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PNRR, l’ltalia riceve la quarta rata dei fondi europei

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La Commissione europea ha versato all’Italia la quarta rata del PNRR da 16,5 miliardi di euro. Il pagamento, avvenuto il 28 dicembre, “è frutto del conseguimento, accertato dall’Unione europea, di tutti i 28 obiettivi e traguardi legati alla quarta rata”. Lo rende noto Palazzo Chigi in un comunicato.

Tali obiettivi e traguardi riguardano misure necessarie per proseguire l’attuazione delle riforme in materia di giustizia e pubblica amministrazione” prosegue la nota. “Nonché importanti riforme nei settori dell’inclusione sociale e degli appalti pubblici. I principali investimenti sono legati alla digitalizzazione, in particolare per quanto riguarda la transizione dei dati delle pubbliche amministrazioni locali verso il cloud, lo sviluppo dell’industria spaziale, l’idrogeno verde, i trasporti, la ricerca, l’istruzione e le politiche sociali“.

Foto X @Adnkronos

PNRR, ricevuti metà dei fondi

Come preannunciato dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il pagamento della quarta rata – prosegue la nota – è avvenuto entro il 2023. E porta il totale delle risorse PNRR ottenute finora dall’Italia a circa 102 miliardi di euro, corrispondenti a più della metà delle risorse totali del Piano“. È noto infatti che dal Recovery fund europeo – il piano Next generation EU da 750 miliardi di euro – l’Italia deve ricevere in tutto, entro il 2026, 191,5 miliardi. Dunque a oggi, da due anni a questa parte, lo Stato italiano ha ricevuto già più del 50% dell’intera somma.

Ciò dimostra i grandi progressi fatti dall’Italia nel raggiungimento delle misure previste” si sottolinea ne comunicato dell’esecutivo. “Sulla base del Piano così come recentemente modificato dal Consiglio Ue, il Governo Meloni proseguirà nell’opera di piena e tempestiva attuazione del PNRR, nel quadro della continua e stretta collaborazione con la Commissione europea“.

La soddisfazione di Fitto

Grande soddisfazione per l’erogazione avvenuta oggi da parte della Commissione europea della quarta rata del PNRR del valore di 16,5 miliardi” ha dichiarato su Facebook Raffele Fitto. Quest’ultimo è il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il PNRR. “L’impegno del Presidente Meloni e del Governo era di ricevere i fondi entro la fine del 2023 e lo abbiamo rispettato. Questo è il risultato di un grande impegno collettivo – ha sottolineato – e di una costante e costruttiva collaborazione con la Commissione europea. Il lavoro sul PNRR prosegue“.

Raffaele Fitto. Foto X @RaffaeleFitto

Adesso tuttavia l’attesa è rivolta alla richiesta del pagamento della quinta rata del PNRR da 10,5 miliardi. Tutti i 52 obiettivi previsti, aveva annunciato la settimana scorsa lo stesso ministro Fitto, sono stati raggiunti. Ora non resta che aspettare l’esame di Bruxelles. Due tappe vitali per l’Italia per non perdere slancio sui progetti e le riforme da portare a termine entro il 2026.

Il problema del debito

Ma anche, è il monito del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, per ottenere più flessibilità nell’immediato futuro sul rientro del debito. Il percorso di una più determinata e seria riduzione del mega debito pubblico italiano – quasi 2.900 miliardi di euro – è scolpito nel nuovo Patto di stabilità europeo che Roma ha firmato. In ogni caso, giunto ormai alla soglia della metà delle 10 rate previste dal cronoprogramma, il PNRR dell’Italia è nel vivo della fase di spesa. Il nostro Paese deve continuare a dimostrare di saper ‘mettere a terra’ i progetti altrimenti ne andrà della possibilità di ricevere le prossime tranches dei finanziamenti.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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