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Scontro fra Cerno e Ilaria Cucchi: ecco cosa è successo

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Toni del dibattito politico sempre più aggressivi fra esponenti della maggioranza, come Tommaso Cerno, e dell’opposizione, come Ilaria Cucchi. Il tutto dopo la decisione del Tribunale di Roma che ha stabilito il rimpatrio dei migranti destinati all’Albania. La senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Cucchi, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Perugia riguardante la pubblicazione, da parte del quotidiano Il Tempo, di cui Cerno è direttore, di una mail privata del magistrato Marco Patarnello. Un testo che contiene opinioni personali molto critiche sulla premier Giorgia Meloni.

L’attacco di Cucchi

La pubblicazione, rilanciata sui social da Meloni, “ha esposto il giudice Patarnello a critiche e attacchi pubblici, soprattutto da parte dei sostenitori della presidente del Consiglio e di Fratelli d’Italia“, dichiara la senatrice Cucchi. “Con l’esposto – spiega – chiedo alla Procura di Perugia di indagare per conoscere le modalità con cui il quotidiano Il Tempo è entrato in possesso della corrispondenza privata e sapere se il fatto è lecito o costituisce reato. Ho presentato, inoltre, una denuncia-querela contro il direttore, Tommaso Cerno, per violazione dell’art. 616 del codice penale, che disciplina la violazione della corrispondenza“, aggiunge Cucchi.

Foto Ansa/VelvetMag

La replica di Cerno

Da parte sua Tommaso Cerno ha replicato: “Abbiamo pubblicato una mail che ha scatenato una polemica enorme. Sotto l’oggetto ‘Sentenza dell’Albania’ parlano della pericolosità del Governo Meloni, dicendo una cosa straordinaria per un magistrato… Ilaria Cucchi mi ha denunciato dicendo che io ho sottratto della corrispondenza a lei“.

Il direttore del quotidiano romano ha quindi aggiunto mai svelerà il nome della fonte informativa che ha consegnato al Tempo la mail del giudice Patarnello. Com’è ovvio che sia per qualsiasi giornalista che entra in possesso di notizie riservate ma di rilevante interesse pubblico e degne di pubblicazione.

Cos’è il caso Patarnello

Lo scontro è molto forte sulla vicenda Patarnello. E non soltanto fra Cerno e Cucchi ma in generale fra la magistratura e il Governo Meloni. “Oggi – si legge nella mail di PatarnelloMeloni è un pericolo più forte di Berlusconi. Dobbiamo porre rimedio“. Il Tempo ha spiegato nei giorni scorsi che “a scrivere la mail, alle 18.32 di sabato 19 ottobre, a una nutrita mailing list di giudici schierati, è il sostituto procuratore della Cassazione, Marco Patarnello, una delle voci più autorevoli della corrente dem della magistratura“.

Marco Patarnello. Foto Ansa/Radio Radicale

Secondo quanto riportava ancora il quotidiano romano, “il giudice Patarnello, con oggetto ‘Non convalida trattenimento migranti in Albania’, scrive ai suoi colleghi ‘Indubbiamente l’attacco alla giurisdizione non è mai stato così forte, forse neppure ai tempi di Berlusconi. In ogni caso oggi è un attacco molto più pericoloso e insidioso per molte ragioni. Innanzitutto perché Meloni non ha inchieste giudiziarie a suo carico e quindi non si muove per interessi personali ma per visioni politiche e questo la rende molto più forte”.

“E rende anche molto più pericolosa la sua azione, avendo come obiettivo la riscrittura dell’intera giurisdizione e non semplicemente un salvacondotto’. […] L’esponente di Md, dunque, chiama alle armi, sembra quasi bramare la falange politica contro il Governo“, sostiene il Tempo.

La difesa dell’Anm

Dal canto suo l’Associazione nazionale magistrati (ANM) ha dichiarato che le parole del giudice sono state fraintese. Non costituiscono un tentativo di interferenza politica, bensì una riflessione interna sulla situazione attuale. Sarà. Ma il caso è esploso in tutta la sua virulenza e costituisce, di fatto, un aggravamento del dibattito politico, come dimostra lo scontro fra i senatori Cerno e Cucchi.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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