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Pensioni di novembre, aumenti in vista

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A novembre 2024, i pensionati italiani riceveranno le pensioni con alcune importanti novità, tra cui aumenti degli importi legati alla perequazione automatica. Questo adeguamento, necessario per compensare l’inflazione, riguarda gran parte dei pensionati e comporta un lieve incremento delle somme erogate dall’INPS. Una buona notizia, dunque, per molti italiani. 

Pensioni, quando verranno erogate

Per chi ritira presso Poste Italiane, il pagamento avverrà in modo scaglionato, seguendo un calendario che varia a seconda della lettera iniziale del cognome. Il calendario per novembre 2024 è il seguente:

  • A-C: 1° novembre
  • D-G: 2 novembre
  • H-M: 4 novembre
  • N-R: 5 novembre
  • S-Z: 6 novembre

Per coloro che ricevono l’accredito direttamente sul conto corrente bancario, il pagamento avverrà il 2 novembre 2024. Questa data è valida per tutti coloro che hanno optato per l’accredito in banca, indipendentemente dall’iniziale del cognome.

Foto X @repubblica

Aumenti: chi ne beneficia?

Gli aumenti di novembre 2024 derivano dalla perequazione automatica, che si applica per compensare l’aumento del costo della vita registrato nei mesi precedenti. Questo meccanismo consente di adeguare gli importi all’inflazione. Gli aumenti variano a seconda della fascia di reddito e delle condizioni specifiche del pensionato.

L’INPS ha confermato che per i pensionati con un importo mensile inferiore a 4 volte il trattamento minimo, l’aumento sarà pieno, pari a circa il 6,5%. Per chi ha un reddito compreso tra 4 e 5 volte il trattamento minimo, l’aumento sarà del 3,6%, mentre per i redditi superiori si applicano percentuali più basse.

Cedolino di novembre 2024

Il cedolino di novembre è già disponibile online, consultabile tramite il portale INPS nell’area personale del pensionato. Oltre agli importi aggiornati, il cedolino contiene dettagli relativi a eventuali conguagli IRPEF o trattenute per addizionali regionali e comunali. Alcuni pensionati potrebbero anche notare rimborsi derivanti dal modello 730 presentato nel corso dell’anno, con eventuali crediti d’imposta accreditati direttamente nella pensione.

La perequazione è uno strumento che permette ai pensionati di mantenere stabile il potere d’acquisto. Questo adeguamento, calcolato annualmente, tiene conto dell’andamento dell’indice dei prezzi al consumo per famiglie e lavoratori. E si applica automaticamente agli importi pensionistici per evitare che l’inflazione riduca il valore reale della pensione.

Negli ultimi anni, l’inflazione ha subito un incremento significativo, in parte dovuto a fattori esterni come l’aumento dei costi energetici e delle materie prime. Per questo motivo, l’adeguamento perequativo del 2024 sarà particolarmente importante, soprattutto per le fasce di pensionati a reddito più basso.

Foto X @MatteoJessoula

Pensioni, rimborsi e conguagli

Oltre agli aumenti, molti pensionati potrebbero ricevere accrediti relativi ai conguagli fiscali del 730, se in fase di dichiarazione dei redditi hanno versato più imposte del dovuto. L’INPS provvede all’accredito direttamente nella pensione mensile.

D’altro canto, è possibile che alcuni pensionati debbano affrontare trattenute, soprattutto coloro che sono soggetti a conguagli derivanti dall’IRPEF o dalle addizionali comunali e regionali.

Il mese di novembre 2024 porta con sé importanti novità per i pensionati italiani, con aumenti legati alla perequazione automatica e possibili conguagli fiscali. È essenziale per tutti i pensionati verificare il proprio cedolino per avere un quadro chiaro degli importi aggiornati e delle eventuali trattenute o accrediti straordinari. Non erano del resto mancati aumenti e novità positive durante il mese di ottobre.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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