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Gianpiero Strisciuglio nuovo amministratore delegato di Ferrovie dello Stato

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Gianpiero Strisciuglio è il nuovo amministratore delegato di Ferrovie dello Stato: chi è e cosa cambia

Il 13 luglio 2026 il Consiglio di Amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane ha nominato Gianpiero Strisciuglio nuovo amministratore delegato e direttore generale del gruppo. L’ingegnere barese, che fino a quel momento guidava Trenitalia, prende il posto di Stefano Antonio Donnarumma e si insedia alla testa del principale operatore ferroviario del Paese per un mandato triennale che coprirà il periodo 2026-2028. Con la stessa delibera, Tommaso Tanzilli è stato confermato presidente del CdA. Una nomina che segna una discontinuità nella guida del gruppo e apre interrogativi sul futuro di un’azienda cruciale per la mobilità e l’economia italiana.

La nomina: cosa è successo il 13 luglio 2026

La riunione del Consiglio di Amministrazione del 13 luglio 2026 ha ridisegnato i vertici di Ferrovie dello Stato Italiane in modo netto. Il CdA ha nominato Gianpiero Strisciuglio amministratore delegato ferrovie dello stato e, contestualmente, direttore generale del gruppo, conferendogli quindi una doppia responsabilità operativa e strategica. La scelta di unificare le due cariche in un’unica figura segnala la volontà di concentrare la catena di comando e rendere più agile il processo decisionale in un’organizzazione di dimensioni straordinariamente complesse.

Nella stessa seduta è stato rinnovato l’intero Consiglio di Amministrazione. I nuovi consiglieri nominati sono Pietro Bracco, Franco Fenoglio, Silvia Marzot, Loredana Ricciotti e Daniela Rota. La conferma di Tommaso Tanzilli alla presidenza garantisce invece una continuità istituzionale ai vertici del gruppo, bilanciando il cambio al vertice esecutivo con un elemento di stabilità nella governance complessiva.

Strisciuglio subentra a Stefano Antonio Donnarumma, che aveva guidato il gruppo FS in una fase particolarmente intensa per il settore ferroviario italiano, segnata da investimenti infrastrutturali rilevanti e da una pressione crescente sul fronte della qualità del servizio. Il passaggio di consegne avviene in un momento in cui le ferrovie italiane sono al centro dell’attenzione pubblica, dei media e della politica, e in cui le aspettative dei viaggiatori — sia pendolari che turisti — sono più alte che mai.

Chi è Gianpiero Strisciuglio: il profilo dell’ingegnere barese

Gianpiero Strisciuglio è un ingegnere originario di Bari, una città che da decenni guarda al sistema ferroviario come a un asse portante della propria connettività con il resto d’Italia e d’Europa. Il suo percorso professionale lo ha portato a ricoprire incarichi di vertice all’interno dell’ecosistema FS prima di approdare alla guida dell’intero gruppo.

L’incarico più recente e visibile di Strisciuglio è stato quello di amministratore delegato di Trenitalia, la principale società del gruppo FS dedicata al trasporto passeggeri su ferro. Trenitalia è un’azienda di scala nazionale e internazionale: gestisce l’Alta Velocità con i treni Frecciarossa e Frecciargento, i servizi intercity, i treni regionali e — attraverso le sue controllate e partnership estere — opera anche in Francia, Spagna e nel Regno Unito. Guidare Trenitalia significa quindi confrontarsi quotidianamente con milioni di viaggiatori, con le Regioni che finanziano il trasporto locale, con i sindacati del settore e con la concorrenza crescente nel segmento alta velocità.

La provenienza da Trenitalia non è un dettaglio secondario: significa che il nuovo amministratore delegato ferrovie dello stato conosce dall’interno le dinamiche operative del trasporto passeggeri, le criticità del materiale rotabile, le complessità dei contratti di servizio pubblico e le aspettative dei clienti finali. È una prospettiva diversa rispetto a chi proviene dalla gestione infrastrutturale o dalla finanza aziendale, e potrebbe orientare le priorità strategiche del gruppo verso una maggiore attenzione alla qualità del servizio percepita dai viaggiatori.

