Nell’arco di un anno – fra aprile 2021 e aprile 2022 – l’Italia ha più che raddoppiato gli acquisti – essenzialmente di approvvigionamenti energetici – dalla Russia, la superpotenza nucleare che da tre mesi ha invaso l’Ucraina.
Lo provano i dati Istat sul commercio extra europeo dell’Italia, relativi al mese di aprile scorso, resi noti oggi 27 maggio. Emerge un’autentica esplosione delle importazioni italiane di prodotti energetici, pari quasi al +200% (193,8%) su base annua. Significa che nell’arco di 12 mesi le importazioni di beni primari come gas, petrolio e idrocarburi da paesi al di fuori dell’Unione europea si sono moltiplicate per tre. In generale ad aprile 2022 l’export italiano cresce su base annua del +11,8%. Ma l’import registra una crescita tendenziale più intensa (+59,3%), e, appunto, molto elevata per l’energia (+193,8%).
Tra i mercati di provenienza dell’import cresce la Russia. Mosca ha più che raddoppiato le sue vendite in Italia (+118,8%), più di quanto abbiano fatto i paesi Opec (+109,6%). Per paesi Opec s’intende l’organizzazione dei 13 Stati africani, mediorientali e americani – dall’Algeria agli Emirati Arabi Uniti e al Venezuela – che opera dal 1960 come un cartello economico internazionale. Le esportazioni italiane verso Mosca vedono invece un crollo del -48,4% in un anno. Più in generale l’Istat stima che ad aprile 2022 l’interscambio commerciale fra Italia e paesi extra Ue registri un aumento congiunturale per entrambi i flussi. Più ampio per le importazioni (+6,4%) rispetto alle esportazioni (+1,9%).
Nel trimestre febbraio-aprile 2022 le esportazioni verso paesi non Ue crescono del +7,2% rispetto al trimestre precedente. L’aumento, generalizzato, è più sostenuto per l’energia (+28,8%), i beni di consumo non durevoli, per esempio il cibo, (+11,4%) e i beni intermedi, materie prime o semilavorati, ad esempio, (+7,0%). Nello stesso periodo, però, le importazioni in Italia dall’extra Ue segnano un rialzo congiunturale del +17,9%. Contribuiscono a questo, spiega l’Istat in un comunicato, i forti aumenti degli acquisti di energia (+35,2%). Ma anche i beni intermedi (+14,0%). Diminuiscono, invece, gli acquisti di beni di consumo durevoli, ad esempio vestiti, auto, elettrodomestici (-1,7%).
Foto Twitter @lettera_mosca
Il disavanzo commerciale – quando le importazioni di merci sono maggiori delle esportazioni – con i paesi extra Ue è pari a -2,2 miliardi di euro ad aprile 2022. A fronte di un avanzo di +4,8 miliardi di euro nello stesso mese del 2021. Il deficit energetico raggiunge i -8,8 miliardi (era pari a -2,9 miliardi un anno prima). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici, seppur ampio, si riduce: da +7,7 miliardi per aprile 2021 a +6,5 miliardi per aprile 2022.
Ad aprile 2022 si rilevano aumenti su base annua dell’export dell’Italia verso la maggior parte dei principali paesi partner extra Ue. Quelli più ampi riguardano Stati Uniti e paesi OPEC (per entrambi +19,0%), Turchia (+14,7%), Regno Unito (+13,6%) e Svizzera (+11,2%). Crollano le vendite verso la Russia (-48,4%), il Giappone (-17,0%) e la Cina (-15,9%). Gli acquisti dalla Russia (+118,8%) e dai paesi Opec (+109,6%) registrano incrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni dai paesi extra Ue.
Le importazioni dal Regno Unito (-2,6%) sono in lieve diminuzione. Per quanto riguarda le importazioni di gas dalla Russia, Putin ha promesso a Draghi una “fornitura ininterrotta all’Italia“.
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