Draghi e Di Maio il 21 giugno 2022 al Senato. Foto Ansa/Riccardo Antimiani
Mentre si raggiunge l’intesa sul testo della risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Draghi, in vista del prossimo Consiglio europeo, Di Maio si allontana dal M5S. Il ministro degli Esteri avrebbe già pronto un suo nuovo gruppo politico in Parlamento: la raccolta firme per costituirlo è ben avviata.
Draghi ha intanto riferito in Aula a Palazzo Madama, martedì 21 giugno. Anche il gruppo di LeU ha aderito all’accordo per definire il testo della risoluzione unitaria sulle comunicazioni del premier Draghi che il Senato si appresta a votare. A confermarlo è la presidente del gruppo a Palazzo Madama, Loredana De Petris. “Il Governo italiano insieme ai partner Ue e G7 intende continuare a sostenere l’Ucraina come questo Parlamento ci ha detto di fare” ha dichiarato Draghi davanti ai senatori.
Foto Ansa/Riccardo Antimiani
“Il 3 giugno il Consiglio Ue ha votato” l’ultimo “pacchetto di sanzioni“. “Le sanzioni funzionano“. “I nostri canali di dialogo restano aperti, non smetteremo di sostenere la diplomazia e cercare la pace, nei termini che sceglierà l’Ucraina“. “Ricercare la pace, superare la crisi: questo è il mandato ricevuto dal Parlamento, da voi. Questa è la guida della nostra azione“. “La strategia dell’Italia – ha detto ancora il premier Draghi – in accordo con l’Ue e il G7, si muove su due fronti. Sosteniamo l’Ucraina e imponiamo sanzioni alla Russia perché Mosca cessi ostilità e accetti di sedersi al tavolo dei negoziati“.
“Il conflitto in atto” ha innescato “una crisi umanitaria di dimensione straordinaria. Sono a rischio le forniture di grano nei paesi più poveri“. E nei porti ucraini sono bloccati “milioni di tonnellate del raccolto precedente“. Bisogna “liberare le scorte che sono in magazzino per sbloccare le forniture e fare spazio al nuovo raccolto che arriverà a settembre“. “Negli ultimi giorni la Russia ha ridotto le forniture di gas all’Ue e all’Italia, dall’inizio della guerra il Governo si è mosso con rapidità per trovare fonti alternative” e “grazie” a questo “potremo ridurre già dall’anno prossimo la dipendenza dal gas russo“.
Luigi Di Maio. Foto Ansa/Massimo Percossi
Ma nelle ore in cui il premier Draghi è in Senato, a livello parlamentare sta per nascere un nuovo gruppo politico autonomo. Quello del ministro Di Maio. La scissione nel Movimento Cinque Stelle è alle porte. E il ministro degli Esteri è pronto all’addio. Dopo lo scontro con Giuseppe Conte, proprio sulla risoluzione da votare in Senato dopo l’intervento di Draghi, Di Maio abbandonerà, salvo sorprese dell’ultim’ora, i pentastellati. È in corso la raccolta firme tra i deputati per la creazione di un gruppo autonomo di Di Maio alla Camera. Per la nascita di una nuova formazione a Montecitorio sono sufficienti 20 deputati. Ma sarebbero già pronti per l’ex capo politico in 22. Al Senato, invece, sarebbero 14 i parlamentari pronti all’addio.
Giuseppe Conte. Foto Ansa/Maurizio Brambatti
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