Sergio Mattarella, già 12esimo Presidente della Repubblica, viene rieletto anche per il settennato 2022-2029. Dopo la prima elezione, del 3 febbraio 2015 – giorno del giuramento – arriva oggi 29 gennaio la seconda. Come Giorgio Napolitano, suo predecessore e unico inquilino del Colle più alto della politica italiana, a ricoprire il ruolo per due mandati. Con 759 voti diviene il secondo Presidente più suffragato della storia repubblicana, dopo Sandro Pertini che nel 1978 è eletto con 832 preferenze, e superando Francesco Cossiga che nel 1985 ne raccoglie 752 voti.
Nato a Palermo il 23 luglio 1941, avvocato, giurista, accademico. Ha avuto una lunga carriera politica. Dal 1983 al 2008 ha ricoperto il ruolo di deputato eletto nella Democrazia Cristiana, nel Partito Popolare Italiano, La Margherita e il Partito Democratico. Più volte ministro: per i rapporti con il Parlamento (1987-1989), della pubblica istruzione (1989-1990), della difesa (1999-2001). Vicepresidente del Consiglio nel 1998-1999 e infine giudice costituzionale dal 2011 all’elezione al Colle nel 2015.
La prima elezione arriva il 31 gennaio del 2015 al quarto scrutinio con 665 voti, poco meno dei due terzi dell’assemblea elettiva. Il primo siciliano tra i presidenti. Solo due giorni prima l’assemblea degli elettori del Partito Democratico, accogliendo la proposta del segretario Matteo Renzi, decise di votarlo nel quarto scrutinio. La sua candidatura ottiene subito l’appoggio di Sinistra Ecologia Libertà, Scelta Civica e di vari gruppi minori dell’allora maggioranza di Governo, e di Area Popolare.
Sono 3 i presidenti del Consiglio a cui ha conferito l’incarico durante il suo primo mandato: Paolo Gentiloni (2016-2018); due volte Giuseppe Conte (2018-2021) e Mario Draghi (dal 2021). Ha nominato una sola senatrice a vita, Liliana Segre, il 19 gennaio 2018. Come primo atto della sua presidenza arriva la rinuncia alla pensione da professore universitario. Per la prima visita presidenziale, avvenuta il giorno della sua elezione, ha scelto le Fosse Ardeatine, luogo del tragico eccidio nazista a Roma.
Uno degli ultimi atti del primo mandato, tra i più importanti in assoluto, è stata la firma del Trattato del Quirinale con la Francia, con il suo omologo Emmanuel Macron, alla presenza del premier italiano Draghi, sulla cooperazione franco-italiana, i temi della politica di sicurezza e di difesa comune; nonché la partnership economica sul commercio e libero scambio.
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