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Pianura Padana luogo più inquinato d’Europa, ecco perché

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È Crotta d’Adda nel Cremonese, piccolo centro di 600 abitanti, l’emblema degli spaventosi livelli di inquinamento dell’aria in Pianura Padana, secondo il quotidiano inglese The Guardian. “È impossibile vivere così: la Pianura Padana colpita da un inquinamento atmosferico fra i peggiori d’Europa” è infatti il titolo del reportage dedicato dal Guardian alla disastrosa situazione ambientale nel Nord Italia.

Un reportage che fa notizia perché ormai in Italia si parla sempre meno della qualità tossica dell’aria che respirano i cittadini. E ci si è assuefatti all’idea che la ‘Padania’ come la chiamava il fondatore della Lega, Umberto Bossi, sia da lunghi anni uno posti peggiori dove respirare. Solo che, mentre la ‘Padania’ è un’identità geografica che non esiste e non è mai esistita, lo smog in Pianura Padana, da Torino a Cremona e da Milano e Verona, c’è e fa ammalare.

Milano, con Cremona e Monza, ha la maglia nera dello smog in Europa. Foto Ansa

Pianura Padana, perché tanto smog

Dal servizio del Guardian emerge come la popolazione della Pianura Padana, e in primo luogo i cremonesi, denuncino una vita insopportabile a causa dell’inquinamento. La Lombardia, l’Emilia, il Piemonte e il Veneto costituiscono una sorta di macro regione europea dai tassi di produttività industriale più elevati in assoluto nel Vecchio Continente. Dunque le industrie, gli allevamenti intensivi di animali, e in particolare di maiali e pollame, la mole dei rifiuti prodotti e il traffico dei veicoli sono tutti fattori che stanno contribuendo molto pesantemente ad avvelenare l’atmosfera. Ma la Pianura Padana è la zona più inquinata d’Europa anche perché non soltanto le emissioni inquinanti sono eccessive, ma restano intrappolate nel grande avvallamento padano creando una sorta di effetto serra che non consente all’aria di circolare.

Il triste record di Cremona

Più di un terzo delle persone che vivono in Pianura Padana e nelle aree circostanti respirano aria 4 volte oltre il limite delle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per i particolati più pericolosi“, rileva il Guardian. “Mentre i tentacolari poli industriali di Milano e Torino sono noti da tempo per lo smog, Cremona, capoluogo di provincia di circa 60.000 abitanti, è emersa come una delle città con la peggiore qualità dell’aria in Europa in una classifica pubblicata quest’anno dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea)“. Milano, Cremona e Monza sono ai primi posti in Europa per smog.

In Pianura Padana sostanze inquinanti nell’aria 4 volte sopra i limiti dell’Oms. Foto Ansa

Le morti premature

La cattiva qualità dell’aria, incalza l’indagine, è stata collegata a 50.303 morti premature in Italia nel 2020, secondo l’Aea. Stando all’Agenzia europea dell’ambiente, “mentre la maggior parte (di queste morti, ndr.) si sono verificate a Milano, Cremona è la provincia italiana con la più alta percentuale di decessi“. Morti premature che gli scienziati attribuiscono alle cosiddette polveri fini: particolato fine o Pm 2.5 che, invisibili, penetrano nei polmoni avvelenandoli. A Cremona si calcolano fra 150 e 200 decessi ogni 100mila residenti attribuibili direttamente all’inquinamento dell’aria che i cittadini respirano. Lombardia e Veneto, inoltre, sono afflitte anche da un alto livello di inquinamento da Pfas, le sostanze di origine chimica che a volte possono finire negli acquedotti e nel cibo.

Nonostante i diversi interventi delle istituzioni comunitarie per ridurre le emissioni nell’aria, i dati non sono preoccupanti solo per la Pianura Padana e l’Italia. Una ricerca di Openpolis insieme ad altre 6 redazioni dello European data journalism network (Edjnet), sotto la direzione di Detusche Welle, dimostra che più del 98% della popolazione europea vive in zone dove la concentrazione di Pm 2.5 supera i limiti stabiliti dall’Oms. Cioè sostanzialmente tutti gli europei. Ecco quali sono i 7 Paesi europei dove si respira aria con concentrazione di Pm2.5 inferiore alla soglia di 10 µg/m³ in ogni zona: Svezia, Danimarca, Finlandia, Estonia, Malta, Irlanda e Lussemburgo. Nel complesso, sono appena 7,5 milioni le persone – su 450 milioni di abitanti dell’Unione europea – che respirano aria con una concentrazione di Pm2.5 inferiore ai 5 µg/m³.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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