Strisciuglio porta con sé anche la conoscenza diretta del Sud Italia, non solo per le sue origini baresi ma per aver operato in un contesto — quello di Trenitalia — in cui il divario tra i servizi ferroviari del Nord e quelli del Mezzogiorno è una questione politicamente e socialmente sensibile. Le regioni meridionali soffrono storicamente di una minore densità di linee ad alta velocità, di tempi di percorrenza più lunghi e di un’offerta di trasporto regionale meno capillare rispetto alle regioni settentrionali. La sua provenienza geografica e professionale potrebbe dunque influenzare la sensibilità con cui il nuovo vertice affronterà questo tema strutturale.

Il gruppo Ferrovie dello Stato: dimensioni e complessità di un colosso pubblico

Per comprendere la portata della nomina, è utile inquadrare le dimensioni del gruppo che Strisciuglio si trova a guidare. Ferrovie dello Stato Italiane è una holding pubblica — controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze — che raggruppa società operative in ambiti diversi ma interconnessi: il trasporto passeggeri (Trenitalia), la gestione dell’infrastruttura ferroviaria (RFI – Rete Ferroviaria Italiana), il trasporto merci (Mercitalia), la logistica, l’ingegneria e la costruzione (Italferr e FS Italiane Engineering), i servizi di mobilità integrata e molto altro ancora.

Il gruppo impiega decine di migliaia di lavoratori su tutto il territorio nazionale e gestisce una rete ferroviaria che si estende per migliaia di chilometri, includendo sia le linee tradizionali sia le linee ad alta velocità che collegano le principali città italiane. Gli investimenti pianificati nel settore ferroviario italiano — anche grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) — sono di portata storica e riguardano sia il potenziamento dell’alta velocità sia il miglioramento delle linee regionali e dei nodi urbani.

Amministrare un gruppo di questa complessità richiede competenze che spaziano dall’ingegneria dei trasporti alla finanza pubblica, dalla gestione delle relazioni industriali alla diplomazia istituzionale con Governo, Regioni ed enti locali. Il nuovo amministratore delegato ferrovie dello stato dovrà muoversi con disinvoltura tra tavoli negoziali molto diversi tra loro, mantenendo al contempo una visione strategica coerente per un gruppo che opera in un settore in rapida trasformazione tecnologica.

Il contesto: le ferrovie italiane tra investimenti e pressione sul servizio

La nomina di Strisciuglio avviene in un momento in cui il sistema ferroviario italiano è sotto i riflettori per ragioni molteplici. Da un lato, gli investimenti infrastrutturali promessi e in parte già avviati — nuove tratte ad alta velocità, ammodernamento delle stazioni, digitalizzazione della rete — rappresentano un’opportunità straordinaria per il Paese. Dall’altro, la cronaca ferroviaria degli ultimi anni ha registrato episodi ricorrenti di ritardi, cancellazioni e disservizi che hanno alimentato la frustrazione dei pendolari e alimentato il dibattito pubblico sulla qualità del servizio.

Il trasporto ferroviario regionale, in particolare, è al centro di tensioni costanti tra le Regioni — che finanziano il servizio attraverso i contratti di servizio pubblico — e il gestore, chiamato a garantire frequenze, puntualità e comfort con risorse non sempre adeguate alla domanda. Il nodo del materiale rotabile obsoleto su molte linee secondarie è un problema strutturale che richiede investimenti pluriennali e una pianificazione attenta.

Sul fronte dell’alta velocità, invece, la competizione con l’operatore privato Italo (NTV) ha stimolato un miglioramento dell’offerta e una pressione positiva sulla qualità, ma ha anche ridotto i margini di manovra commerciale di Trenitalia nel segmento più redditizio. La sfida per il nuovo vertice sarà quella di mantenere la competitività sul mercato liberalizzato dell’alta velocità mentre si garantisce la copertura del servizio universale sulle tratte meno remunerative.

