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Ucraina, accuse di corruzione fra gli uomini di Zelensky: dimissioni a raffica

Cadono le teste del vice ministro della Difesa e del vice capo dell'ufficio presidenziale. La NATO accelera sull'invio di carri armati armi a Kiev

Dimissioni al vertice del governo dell’Ucraina. Via il vice ministro della Difesa, Vyacheslav Shapovalov, il vice capo dell’ufficio presidenziale, Kyrylo Tymoshenko, e il vice procuratore generale, Oleksiy Simonenko. Ma anche il vice ministro per lo sviluppo delle comunità e dei territori, Ivan Lukerya.

In una nota ufficiale del 24 gennaio, si informa che il vice ministro della Difesa, Shapovalov – il politico più importante di tutti quelli nominati – è oggetto di sospetti e accuse di corruzione. E ha chiesto egli stesso di lasciare il suo incarico. Lo avrebbe fatto per “non creare minacce alle Forze armate in seguito alle accuse sull’acquisto dei servizi di ristorazione“.

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Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, deve affrontare una serie di dimissioni ai vertici del Governo di Kiev. Foto Ansa/Epa Ronald Wittek

Ucraina, cosa succede nel Governo

Nonostante il fatto che le accuse annunciate siano prive di fondamento, le dimissioni sono un atto degno nelle tradizioni della politica europea e democratica” è scritto in una nota del ministero della Difesa dell’Ucraina. “A dimostrazione che gli interessi della Difesa sono superiori a qualsiasi gabinetto o presidenza” prosegue il comunicato. Da parte sua, il vice capo dell’ufficio presidenziale, Kyrylo Tymoshenko, ha spiegato di aver chiesto al presidente Volodymyr Zelensky di sollevarlo dalle sue funzioni.

Sul sito web della presidenza dell’Ucraina appare un decreto nel quale si accettano le dimissioni di Kyrylo Tymoshenko. Volodymyr Zelensky ha detto il 23 gennaio che alcuni cambiamenti arriveranno questa settimana nel Governo. Ma non solo. Il presidente dell’Ucraina vuole cambiare alcuni uomini anche nell’amministrazione delle varie regioni del paese e nelle forze di sicurezza. Il tutto in base alle accuse di corruzione ad alcuni politici.

Le accuse di corruzione

Ringrazio il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, per la fiducia e l’opportunità di compiere buone azioni ogni giorno e ogni minuto” ha scritto Tymoshenko su Telegram. La raffica di dimissioni arriva dopo le rivelazioni dei media su presunti acquisti di forniture a prezzi gonfiati, hanno spiegato le autorità. Secondo i siti dei media ucraini anche i capi di diverse autorità regionali vicini a Tymoshenko potrebbero offrire presto le loro dimissioni. Il nome del vice capo dell’ufficio presidenziale era finito in diversi scandali legati al suo presunto uso personale di auto di lusso, ma Tymoshenko ha respinto le accuse.

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Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius (a destra) e il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg a Berlino il 24 gennaio 2023. Foto Ansa/Epa Filip Singer

“Armi all’Ucraina subito”

In sede europea e in sede NATO continuano le pressioni e gli incontri per una rapida fornitura di nuovi armamenti pesanti all’Ucraina. “Dobbiamo dare armi più forti all’Ucraina” e “dobbiamo farlo velocemente”. Lo ha detto il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, a Berlino, in un comunicato dopo l’incontro con il neo ministro tedesco della Difesa Boris Pistorius.

La NATO non deve diventare parte del conflitto” ha ribadito Pistorius, difendendo le legittime esitazioni tedesche alla fornitura diretta di carri armati Leopard 2 Kiev. “La coesione della alleanza è di centrale significato, anche nei confronti dell’aggressore della Russia serve lanciare chiari segnali di determinazione“, ha continuato. Pistorius ha ricordato ancora una volta che la Germania è “fra i paesi che forniscono più armi all’Ucraina, con 3,3 miliardi di euro di armi consegnate. Solo la Gran Bretagna in Europa lo ha fatto nella stessa misura“. Ma non verrà “niente di buono” dalla fornitura di carri armati tedeschi Leopard all’Ucraina, secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass. La fornitura, ha sottolineato Peskov, avrà inevitabilmente un impatto sulle relazioni future fra Russia e Germania.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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