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Giornata Internazionale dei Sogni: tre storie di Made In Italy, anzi di “Italian Dream”

Dall'infanzia difficile di Del Vecchio, all'intuizione di Pietro Ferrero, passando per il sogno giovanile di Fellini

Oggi è la Giornata Internazionale dei Sogni. E per festeggiarla abbiamo scelto alcune delle storie da sogno nostrane e più di successo nel mondo del nostro Made in Italy. Non siamo costretti a guardare al “London dream” o l’“American dream”, perché esistono esempi recenti – italianissimi – di chi dal nulla è riuscito a realizzare anche nel nostro bel Paese il proprio sogno.

Del Vecchio, Ferrero e Fellini. Tre storie molto diverse, ma caratterizzate da inizi non facili e da situazioni economico-sociali altrettanto scoraggianti. Ma che non per questo non si sono tramutate in delle favole ad occhi aperti. Perché forse come affermava il padre di tutti i sogni dei bambini Walt Disney “se puoi sognarlo puoi farlo”.

Il sogno di Leonardo Del Vecchio: dall’orfanotrofio al successo mondiale

Solo pochi mesi fa si è spento il padre di Luxottica. La sua storia è senza alcun dubbio una fonte di grande ispirazione per tutte le nuove generazioni. Un’infanzia non facile ha segnato la vita dell’imprenditore milanese, ultimo di quattro fratelli. Il padre, commerciante di frutta, muore poco prima della sua nascita, a causa di una polmonite fulminante. E abbandonata alla miseria del dopoguerra, la madre, pochi anni dopo, lo affida a soli 7 anni all’orfanotrofio dei Martinitt. Dove resta fino al diploma di scuola media. Il giovane Leonardo inizia subito a investire su sé stesso e a soli 14 anni va a lavorare come garzone alla Johnson, una fabbrica produttrice di medaglie e coppe, mentre alla sera frequenta i corsi serali all’Accademia di Brera per studiare design e incisione.

Da sinistra: Leornardo Del Vecchio (@ANSA/DANIEL DAL ZENNARO) – Nutella Day ad Alba (@ANSA/ANDREA NEGRO) e Fellini in una foto d’archivio Ansa

Si trasferisce nel 1958 ad Agordo, in provincia di Belluno. Allora aveva un laboratorio di soli sei/sette operai. Gli stampi degli occhiali li faceva in Cadore con i suoi soci con i quali aveva fondato la Metalflex. Ad un certo punto però i rapporti si incrinano. La banca toglie a Del Vecchio il fido, perché non più garantito dagli altri due soci. A questo punto ad un bivio, prende una decisione e guidando la sua Peugeot parte da Agordo fino a Cannes, verso un cliente che gli doveva 35 milioni. Con quell’assegno la Banca del Friuli di Agordo non accetta di riaprirgli il conto. Del Vecchio però non molla e va alla Cassa di Risparmio di Belluno che gli concede il credito. Compra le quote degli altri due soci, e diventa proprietario di Luxottica. Siamo alla fine del 1969 e Del Vecchio ha solo 34 anni. Il resto è storia. La storia di un uomo che ha scommesso prima di tutti gli altri su sé stesso per realizzare il suo sogno.

Pietro Ferrero: dal piccolo laboratorio alla multinazionale dei dolci

L’impero dei Ferrero nasce in un piccolo laboratorio ad Alba, che Pietro Ferrero nel 1942 aveva aperto in via Rattazzi. La pasticceria invece gestita dalla moglie Piera è in Via Maestra. Il tempismo non poteva che essere dei peggiori. Con la guerra anche gli ingredienti più semplici diventano introvabili. Pietro però non si scoraggia e ha un’intuizione geniale: sfruttare una delle maggiori fonti di ricchezza del proprio territorio, le nocciole. E cosi nasce la “Pasta Gianduja” o “Giandujot”. La mamma della futura Nutella. La pasta a base di nocciole si mette sul pane ed è un prodotto goloso che costa poco sul mercato. E così il Giandujot incontra subito i favori del pubblico, oltre ogni aspettativa.

@ANSA/ANDREA NEGRO

Nel febbraio del ’46 la produzione è di tre quintali e arriva oltre a mille alla fine dell’anno. I dipendenti salgono a una cinquantina e arrivano a un centinaio l’anno successivo. Il laboratorio di via Rattazzi, troppo piccolo, viene sostituito dalla prima fabbrica sul terreno dove oggi sorge la sede della Fondazione. Il 14 maggio 1946 nasce ufficialmente l’industria Ferrero. Giovanni, fratello minore di Pietro, fa conoscere la pasta cremosa anche al difuori della regione. Organizzando una rete di vendita efficiente e capillare: 12 camion Fiat Topolino compongono la flotta che qualche anno dopo sarà seconda per dimensioni solo a quella dell’esercito italiano. La Ferrero con l’avvento del nipote di Pietro, Michele, conquisterà il mondo con la Nutella. Un’idea geniale scaturita da una volontà molto semplice: creare un prodotto regionale d’eccellenza.

Federico Fellini: dalla fame tra i vicoli di Roma al rappresentazione stessa del sogno

Federico Fellini, è stato uno dei più grandi registi della storia del cinema mondiale. Eppure anche per lui gli inizi non sono stati affatto semplici. La strada per il successo dietro alla macchina da presa, ha richiesto tempo, perseveranza e tanti anni di gavetta. Nasce a Rimini il 20 gennaio del 1920, da padre rappresentante di commercio di generi alimentari e madre casalinga. Gli anni dell’adolescenza frequenta il liceo classico, ma lo studio non fa per lui. Comincia così a procurarsi i primi piccoli guadagni come caricaturista. Nel 1939 si trasferisce poi a Roma, raccontando la scusa ai suoi genitori di iscriversi a Giurisprudenza. Fin dai primi tempi, frequenta il mondo dell’avanspettacolo e della radio, iniziando a scrivere i primi copioni e gag.

@ANSA/US VITTORIANO

Tra le vie della Città Eterna incontra Alberto Sordi. Entrambi sognano per le strade di Roma senza un soldo in tasca. Sempre affamati, scroccano i pasti alla Latteria di via Frattina, dove la moglie del proprietario nascondeva bistecche sotto i piatti di spaghetti per riempire un po’ le pance di quei due giovani aspiranti divi del cinema italiano. Negli anni della guerra collabora alle sceneggiature di una serie di titoli di discreto successo, ma è subito dopo il conflitto che è fra i protagonisti del Neorealismo. Lavorando come secondo di Rossellini alla sceneggiatura delle opere più importanti della scuola citata: Roma città aperta e Paisà. Nel 1952 Fellini finalmente dirige il suo primo film: Lo sceicco bianco. Ma è l’anno dopo con I vitelloni che il suo nome varcherà i confini nazionali e verrà conosciuto all’estero. Il suo sogno di ragazzo diventa realtà.

Chiara Cavaliere

Attualità, Spettacolo e Approfondimenti

Siciliana trapiantata nella Capitale, dopo la maturità classica ha coltivato la passione per le scienze umane laureandosi in Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli. Senza mai abbandonare il sogno della recitazione per cui ha collaborato con le più importanti produzioni cinematografiche italiane tra cui Lux Vide, Lotus e Italian International Film.
Si occupa di attualità e degli approfondimenti culturali e sociali di MAG Life, con incursioni video. Parla fluentemente inglese e spagnolo; la scrittura è la sua forma di attivismo sociale. Il suo mito? Oriana Fallaci.

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