A livello europeo, il settore ferroviario è investito da una trasformazione profonda: la decarbonizzazione dei trasporti, l’interoperabilità tra reti nazionali, lo sviluppo del trasporto merci su rotaia come alternativa sostenibile al trasporto su gomma, e la digitalizzazione dei sistemi di controllo del traffico sono tutti temi che richiedono una visione di lungo periodo e una capacità di collaborazione con le istituzioni europee e con gli altri gestori ferroviari del continente. Per approfondire il quadro regolatorio europeo in materia ferroviaria, è utile consultare le risorse dell’Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie (ERA), l’organismo tecnico che coordina l’armonizzazione delle norme di sicurezza e interoperabilità a livello comunitario.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione: chi sono i nuovi consiglieri

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Accanto alla nomina di Strisciuglio e alla conferma di Tanzilli, il CdA rinnovato include cinque nuovi consiglieri: Pietro Bracco, Franco Fenoglio, Silvia Marzot, Loredana Ricciotti e Daniela Rota. La composizione del consiglio è rilevante perché definisce il perimetro di governance all’interno del quale l’amministratore delegato dovrà operare e rendere conto delle proprie scelte strategiche.

Un CdA rinnovato porta con sé nuove sensibilità, nuove priorità e, potenzialmente, nuove dinamiche nei processi deliberativi. Per il nuovo amministratore delegato ferrovie dello stato, costruire rapidamente un rapporto di fiducia e di lavoro efficace con il consiglio è una priorità non meno importante della gestione operativa quotidiana. La governance di un’azienda pubblica di queste dimensioni è sempre il risultato di un equilibrio delicato tra indirizzo politico, autonomia manageriale e controllo istituzionale.

Il mandato triennale 2026-2028: un orizzonte di trasformazione

Il mandato conferito a Strisciuglio copre il triennio 2026-2028, un periodo che coincide con alcune delle scadenze più significative per il sistema ferroviario italiano. Gli impegni legati al PNRR, i cantieri aperti su diverse tratte strategiche, le rinegoziazioni dei contratti di servizio pubblico con le Regioni e l’evoluzione del quadro normativo europeo renderanno questi tre anni particolarmente densi di appuntamenti cruciali.

Un mandato triennale è un orizzonte temporale sufficiente per impostare una strategia ma non per vederne compiutamente i frutti: richiede quindi chiarezza di priorità fin dai primi mesi, capacità di comunicare internamente ed esternamente la direzione di marcia, e la resilienza necessaria per attraversare le inevitabili turbolenze operative senza perdere di vista gli obiettivi di medio periodo.

Per chi volesse seguire gli sviluppi istituzionali del gruppo, il sito ufficiale di Ferrovie dello Stato Italiane pubblica aggiornamenti sugli organi sociali e sulla governance del gruppo.

Domande frequenti sulla nomina

Chi è il nuovo amministratore delegato di Ferrovie dello Stato?

Gianpiero Strisciuglio, ingegnere originario di Bari, già alla guida di Trenitalia, è stato nominato amministratore delegato e direttore generale di Ferrovie dello Stato Italiane dal Consiglio di Amministrazione il 13 luglio 2026.

Chi era il predecessore di Strisciuglio?

Stefano Antonio Donnarumma ha guidato il gruppo FS prima dell’arrivo di Strisciuglio.

Chi è il presidente di Ferrovie dello Stato?

Tommaso Tanzilli è stato confermato presidente del Consiglio di Amministrazione nella stessa seduta in cui è stato nominato Strisciuglio.

Quanto dura il mandato del nuovo AD?

Il mandato di Strisciuglio copre il triennio 2026-2028.

Chi sono i nuovi consiglieri di amministrazione di FS?

Il nuovo CdA include Pietro Bracco, Franco Fenoglio, Silvia Marzot, Loredana Ricciotti e Daniela Rota.

Conclusione: una pagina nuova per le ferrovie italiane

La nomina di Gianpiero Strisciuglio a nuovo amministratore delegato ferrovie dello stato rappresenta un cambio di pagina per uno dei gruppi industriali più grandi e strategici del Paese. Un ingegnere del Sud, con un percorso maturato nel cuore operativo del gruppo — Trenitalia — si trova ora a guidare l’intera holding pubblica in un momento di grande trasformazione per il settore dei trasporti in Italia e in Europa. Il mandato triennale 2026-2028 sarà il banco di prova: i viaggiatori italiani, i lavoratori del gruppo, le Regioni e le istituzioni europee osserveranno con attenzione le prime mosse del nuovo vertice, nella speranza che la discontinuità ai vertici si traduca in un miglioramento concreto e misurabile della mobilità ferroviaria nel Paese.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Redazione VelvetMAG

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