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Juventus, il Coni accoglie il ricorso: i bianconeri ora sono terzi in classifica

Dal Collegio di Garanzia il rinvio degli atti alla Corte d'Appello perché riformuli la sentenza ma intanto la penalizzazione scompare

Il Collegio di Garanzia Coni ha accolto il ricorso della Juventus. La sentenza in base alla quale sono stati comminati 15 punti di penalizzazione per il caso plusvalenze dovrà essere rivista. Nel frattempo la Juve riavrà i punti tolti e balzerà d’un sol colpo dal 7° al 3° posto in classifica.

Il Coni ha comuque rinviato gli atti alla giustizia della Federcalcio per una nuova valutazione. Accolto anche l’appello di Pavel Nedved, Paolo Garimberti e Enrico Vellano. Posizioni queste che diventano determinanti secondo il Collegio per la rideterminazione della sanzione da parte della giustizia Figc.

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Al Coni la decisione sulla Juventus. Foto Ansa/Fabio Frustaci

Juventus, cosa ha detto il Coni

Il Coni ha invece respinto i ricorsi di Andrea Agnelli, Fabio Paratici e Federico Cherubini. Il Collegio ha ufficializzato la notizia spiegando nel dispositivo di aver “accolto i ricorsi di Vellano, Pavel Nedved, Paolo Garimberti, Assia Grazioli-Venier, Caitlin Mary Hughes, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio/FIGC e altri) e della Juventus. Nei termini e nei limiti di cui in motivazione, e ha rinviato alla Corte Federale di Appello perché, in diversa composizione, rinnovi la sua valutazione. In particolare, in ordine alla determinazione dell’apporto causale dei singoli amministratori, fornendone adeguata motivazione e traendone le eventuali conseguenze anche in ordine alla sanzione irrogata a carico della società Juventus“.

Il nuovo procedimento della Corte d’Appello della Figc, che avrà una composizione diversa da quella dell’ultima sentenza, non inizierà prima di maggio. A gennaio 2023 la Corte aveva ritenuto “gravi, ripetute e prolungate” le violazioni contenute negli elementi che erano emersi durante indagini parallele della giustizia ordinaria sui bilanci economici e finanziari della Juventus. Gli stessi che avevano spinto la procura della Figc a chiedere la riapertura di un processo sportivo che era già passato in giudicato a maggio del 2022 con un proscioglimento per insussistenza delle accuse.

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Pavel Nedved e Andrea Agnelli. Foto Ansa/Alessandro Di Marco

Ma l’era Agnelli è finita

Sempre secondo la Corte d’Appello, il consiglio d’amministrazione della Juventus avrebbe “condiviso, o quanto meno sopportato, la violazione dei principi sportivi“. La sanzione aveva quindi tenuto conto “della particolare gravità e della natura ripetuta e prolungata della violazione dimostrata“. Ossia gli scambi sistematici di giocatori a prezzi ritenuti non congrui al loro valore per sistemare artificiosamente i bilanci. La Juventus aveva definito le motivazioni della sentenza “illogiche e infondate” e aveva presentato subito ricorso al Collegio di Garanzia. Quest’ultimo poteva solo confermare, annullare o far riformulare la sentenza. Non modificarla nel merito. Il club, nel frattempo rappresentato da una nuova dirigenza, chiedeva l’annullamento.

Lo scorso 29 novembre l’intero Consiglio di amministrazione del club calcistico più famoso d’Italia aveva rassegnato le dimissioni. Ora il nuovo presidente della Juventus è Gianluca Ferrero. La decisione delle dimissioni in blocco, presa all’unanimità, derivava dal coinvolgimento nell’indagine Prisma della procura di Torino che ha passato al setaccio i conti del club bianconero. Le accuse sono di falso in bilancio. Non mancano contestazioni dalla Consob, la Commissione di controllo della Borsa. Poi si è mossa la giustizia sportiva ed è arrivata la tegola della penalizzazione in classifica. Adesso una vittoria giuridica della Juve. Ma la saga del club non è ancora terminata e potrebbe riservare nuove sorprese.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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