Serpente @Foto Crediti EnvatoElements - VelvetMag
Quali sono gli animali che strisciano? Serpenti, lucertole, tartarughe, lumache e lombrichi sono solo alcuni esempi di creature che si muovono rasoterra. In questa guida completa scopriamo l’elenco delle specie più note, le loro caratteristiche comuni, i diversi meccanismi di locomozione strisciante e le specie che possiamo incontrare in Italia.
Nel regno animale convivono strategie di movimento straordinariamente diverse: c’è chi vola, chi salta, chi nuota e chi corre. Ma esiste anche una categoria affascinante e spesso sottovalutata — quella degli animali che strisciano. Rasoterra, silenziosi, talvolta quasi invisibili, queste creature hanno sviluppato nel corso dell’evoluzione meccanismi di locomozione sorprendentemente efficaci. Più comune tra i rettili — primi fra tutti i serpenti — lo strisciare è diffuso anche in specie molto diverse: dai lombrichi alle lumache, dai bruchi ai coccodrilli. In questa guida esploriamo i principali rappresentanti di questa categoria, analizzando caratteristiche comuni, differenze, meccanismi di movimento, specie italiane e tante curiosità.
Serpente @Foto Crediti EnvatoElements – VelvetMag
Gli animali che strisciano appartengono a gruppi tassonomici molto diversi tra loro: rettili, invertebrati e persino alcuni anfibi adottano forme di locomozione strisciante. Ecco un elenco completo dei principali, con una descrizione per ciascuno:
Nonostante gli animali che strisciano utilizzino meccanismi diversi per spostarsi sul terreno, esistono alcune caratteristiche comuni che li accomunano. Innanzitutto, la maggior parte — ad esclusione di quelli privi di estremità come i serpenti — sono tetrapodi (con arti pari). Molti sono dotati di squame epidermiche che possono fare la muta o crescere per tutta la vita. La maggior parte dei rettili striscianti ha il cuore suddiviso in tre cavità (fanno eccezione i coccodrilli, che ne hanno quattro).
Respirano attraverso i polmoni, anche se alcuni serpenti integrano la respirazione attraverso l’epidermide, e presentano un osso nell’orecchio medio. Negli anfibi, l’apparato circolatorio e l’encefalo sono più sviluppati rispetto ai rettili. Un tratto distintivo quasi universale: si tratta per lo più di animali ectotermi, cioè incapaci di regolare autonomamente la propria temperatura corporea, che dipende dall’ambiente esterno. Questo li rende particolarmente attivi nelle ore calde e più lenti o letargici al freddo.
È importante chiarire subito un equivoco comune: la categoria degli animali striscianti non coincide esattamente con quella dei rettili. Molti invertebrati — come lumache, lombrichi, bruchi e larve — strisciano senza essere rettili. Allo stesso modo, non tutti i rettili strisciano nel senso stretto del termine: alcune lucertole veloci corrono sollevando il corpo, e certi coccodrilli riescono a fare lo stesso per brevi tratti. La locomozione strisciante è quindi una strategia evolutiva trasversale, adottata da specie molto distanti tra loro sul piano tassonomico ma accomunate da un corpo adatto al movimento rasoterra.
Lucertola @Foto Crediti EnvatoElements – VelvetMag
Non tutti gli animali che strisciano lo fanno allo stesso modo. Ogni specie ha sviluppato una tecnica adatta al proprio corpo e al proprio ambiente. Conoscere questi meccanismi aiuta a capire quanto la locomozione strisciante sia, in realtà, una soluzione evolutiva sofisticata e versatile.
Tra gli animali che strisciano pur avendo le zampe, un esempio classico è la lucertola verde: di dimensioni medie, con una coda molto lunga, vive nelle regioni boschive e nei pascoli, si riproduce in modo oviparo e si nutre di piccoli insetti. Anche la tartaruga terrestre argentina rientra in questa categoria: caratterizzata da una corazza spessa, grande e scura, vive in prossimità di alberi da frutta e si riproduce in modo oviparo. È spesso tenuta anche come animale da compagnia.
