Due giorni dopo la bocciatura del referendum sull’eutanasia da parte della Corte Costituzionale, da oggi 17 febbraio la Camera dei deputati comincerà l’esame degli emendamenti sul testo della legge che vorrebbe introdurre in Italia il suicidio assistito. Si tratta di due pratiche diverse. Il suicidio assistito consente a un paziente che voglia porre fine alle sue sofferenze di assumere in maniera autonoma un farmaco letale. L’eutanasia attiva è la pratica che avviene quando il medico somministra alla persona il farmaco necessario a morire.
Nei mesi scorsi l’Associazione Luca Coscioni, che ha promosso il referendum, ha raccolto 1,2 milioni di firme a sostegno del quesito che però, secondo la Consulta non è costituzionalmente ammissibile. Il suicidio assistito e l’eutanasia attiva non sono la stessa cosa. Adesso, data la vicinanza fra la bocciatura del referendum e le votazioni in Aula, qualcuno teme che non si arrivi neppure all’approvazione della normativa sul suicidio assistito. In tal caso l’Italia resterebbe senza alcuna regola legale su questi temi del fine vita.
La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili 5 referendum sulla giustizia. Riguardano le disposizioni in materia di incandidabilità e quelle sulla limitazione delle misure cautelari. Ma anche la separazione delle funzioni dei magistrati e l’eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura (Csm).
Il presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato
Al tempo stesso la Consulta ha dichiarato inammissibili sia il referendum sulla responsabilità civile diretta dei magistrati che quello sulla liberalizzazione della Cannabis. Oltre a quello sull’eutanasia. “Peccato che il referendum non fosse sull’eutanasia” ha detto il presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato. “Ma fosse sull’omicidio del consenziente“.
“Il quesito del referendum si articola in tre sotto quesiti – ha detto il presidente della Corte Costituzionale – e il primo prevede che scompaia tra le attività penalmente punite la coltivazione delle sostanze stupefacenti di cui alle tabelle 1 e 3. Le quali non includono neppure la Cannabis ma includono il papavero, la coca, le cosiddette droghe pesanti. Già questo sarebbe sufficiente a farci violare obblighi internazionali“. “Se il quesito è diviso in tre sotto quesiti, io non posso toccare questo treno: se il primo vagone deraglia, si porta dietro gli altri due” ha aggiunto.
“Abbiamo dichiarato inammissibile il referendum sulla responsabilità diretta dei magistrati. Perché essendo fondamentalmente sempre stata la regola per i magistrati quella della responsabilità indiretta, la introduzione della responsabilità diretta rende il referendum più che abrogativo” ha spiegato Giuliano Amato.
Quanto al referendum sull’eutanasia, Amato ha spiegato che il quesito in sostanza era mal posto da un punto di vista legale, perché riguardava “l’omicidio del consenziente“. “Ci ha ferito sentire che chi ha deciso così non sa cosa significa la sofferenza. Ma è la parola eutanasia che ha portato tutto questo” ha ribadito il presidente della Corte. “Il quesito sull’omicidio del consenziente – ha sottolineato – apriva all’immunità penale per chiunque uccidesse qualcuno con il consenso di quel qualcun altro“.
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