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Quirinale: Mattarella primo nei sondaggi. Letta e Conte, patto per il Colle

I dati dell'Istituto Piepoli evidenziano come gli italiani vogliano il bis del Presidente uscente. Secondo Draghi; Berlusconi terzo con la Bonino

Aumenta fra gli italiani il favore verso una riconferma di Sergio Mattarella al Quirinale. Il Capo dello Stato uscente ha già fatto capire più volte che non è disponibile a prolungare il suo mandato oltre la scadenza dei 7 anni, il prossimo 3 febbraio. Tuttavia il Presidente ha indirizzato i suoi messaggi, in primo luogo, al Parlamento e alle forze politiche. Ossia ai soggetti espressione dei cosiddetti ‘grandi elettori’ che hanno il compito di nominare il nuovo inquilino del Colle. Mattarella sa bene, però, di godere ancora un ampio consenso fra gli elettori ‘normali’, i cittadini italiani.

Mattarella simbolo di stabilità

È lecito dunque pensare che a Re Sergio non dispiacciano i dati di un sondaggio di Nicola Piepoli, il decano dei sondaggisti italiani. Secondo i numeri che pubblichiamo più sotto, cresce la voglia di un bis di Mattarella al Colle. L’attuale Presidente si colloca al primo posto nelle preferenze, scelto dal 14% degli intervistati. È vero che il 29% risponde non so, e un altro 12% indica altri candidati ideali oltre a quelli indicati, ma i sondaggi hanno un valore in quanto indicano una tendenza in atto. E il Mattarella bis continua a essere in testa ai desiderata di molti per il Quirinale. Una decina di giorni fa, infatti, un sondaggio Index Research lo dava ancora al primo posto, sebbene in calo. E il 7 dicembre, alla prima della Scala di Milano, dal pubblico era scattata una lunga ovazione al Presidente, con la richiesta di bis! come si fa per i cantanti migliori.

Quirinale Sondaggio Piepoli
Il sondaggio di Piepoli, pubblicato sull’account Twitter di @SBidimedia

Draghi, poi Berlusconi e Bonino

Il sondaggio Piepoli rivela inoltre come Sergio Mattarella goda di ampio gradimento fra gli elettori di Centrosinistra e del Movimento Cinque Stelle, non tra quelli di Centrodestra. Segue, con un solo punto percentuale in meno (13%) ma in ribasso nelle preferenze, Mario Draghi. Per il premier si verifica una situazione opposta: gode di forte consenso sia nel Centrodestra che nel Centrosinistra, non fra i Cinque Stelle. Il terzo gradino del podio – col 9% delle preferenze degli italiani – è appannaggio di Silvio Berlusconi (scelto dal 31% dell’elettorato di Centrodestra) e Emma Bonino (21% nel Centrosinistra). Seguono Marta Cartabia, Paolo Gentiloni, l’ex magistrato del pool di Mani Pulite Gherardo Colombo, il ministro della Cultura, Dario Franceschini, e l’ex premier Giuliano Amato.

Asse Letta-Conte (pensando a Mattarella)

Le cifre del sondaggio di Nicola Piepoli che premiano Mattarella (e Draghi) non sfuggono di certo ai leader dei partiti, alla faticosa ricerca di una strategia sul Quirinale. Ed è probabile che siano piaciuti al segretario dem Enrico Letta – capo del primo partito nei sondaggi – e al presidente del M5S, Giuseppe Conte – capo della forza politica di maggioranza relativa in Parlamento. Alla presentazione del libro La legge della fiducia. Alle radici del diritto (Laterza) del professor Tommaso Greco dell’Università di Pisa, Letta ha sottolineato come “l’elezione di un Presidente della Repubblica a 505 voti, modello Leone, sarebbe una grave ferita istituzionale portata al Paese“. E chi si assume la responsabilità di un simile progetto “fa un grande danno in un momento particolarmente difficile e delicato“. Un modo per avvisare il Centrodestra di non ‘strappare’ sul Quirinale ma di cercare invece un confronto con tutti in Parlamento. Dal canto suo Conte ha dichiarato: “Una candidatura comune col Pd per il Quirinale? Non lo escludo affatto. Sicuramente mi batterò, come leader della forza di maggioranza relativa, perché sia un candidato o una candidata di alto profilo morale.”

Conte Letta
Enrico Letta e Giuseppe Conte a colloquio. Foto Twitter @sissiisissi2

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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