Un caso particolarmente curioso è quello della lucertola senza zampe, spesso scambiata per un serpente. Questo rettile ha una regione cefalica che non si distingue dal resto del corpo e termina in modo appuntito. È privo di arti e presenta squame grigie con strisce laterali più scure e ventre giallastro. Vive nelle zone rocciose e si nutre di piccoli artropodi.
Anch’essa facilmente confondibile con un serpente per via delle estremità molto piccole e corte, c’è la Skink occidentale. Appartenente alla famiglia delle lucertole, può misurare fino a 20 cm. Il suo habitat comprende vegetazione, rocce e boschi, dove si ciba di invertebrati come ragni e insetti.
Anche nel nostro Paese la fauna di animali striscianti è sorprendentemente ricca. Tra i rettili più comuni troviamo il biacco (o colubro verde-giallastro), il serpente non velenoso più diffuso nella penisola, e la vipera comune, l’unico serpente velenoso autoctono. Sul fronte delle lucertole, la lucertola muraiola è una presenza quasi ubiqua su muri a secco, sentieri e giardini, mentre il ramarro occidentale colpisce per le sue dimensioni e i colori brillanti. Tra gli invertebrati striscianti, lumache e limacce sono ospiti abituali di orti e giardini, specie nelle stagioni umide. Conoscere queste specie aiuta a riconoscerle — e a rispettarle — quando le incontriamo.
Strisciare non è affatto una forma di locomozione primitiva o inefficiente: è una strategia che ha permesso a molte specie di prosperare per milioni di anni. Muoversi rasoterra consente di ridurre il profilo e sfuggire ai predatori, di infilarsi in spazi angusti inaccessibili ad altri animali, di conservare energia rispetto alla corsa bipede o quadrupede, e di cacciare in modo silenzioso senza allertare le prede. Non a caso, gli animali che strisciano sono tra i vertebrati e invertebrati più diffusi e adattabili del pianeta.
La lista degli animali che strisciano è davvero lunga: altre specie di tartarughe, lucertole, lumache e lombrichi rientrano in questa categoria e rappresentano una fetta consistente della biodiversità animale del pianeta. Conoscerli meglio significa apprezzare quanto la natura sappia essere creativa — anche quando si muove lentamente, e anche quando lo fa rasoterra.
I più noti sono i serpenti, ma strisciano anche lucertole, tartarughe, coccodrilli, lumache, lombrichi, bruchi e molte larve di insetti. In generale, tutti i rettili tendono ad avere una locomozione rasoterra, ma lo strisciare è diffuso anche tra gli invertebrati.
La maggior parte dei rettili si muove strisciando o con il ventre molto vicino al suolo. Fanno eccezione alcune specie di lucertole veloci e i coccodrilli, che in certi contesti riescono a sollevare il corpo dal terreno per brevi tratti.
Strisciare è una forma di locomozione efficiente per animali con corpo allungato o arti ridotti. Permette di muoversi in spazi angusti, consumare meno energia e mantenere un profilo basso utile per la caccia e la difesa dai predatori.
Sì. I lombrichi avanzano attraverso contrazioni muscolari peristaltiche, allungando e accorciando il corpo. Non sono rettili, ma rientrano a pieno titolo nella categoria degli animali che strisciano.
Non tutti gli animali che strisciano sono rettili: lumache, lombrichi e bruchi strisciano ma appartengono ad altri gruppi tassonomici. Viceversa, non tutti i rettili si muovono strisciando in senso stretto. La locomozione strisciante è una caratteristica funzionale, non una categoria tassonomica.
Alcune tartarughe terrestri, certe specie di serpenti non velenosi e alcune lucertole sono tenute come animali da compagnia. È fondamentale informarsi sulle normative vigenti e sulle esigenze specifiche di ogni specie prima di adottarne una.
In Italia è possibile incontrare il biacco, la vipera comune, il ramarro occidentale, la lucertola muraiola tra i rettili striscianti, oltre a numerose specie di lumache, limacce e lombrichi tra gli invertebrati. La biodiversità italiana in questo ambito è più ricca di quanto si pensi.
Tra gli animali che strisciano, il serpente più veloce al mondo è il mamba nero africano, capace di raggiungere i 20 km/h in brevi scatti. Tra i rettili italiani, il biacco è il più scattante, mentre lumache e tartarughe si collocano all’estremo opposto della scala.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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