Kristalina Georgieva, 68 anni, direttrice operativa del FMI
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) taglia le stime di crescita economica dell’Italia per il 2022 e il 2023. Dopo il record del +6,6% nel 2021, il Pil del nostro Paese dovrebbe crescere quest’anno del +2,3% invece che del +3,8%. Ovvero 1,5 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni dello scorso gennaio. Prima che scoppiasse la guerra in Ucraina.
Per l’anno prossimo, 2023, la crescita dovrebbe raggiungere quota +1,7%, pari a 0,5 punti percentuali in meno del previsto. Il rallentamento della crescita continuerà anche nei prossimi anni. Il FMI prevede che nel 2027 la ricchezza che l’Italia salga solo del +0,5%. L’Italia e la Germania sono i due paesi dell’area euro che hanno subito le maggiori revisioni al ribasso da parte dell’FMI. L’elemento chiave – specie a seguito della guerra in Ucraina – è la “maggiore dipendenza“, rispetto ad altre nazioni della Ue, da gas e petrolio russo.
La tabella della crescita pubblicata su Twitter da Kristalina Georgieva, direttrice FMI
Ma la guerra in Ucraina rallenta, come è facile immaginare, la ripresa dell’intera economia mondiale dopo la pandemia di Covid. Il Pil quest’anno e il prossimo dovrebbe crescere del +3,6% a livello globale. Significa un valore fra gli 0,8 e gli 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di gennaio. Lo afferma il FMI osservando come l’invasione della Russia abbia esacerbato le pressioni inflazionistiche. E abbia messo in pericolo tutto l’ordinamento delle regole che hanno governato le relazioni economiche internazionali dalla Seconda Guerra Mondiale a oggi.
“I rischi all’outlook sono al ribasso“, aggiunge il Fondo Monetario Internazionale spiegando come a pesare sulle prospettive non è solo il conflitto. Perché c’è anche – e ancora – la pandemia di Covid. Tra gli altri gravi fattori da considerare: il rallentamento della crescita della Cina e i rialzi dei tassi di interesse.
In Italia sono decine di migliaia i profughi ucraini scappati dalla guerra. Foto Twitter @UCSCEI
La guerra scatenata da Vladimir Putin in Ucraina affonda più di ogni altro fattore l’economia di questo paese. Nel 2022 Kiev vedrà il suo Pil crollare del -35%. Anche se il conflitto dovesse finire presto, sotto il profilo economico la situazione resterà tragica per diverso tempo, spiegano dal FMI. “La perdita di vite umane, la distruzione e la fuga dei cittadini limiteranno severamente l’attività economica per anni“. E la Russia? Secondo le stime del FMI, dopo il +4,7% del 2021 il Pil russo si contrarrà quest’anno del -8,5% e il prossimo del -2,3%. In gennaio, prima dell’invasione dell’Ucraina, l’FMI aveva previsto per la Russia una crescita del +2,8% quest’anno e del +2,1% il prossimo.
Mosca: sulla destra il Cremlino; sullo sfondo l’International business center
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