ci sono accuse precise rivolte a re Carlo III: secondo quanto dichiarato dallo stesso Spencer e riportato da diverse testate italiane e internazionali, il sovrano avrebbe reagito alla notizia della morte di Diana con parole che il conte definisce agghiaccianti. La questione — che intreccia il conte Spencer, l’accusa a re Carlo e il ricordo di Diana — ha già provocato una risposta ufficiale da parte di Buckingham Palace, riaccendendo un dibattito che sembrava destinato a sedimentarsi nel tempo.

Le parole che hanno scosso la corte: cosa sostiene il conte Spencer

Secondo quanto riferito dal conte Spencer, e ripreso da organi di stampa come Il Fatto Quotidiano e Sky TG24, al momento in cui gli venne comunicata la morte di Diana, re Carlo avrebbe risposto con un’affermazione di segno inequivocabile: «La dimenticheremo presto». Non è tutto: Spencer avrebbe descritto il re come qualcuno che in quel frangente sembrava «stordito dall’euforia», un’espressione che, se confermata, dipinge un ritratto radicalmente diverso da quello del dolore composto che la famiglia reale mostrò in pubblico nei giorni successivi alla tragedia.

Queste rivelazioni sono contenute nel libro in uscita il 22 settembre 2026, la cui pubblicazione era già attesa con grande interesse dagli appassionati di storia della Royal Family. Il volume porta la firma del conte Spencer, che non ha mai nascosto la propria visione critica di certi aspetti della vita a corte e del modo in cui sua sorella fu trattata negli anni del matrimonio con Carlo. Tuttavia, le affermazioni contenute in questo libro segnano un salto di qualità rispetto alle dichiarazioni precedenti: non si tratta più di ricostruzioni generali o di impressioni personali, ma di episodi specifici e di parole attribuite direttamente all’attuale sovrano.

Va precisato, con la dovuta cautela giornalistica, che le fonti verificate confermano la sostanza delle accuse — ovvero che Spencer attribuisce a Carlo quella frase e quella reazione — ma non è possibile, allo stato attuale, stabilire con certezza il contesto preciso della conversazione né la sequenza esatta degli eventi di quella notte. Le testate che hanno riportato la notizia tra il 17 e il 21 settembre 2026 si sono basate su anticipazioni del libro e su dichiarazioni dello stesso conte, senza che il testo completo fosse ancora disponibile al pubblico.

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La risposta di Buckingham Palace e la posizione di re Carlo

Buckingham Palace non ha lasciato cadere nel vuoto le accuse. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la risposta ufficiale della corte reale ha fatto riferimento al fatto che il dolore di un fratello può offuscare la ragione: una formula diplomatica, ma tutt’altro che priva di peso. Con questa risposta, la corte non nega esplicitamente quanto riportato da Spencer, ma sceglie di inquadrare le sue parole come il frutto di un lutto irrisolto, di una sofferenza personale che avrebbe distorto la percezione degli eventi.

È una mossa retorica sofisticata: anziché smentire punto per punto le accuse, Buckingham Palace si posiziona sul piano della comprensione e della distanza emotiva. Il messaggio implicito è che Spencer, in quanto fratello della principessa, non sarebbe un testimone neutrale, e che la sua versione dei fatti andrebbe letta attraverso il filtro del dolore. Questa risposta, tuttavia, ha suscitato reazioni contrastanti: c’è chi la interpreta come un tentativo elegante di chiudere la questione senza alimentare ulteriori polemiche, e chi invece vi legge una forma di condiscendenza verso un uomo che ha perso sua sorella in circostanze tragiche e che ha il diritto di raccontare ciò che ha vissuto.

La La Stampa ha sottolineato come la tempistica della pubblicazione del libro non sia priva di significato: a quasi trent’anni dalla scomparsa di Diana, il dibattito sulla sua memoria rimane vivo e capace di generare reazioni immediate tanto a Londra quanto nel resto del mondo. Il fatto che Buckingham Palace abbia ritenuto necessario rispondere in modo ufficiale — anziché ignorare semplicemente le dichiarazioni — è di per sé indicativo del peso che queste accuse hanno assunto nel dibattito pubblico.

Il conte Spencer e il rapporto con la memoria di Diana

Il conte Spencer accusa re Carlo: «La dimenticheremo presto». La risposta del re (2)
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Per comprendere appieno la portata di questa vicenda, è utile ricordare chi è Charles Spencer e quale ruolo ha svolto nella narrazione pubblica attorno a sua sorella. Il conte è noto soprattutto per il discorso pronunciato ai funerali di Diana nel settembre 1997, un intervento che rimane uno dei momenti più potenti e discussi di quella cerimonia. In quella sede, Spencer non si limitò a commemorare la sorella: rivolse parole velate ma inequivocabili alla famiglia reale, promettendo che i figli di Diana — William e Harry — sarebbero stati protetti e non avrebbero perso «le qualità umane meravigliose» della madre.

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Quel discorso fu accolto con un applauso spontaneo persino all’interno dell’Abbazia di Westminster, un gesto insolito per un funerale reale, e contribuì a costruire l’immagine di Spencer come il difensore della memoria di Diana contro un establishment percepito come freddo e distante. Da allora, il conte ha mantenuto un profilo relativamente basso sul piano mediatico, ma non ha mai rinunciato a far sentire la propria voce quando ha ritenuto che la memoria di sua sorella fosse in qualche modo minacciata o distorta.

Il libro in uscita il 22 settembre 2026 si inserisce in questa traiettoria. Non è la prima volta che Spencer prende carta e penna per raccontare la propria versione degli eventi, ma le accuse contenute in questo volume sembrano avere una specificità e una durezza inedite. L’attribuzione diretta di parole precise a re Carlo — per quanto mediata dalla memoria e dalla soggettività del narratore — rappresenta un atto che va al di là della semplice testimonianza: è una presa di posizione pubblica, con tutto ciò che ne consegue in termini di impatto sulla reputazione del sovrano e sull’immagine della monarchia britannica.

Perché questa storia continua a interrogarci

La vicenda del conte Spencer e delle sue accuse a re Carlo sulla morte di Diana tocca qualcosa di più profondo della semplice cronaca reale. Riguarda il modo in cui le istituzioni gestiscono il lutto, la differenza tra il dolore privato e quello pubblico, e la difficoltà di costruire una memoria condivisa attorno a una figura polarizzante come Diana. La principessa fu amata da milioni di persone in tutto il mondo proprio perché sembrava incarnare un’umanità che la monarchia tradizionale faticava a esprimere: la sua morte, avvenuta in circostanze drammatiche, ha lasciato aperte ferite che nessun comunicato ufficiale ha mai del tutto rimarginato.

In questo contesto, le parole attribuite da Spencer a Carlo — «La dimenticheremo presto» — assumono una risonanza quasi simbolica. Se vere, contraddicono frontalmente la narrazione del lutto composto e della memoria rispettosa che la famiglia reale ha coltivato nei decenni successivi. Se false o distorte, come la risposta di Buckingham Palace lascia intendere, rimangono comunque rivelatrici di una frattura che non si è mai del tutto sanata tra la famiglia di Diana e quella del suo ex marito.

Con l’uscita del libro fissata al 22 settembre 2026, il dibattito è destinato ad intensificarsi. I lettori potranno finalmente valutare le accuse nel loro contesto completo, e la corte reale potrebbe trovarsi a dover rispondere in modo più articolato di quanto non abbia fatto finora. Quello che è già chiaro, però, è che la memoria di Diana — a quasi trent’anni dalla sua scomparsa — non appartiene soltanto alla storia: è ancora, e in modo bruciante, una questione di presente.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.