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Cittadini ucraini deportati in Russia, Zelensky: “sono oltre due milioni”

Prosegue incessantemente la guerra in Ucraina e al bilancio delle vittime si aggiunge quello delle persone trasferite contro volontà

Secondo quanto fa sapere il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky il numero dei cittadini ucraini deportati in Russia aumenta di giorno in giorno. Uomini, donne e soprattutto bambini costretti a spostarsi contro la loro volontà. E a questo drammatico bilancio si aggiunge anche quello delle vittime che non sembra arrestarsi minimamente.

Prosegue senza tregua la guerra in Ucraina che, dal 24 febbraio scorso, sta continuando a travolgere vittime innocenti. Ad oggi sembra arrivato a due milioni anche il numero dei cittadini ucraini portati in Russia contro la loro volontà, intimiditi e privati dei propri documenti.

Presidente Ucraina Zelensky
@Credits Ansa

Questo, è quanto ha riportato Unian, dalle dichiarazioni del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky rivolte ai partecipanti alla conferenza Asian Leadership, in corso di svolgimento a Seoul. “Due milioni di ucraini sono stati portati in Russia, sono stati intimiditi e i loro documenti sottratti“.

La denuncia di Zelensky

La denuncia del Presidente ucraino, in merito ai cittadini ucraini deportati, sottolinea come tra le persone costrette a trasferirsi in Russia ci siano diverse centinaia di bambini. Difficile però fornire un numero esatto, sottolinea Volodymyr Zelensky che, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, avrebbe rivelato la presenza di “campi di filtraggio” russi, attraverso i quali le persone sarebbero costrette a passare nei territori occupati. Una strategia che tende ad eliminare l’identità di un popolo cercando di cancellare ogni possibile legame con la terra d’origine. Aspetto ancora più aberrante se si tiene presente della presenza di bambini deportati; voler eliminare un popolo ‘cancellando’ le nuove generazioni. Al bilancio drammatico dei cittadini ucraini deportati, si aggiunge tragicamente anche quello delle vittime. Durante la notte i soccorritori hanno trovato un’altra vittima tra le macerie a Chasiv Yar, nel Donetsk.

Ucraina Kharkiv
Un adulto e un bimbo davanti al cratere di un’esplosione provocata dai russi a Kharkiv, il 30 giugno 2022. Foto Ansa/Epa Sergey Kozlov

In quel luogo un attacco russo ha colpito un edificio residenziale di 5 piani la notte tra il 9 e il 10 luglio uccidendo 46 persone. Oggi il bilancio delle vittime sale a 47. Numeri che purtroppo si aggiungono a quelli delle vittime dei mesi scorsi. Solo ieri nella città di Siversk, nella regione di Donetsk, due minorenni di 2 e 17 anni feriti a causa dei bombardamenti. Come scrive ancora l’Ansa, la Procura generale ucraina ha reso noto anche il bilancio aggiornato dei minorenni uccisi o feriti dall’inizio della guerra. Numeri drammatici che mostrano tutto l’orrore della guerra; ad oggi sarebbero 349 i bambini morti e 652 quelli feriti. Cifre che non possono essere considerate definitive, considerando il lavoro ancora in corso dei soccorritori nelle aree di ostilità.

Il caso dei mercenari stranieri

Drammatica anche la situazione dei tre “mercenari stranieri” che lo scorso 9 giugno sarebbero stati condannati a morte da un Tribunale della Dpr (repubblica del Donetsk, n.d.r.). I tre uomini, un 48enne britannico, un 28 britannico e un 25enne marocchino avrebbero presentato appello. La storia personale dei tre imputati sarebbe stata ricostruita dalle principali agenzie internazionali. A tal proposito, sarebbe emersa una loro totale estraneità alle organizzazioni di mercenariato e terrorismo. Anche l’associazione umanitaria Amnesty International avrebbe riportato l’attenzione verso questa questione che si presenterebbe come una violazione dei diritti umani. Secondo quanto scrive anche il sito Analisi di Difesa, il cittadino britannico Sean Pinner avrebbe servito l’esercito britannico in Irlanda del Nord e in Bosnia. Trasferitosi in Ucraina nel 2018 si era sposato con una donna ucraina e aveva deciso di arruolarsi nell’esercito ucraino.

Donbass Ucraina Russia
@Credits Ansa

L’altro cittadino britannico, Aiden Aslin, aveva combattuto contro i terroristi dell’Isis e in Ucraina dal 2018 si è arruolato nei marines nazionali. Il marocchino Saadun Brahim avrebbe addirittura la cittadinanza ucraina; il giovane si troverebbe da anni a Kiev dove studiava al politecnico e si era arruolato nelle forze regolari ucraine. Nonostante il dettaglio delle storie personali dei tre uomini, nello scorse ore, il capo dell’autoproclamata repubblica del Donetsk (Dpr) Denis Puhilin non ha lasciato trapelare molte speranze. Pushilin avrebbe ribadito che se la Corte suprema della Dpr confermerà le condanne a morte dei mercenari stranieri, questi saranno giustiziati da un plotone di esecuzione.

Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & Pets

    Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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