Politica

Italia in recessione, Meloni prepara le misure del nuovo Governo

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L’Italia è in recessione e occorre agire subito. La nota al Def dell’esecutivo Draghi chiama in causa il nuovo probabile Governo Meloni. Per 9 mesi – da luglio scorso al prossimo marzo – l’economia italiana è in decrescita. Non c’è più tempo da perdere. 

Dalla prossima primavera, invece, secondo le previsioni contenute nella Nadef (la nota al Def) del Governo Draghi potrà esserci una ripresa economica. A trainarla “l’aumento della domanda mondiale, la discesa del prezzo del gas e l’apporto del Piano di ripresa e resilienza“. Ma per ora le cose non stanno affatto così. In Italia la recessione sta colpendo l’industria, la manifattura e l’edilizia. Per fortuna Giorgia Meloni potrà contare su un ‘tesoretto’ da 10 miliardi che Draghi lascerà ‘in eredità’ al nuovo Governo. Denaro frutto di un deficit più basso del previsto che potrà essere utilizzato per ammortizzare il caro bollette di luce e gas, in crescita da questo mese di ottobre del +60%.

Foto Ansa/Angelo Carconi

Recessione a causa della guerra

A innescare la recessione è la guerra della Russia in Ucraina e il conseguente aggravamento dei rincari di gas e idrocarburi a livello globale. Di fronte allo spettro della recessione Giorgia Meloni sottolinea che il suo dovere è di non perdere tempo. “Vediamo di capire quando sono le consultazioni, bisogna cercare di fare presto, ci sono troppe scadenze importanti“, dice ai cronisti lasciando Montecitorio. Dichiarazione che arrivano dopo quelle dell’ad di Eni, Caudio Descalzi. Sul caro prezzi del gas, dice Descalzi, “è difficile essere fiduciosi per il prossimo inverno. I prezzi sono altissimi e ci sono variabili incontrollabili.

Protesta contro il caro bollette a Milano il 3 ottobre 2022. Foto Ansa/Matteo Corner

La leader di Fratelli d’Italia conferma che il suo obiettivo è di mantenere l’unità della coalizione di Centrodestra nonostante le inevitabili tensioni che si stanno manifestando per la scelta della squadra di governo. Tanto più a fronte della recessione economica che incombe. Meloni spiega che “ragionevolmente” la coalizione si presenterà insieme di fronte al Presidente Mattarella nel giorno delle consultazioni. E c’è tempo anche per cercare di spiegare i suoi rapporti con il premier Mario Draghi, oggetto di più e più interpretazioni della stampa. “Leggo tante cose, la Meloni è diventata draghiana. Io penso che persone normali che cercano di organizzare una transizione ordinata nel rispetto delle istituzioni facciano una cosa normale, non è che si fa un inciucio“, aggiunge rispondendo alle domande dei giornalisti.

Meloni e l’incognita Salvini

E se resta ancora da riempire la casella del ministero dell’Economia (il pressing su Fabio Panetta si farebbe sempre più incalzante) l’altro nodo ancora da sciogliere rimane quello del ruolo di Matteo Salvini. La Lega ha riunito il Consiglio federale a Roma (Meloni farà un punto con l’esecutivo di FdI mercoledì 5 ottobre). Il leader leghista – se davvero non dovesse spuntare il ritorno al ministero dell’Interno, cui guarda anche Tajani – vorrebbe almeno la vicepresidenza del Consiglio. Una richiesta che riaprirebbe all’ipotesi della prima ora di due vice premier per Giorgia Meloni.

Matteo Salvini. Foto Ansa/Ufficio stampa Lega

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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