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Padre Georg, dopo un anno di ‘purgatorio’ sarà nunzio nei Paesi Baltici

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Papa Francesco ha nominato Nunzio Apostolico in Lituania, Estonia e Lettonia monsignor Georg Gänswein, Arcivescovo titolare di Urbisaglia, Prefetto emerito della Casa Pontificia. Come è noto padre Georg è stato il segretario particolare di papa Benedetto XVI, predecessore di Francesco.

La notizia arriva direttamente dal Vaticano. Il caso dell’ex segretario di Ratzinger si trascinava da oltre un anno. Ossia dopo che il Pontefice aveva deciso il suo allontanamento dal Vaticano rimandandolo in Germania, nella sua diocesi di Friburgo, senza un incarico. I rapporti tra Papa Francesco e padre Georg sono sempre stati problematici.

Foto Ansa/Caudio Peri

Georg e Bergoglio, rapporti tesi

Nel recente libro-intervista El Sucesor (Il successore), Bergoglio, parlando di don Georg, ha detto che “c’è stata una mancanza di nobiltà e di umanità“. Accuse pesanti che fanno riferimento alla decisione di fedelissimo di Ratzinger di pubblicare un libro autobiografico di memorieNient’altro che la verità, scritto con il giornalista Saverio Gaeta (Piemme) – all’indomani della morte di Benedetto XVI, in cui criticava pesantemente papa Francesco.

Mi ha provocato un grande dolore – ha affermato Bergoglio nel libro-intervista El Sucesor – che il giorno del funerale venisse pubblicato un libro che mi ha messo sottosopra, raccontando cose che non sono vere. È molto triste. Mi ha fatto male che Benedetto sia stato usato”.

Dopo la decisione del Papa di allontanare don Georg – già da tempo congelato dal ruolo di prefetto della Casa Pontificia – dal Vaticano, l’ex segretario di Ratzinger, in un incontro con il pontefice, aveva fatto presente che per lui era umiliante non fare più nulla. Quindi, la decisione del Papa di ‘usare misericordia’ nei confronti di padre Georg. Il 24 giugno è arrivata l’ufficializzazione della nomina come suo ambasciatore in Lituania, Estonia e Lettonia.

Il licenziamento dal Vaticano

Eppure, prima di giungere a questa decisione, il Vaticano ha fatto fare un lungo ‘purgatorio’ a padre Georg. “In data 28 febbraio 2023, S.E. Mons. Georg Gänswein ha concluso l’incarico di Prefetto della Casa Pontificia. Il Santo Padre ha disposto che Mons. Gänswein dal 1° luglio rientri, per il momento, nella sua Diocesi di origine“. Così, con un laconico comunicato della Santa Sede, asettico e totalmente privo anche solo di un vago accenno di empatia (nessun ringraziamento ‘per il lavoro svolto’), Papa Francesco aveva rimosso dalle Sacre Mura l’ex segretario di papa Ratzinger.

Georg Gänswein presiede la Messa nell’ambito dei Vespri di fine anno, un anno dopo la morte di Papa Benedetto XVI, nella Basilica di San Pietro, il 31 dicembre 2023.

Padre Georg aveva irritato Bergoglio raccontando pubblicamente le tensioni che avrebbero accompagnato l’inedita convivenza tra i due Papi. Era responsabile della Casa pontificia, una sorta di capo del protocollo, ma Francesco lo aveva rimosso da quell’incarico nel 2020 affinché potesse seguire da vicino Joseph Ratzinger. Gli era rimasto il titolo formale di Prefetto ma lui stesso si era definito “dimezzato.

Secondo molti osservatori, il rapporto tra il Pontefice e l’ex segretario del Papa emerito era teso. Dopo la morte di Ratzinger – il 31 dicembre 2022 – padre Georg aveva detto che il Papa argentino aveva “spezzato il cuore” del suo predecessore. Quando aveva fatto marcia indietro sulla sua decisione di allentare le restrizioni sull’uso del latino durante le Messe. Adesso l’epilogo finale, con la promozione di padre Georg a nunzio apostolico nei Paesi Baltici. Una promozione che è anche un’ulteriore rimozione: dalla Germania, terra natale dell’ex segretario di Ratzinger, che non è visto di buon occhio dall’episcopato riformatore vicino alla sensibilità di Francesco.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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