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Juventus, crolla l’era Agnelli. Gli ultras: “Ora via anche Allegri”

Dimissioni in blocco del Cda dopo le inchieste della Procura. Ferrero presidente, con lui Arrivabene e Scanavino

Juventus anno zero. L’intero Consiglio di amministrazione del club calcistico più famoso d’Italia ha rassegnato le dimissioni.

Andrea Agnelli lascia: il nuovo presidente è Gianluca Ferrero. La decisione delle dimissioni in blocco è stata presa all’unanimità e deriva dal coinvolgimento nell’indagine Prisma della procura di Torino che ha passato al setaccio i conti del club bianconero. Le accuse sono di falso in bilancio. Non mancano contestazioni dalla Consob, la Commissione di controllo della Borsa.

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Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Maurizio Arrivabene: i tre dirigenti della Juventus si sono dimessi assieme a tutto il Cda il 28 novembre 2022. Foto Ansa/Alessandro Di Marco

Juventus, Agnelli addio

Andrea Agnelli lascia dunque la presidenza della Juventus dopo 12 anni. In bacheca 9 scudetti consecutivi, altri trofei, due finali di Champions, un colpo clamoroso come l’ingaggio di Cristiano Ronaldo. E poi la parabola discendente con l’inchiesta sui bilanci, nel mirino dei magistrati, manovre sugli stipendi e le plusvalenze. Le critiche della Consob. Un periodo tormentato, con i conti della Juventus pesantemente in rosso: 253 milioni di passivo quest’anno dopo la perdita di 209 milioni dell’esercizio precedente. Ma anche molto amaro sul campo con la squadra eliminata dalla Champions League già nella fase a gironi. E oggi lontanissima dalla capolista Napoli in campionato.

Chi è il nuovo presidente

Ad Agnelli subentra Gianluca Ferrero, commercialista, revisore, sindaco e amministratore di varie società. È lui l’uomo che Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, indicherà come presidente della società bianconera. Ferrero – spiega Exor – possiede una solida esperienza e le competenze tecniche necessarie. Oltre a una genuina passione per il club bianconero, che lo rendono la persona più adeguata a ricoprire l’incarico. Exor comunicherà la lista completa dei candidati per il rinnovo del Cda della Juventus entro i termini di legge: 25 giorni prima dell’assemblea del 18 gennaio 2023.

Come è maturata la decisione

La decisione del Consiglio di amministrazione di lasciare in blocco è maturata al termine di una lunga riunione il 28 novembre alla Continassa, il centro sportivo della Juventus. Troppo pesanti i rilievi dei magistrati di Torino, che chiamano in causa una gestione economico-finanziaria e amministrativa del club che, secondo loro, è quantomeno opaca. Senza dimenticare la protesta dei tifosi bianconeri, critici verso la dirigenza soprattutto per la scelta di riaffidare la squadra al tecnico di Livorno Massimiliano Allegri.

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Massimiliano Allegri, contestato dai tifosi juventini, molti dei quali ne auspicano le dimissioni. Foto Ansa/Alessandro Di Marco

Juventus, nomi vecchi e nuovi

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è quella delle accuse della Procura di Torino e delle osservazioni della Consob. Da lì è cominciata la lunga riflessione che ha portato il presidente Andrea Agnelli e il Cda a presentare le dimissioni in blocco. Si apre quindi una nuova era nella storia della Juventus. Se nel passaparola dei tifosi prendono quota i nomi di Del Piero e Chiellini, mentre crescono le voci su un ruolo per Alessandro Nasi, il primo passo è la nomina di Maurizio Scanavino direttore generale. Un incarico che gli ha conferito il Cda dimissionario “al fine di rafforzare il management della società“. Della vecchia guardia resta adesso soltanto l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene, fino al 18 gennaio 2023, data in cui si riunirà l’assemblea degli azionisti per il varo del nuovo Consiglio di amministrazione.

Agnelli: “Non c’è più compattezza

Dal canto suo Andrea Agnelli ha messo il dito nella piaga esplicitamente in una lettera aperta diffusa in serata del 28 novembre nel pieno del ciclone. “Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale” ha scritto l’ex presidente della Juventus. “In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni. Stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità a una nuova formazione di ribaltare quella partita“.

Esultano gli ultras della Juventus

Finalmente una buona notizia“. “Torneremo belli come eravamo. Avanti Curva Sud“. E ancora: “Finalmente tutti fuori ora aspettiamo le dimissioni di Allegri. Torneremo“. Corre sulle pagine social degli ultras Curva Sud Juventus lo stato d’animo della tifoseria bianconera dopo la notizia delle dimissioni del Cda e del presidente Andrea Agnelli. Tra le frange più oltranziste della tifoseria dell’Allianz Stadium e il club da tempo non corre buon sangue.

Specie dopo che la Juve aveva segnalato alle forze dell’ordine gli atteggiamenti violenti di alcuni gruppi ultras, finiti poi nell’inchiesta Last Banner che ha portato alla condanna dei leader storici proprio della Sud. Sulla pagina ufficiale degli ultras, scrive l’Ansa, è apparsa in queste ore solo una foto con il settore al completo e striscioni come Drughi e Tradizione. Sotto i commenti, a decine, in cui viene rimarcato il fatto che senza il presidente Agnelli ora si potrà tornare in curva.

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I Drughi della Juventus arrivano allo stadio Olimpico per il derby della Mole contro il Torino, il 15 ottobre 2022. Foto Ansa/Jessica Pasqualon

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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