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G20, per Meloni “è stato un successo”. Gelo con Macron sugli immigrati

La premier e il presidente francese si ignorano. Va meglio con Biden: "Incontro molto cordiale"

Si è concluso il 16 novembre a Bali, in Indonesia, il G20 dedicato in primo luogo alla guerra in Ucraina. Il presidente indonesiano, Joko Widodo, ha passato il testimone al premier indiano, Narendra Modi. Sarà infatti l’India a ospitare il prossimo summit nel 2024.

Il prossimo anno segnerà probabilmente l’ascesa dell’India a superpotenza globale, considerato anche che il grande paese asiatico dovrebbe superare la Cina come nazione più popolosa del mondo. “La maggioranza dei membri del G20 condanna la guerra in Ucraina” si legge intanto nel comunicato finale del summit appena conclusosi a Bali. “Abbiamo ribadito le nostre posizioni nazionali espresse in altre sedi. Tra cui il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che (…) deplora con la massima fermezza l’aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina. E richiede il suo ritiro completo e incondizionato dal territorio dell’Ucraina“.

Giorgia Meloni. Foto Ansa/Chigi Filippo Attili

A esprimere soddisfazione per il G20 è stata anche la premier Giorgia Meloni. “C’era la questione complessa dell’aggressione della Russia all’Ucraina” ha dichiarato in conferenza stampa. “C’erano gli ingredienti perché il G20 si traducesse in un fallimento ma è stato un successo. La questione più complessa era la gestione dell’aggressione russa all’Ucraina“. Per Meloni il successo è rappresentato dal “negoziato sul grano. Un punto che io stessa ho sottolineato e che ha raccolto il sostegno di tutti i leader, Russia compresa” ha detto la presidente del Consiglio.

Il punto di vista italiano

Sulla vicenda Ucraina tutti ci rendiamo conto che si deve lavorare ad una soluzione alla crisi ma non si può prescindere dalla volontà della nazione aggredita. Speriamo di trovare un accordo con Zelensky per uscire dal conflitto nel minor tempo possibile“. “Confesso non sono riuscita a organizzare tutti i bilaterali chiesti con l’Italia” ha dichiarato Meloni al G20. Credo però che un elemento dirimente sia l’idea di un Governo solido, stabile, che dà una proiezione di lungo periodo e che rende più facile immaginare l’Italia come fondamentale per le relazioni“, ha aggiunto.

L’incontro con Biden

C’è stato ieri un lungo e molto cordiale colloquio con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden” ha aggiunto Meloni. “Ci siamo ripromessi di rivederci molto presto“. Con il presidente Biden “abbiamo parlato di energia, gli Usa garantiscono la loro disponibilità a aumentare le forniture di gas“. “Rimane aperta la questione dei prezzi ma abbiamo trovato un’amministrazione aperta a ragionare con l’Unione europea.” Obiettivo: “Trovare soluzione per calmierare i prezzi, atteso che i fornitori di Gnl sono aziende private“, ha detto la presidente del Consiglio parlando del bilaterale con il presidente Usa.

Giorgia Meloni con Joe Biden al bilaterale nel corso del G20 di Bali. Foto Ansa/Chigi Filippo Attili

Gelo con Macron al G20

Al G20 Giorgia Meloni ha incontrato anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, per parlare di immigrazione. È rimasto invece intatto il gelo con Emmanuel Macron, malgrado il colloquio telefonico fra Mattarella e il capo dell’Eliseo dopo la crisi diplomatica a seguito dello sbarco a Tolone e non a Catania della nave Ocean Viking carica di migranti profughi. “Col Presidente francese non c’è stato modo di approfondire le vicende che ci riguardano” ha dichiarato la premier italiana. “Ma non abbiamo bisogno di arrivare a Bali per parlare di questo, ci siamo concentrati su altro. Ho parlato della questione col presidente del Consiglio europeo Michel, mentre prendevamo il caffè. Abbiamo parlato della necessità di riprendere in mano la questione e parlarne in sede europea.”

Meloni con, a poca distanza, Macron, al G20. Foto Ansa/Chigi Filippo Attili

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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