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Qatargate, via l’immunità a Cozzolino e Tarabella

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Il caso Qatargate subisce un’accelerazione. La Commissione Giuridica del Parlamento europeo (Juri) ha votato all’unanimità per la revoca dell’immunità parlamentare agli eurodeputati Andrea Cozzolino e Marc Tarabella.

Il voto definitivo è fissato per giovedì 2 febbraio nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo. Difficile, però, che l’Aula ribalti il verdetto della Commissione Giuridica: i destini dell’eurodeputato del PD, Cozzolino, e del suo collega belga, Tarabella, appaiono politicamente segnati.

Andrea Cozzolino (a sinistra) e Marc Tarabella. Foto Ansa/Epa

Qatargate, la revoca dell’immunità

La revoca dell’immunità ai due eurodeputati arriva a seguito alla richiesta della magistratura belga nell’ambito dell’inchiesta Qatargate. “La revoca dell’immunità a Andrea Cozzolino e Marc Tarabella, coinvolti nello scandalo corruzione che ha colpito il Parlamento europeo, è un atto dovuto nell’interesse sia dei due europarlamentari, che avranno il diritto di difendersi, sia della giustizia che deve fare il suo corso” ha dichiarato Sabrina Pignedoli, europarlamentare del Movimento Cinque Stelle e membro della Commissione Giuridica del Parlamento europeo.

La Commissione Giuridica del Parlamento europeo ha approvato all’unanimità la relazione della relatrice Marion Aubry. Toccherà adesso alla plenaria esprimersi” ha aggiunto. “In quella occasione il Movimento Cinque Stelle confermerà il voto favorevole. Davanti alla gravità di tali accuse è nostro dovere andare fino in fondo e difendere la democrazia europea da interferenze straniere, corruzione e conflitti d’interesse“.

Cosa succede adesso

Sia Marc Tarabella che Andrea Cozzolino avevano dichiarato di voler rinunciare all’immunità di europarlamentari. Entrambi si sono detti da tempo pronti a presentarsi davanti al giudice istruttore per fornire la loro versione dei fatti sul Qatargate. Andrea Cozzolino ha anche ottenuto di essere ascoltato dalla Juri – la Commissione Giuridica dell’Eurocamera – davanti alla quale ha ricordato, pur dichiarando di voler rinunciare all’immunità, che la richiesta di rimozione nei suoi confronti è estremamente generica. E che in Italia sarebbe stata respinta proprio per questo motivo.

Pier Antonio Panzeri ed Eva Kaili. Foto Ansa/Epa

I componenti della Juri non gli hanno dato ascolto. Dal canto suo Marc Tarabella non ha chiesto di essere ascoltato in Commissione, dichiarando di voler parlare prima con il magistrato, il pm Michel Claise, alla guida dell’inchiesta che sta facendo tremare il Parlamento Ue. Gli altri principali sospettati del Qatargate sono Pier Antonio Panzeri – che ha stretto un accordo di collaborazione con la Procura – la ex vicepresidente Eva Kaili, il suo compagno Francesco Giorgi, e Niccolò Figà Talamanca. Sono al momento tutti in detenzione preventiva in Belgio. Ormai da quasi due mesi.

Il Qatargate è solo all’inizio

Il voto sul Qatargate in plenaria che dovrebbe sancire la rimozione totale dell’immunità dei due eurodeputati Cozzolino e Tarabella. Entrambi sono membri del gruppo SD (Socialisti e Democratici). Lo scrutinio per togliere loro l’immunità parlamentare si terrà in plenaria a Strasburgo giovedì 2 febbraio, come detto.

Una data significativa perché sancirà, di fatto, una nuova tappa verso possibili ulteriori gravi risvolti del Qatargate. Cosa succederà, infatti, se Cozzolino e Tarabella dovessero fare chiamate di correo, davanti ai magistrati, per altri colleghi di partito o dell’Eurocamera? Nelle scorse settimane si è già parlato di un possibile allargamento dello scandalo corruzione sulle mazzette da Qatar e Marocco, fino al potenziale coinvolgimento di 60 europarlamentari. A meno di 2 mesi dallo scoppio del Qatargate sono in molti che non dormono sonni tranquilli.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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