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Sant’Anna di Stazzema, 77 anni fa la strage nazifascista. Mattarella: “Mai più, alimentare sempre la democrazia”

Lettera del Capo dello Stato in occasione dell'anniversario di uno dei più atroci eccidi di civili inermi mai compiuti in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale

Tanto orrore non potrà mai essere dimenticato“. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una lettera per il 77° anniversario della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema (Lucca). Il 12 agosto del 1944i militari delle SS compirono nelle frazioni di Stazzema un eccidio di civili indifesi, tra i più spaventosi dell’intera guerra – ricorda il Capo dello Stato – Centinaia e centinaia furono i morti. Bambini trucidati insieme alle loro madri e ai loro nonni. Stazzema era considerata un rifugio per i più deboli, per gli sfollati. Divenne invece terra insanguinata, teatro di crudeltà atroci e di un feroce disprezzo per la vita umana, fino allo scempio del rogo di vittime nella piazza di Sant’Anna“.

Anna Pardini, uccisa neonata

Le vittime della barbarie nazista, attivamente coadiuvata da fascisti che accompagnarono le SS nel paese dell’Alta Versilia a prelevare i civili inermi casa per casa, furono 560. Erano quasi tutti anziani, donne e bambini. I bambini assassinati furono 130. La più piccola, Anna Pardini, era nata da venti giorni. “In tanto dolore, in questo abisso di disumanità – sottolineato Mattarella nel suo messaggio – affondano le radici della libertà riconquistata, nel nostro Paese e in Europa. La Repubblica nasce proprio nel ripudio della cultura di morte, della volontà di potenza spinta fino a divenire ideologia dell’annientamento. L’Europa divenuta comunità è la risposta pacifica e lungimirante a quel nazionalismo che tanti conflitti ha generato nel nostro continente“.

Santa Anna Stazzema
Il monumento ossario a Sant’Anna di Stazzema che ricorda l’eccidio del 12 agosto 1944

Stazzema, perché non accada mai più

La Repubblica oggi si inchina davanti al sacrario di Stazzema – prosegue la lettera del Presidente della Repubblica – Un sentimento profondo unisce gli italiani ai familiari delle vittime dell’eccidio“. Ma il Capo dello Stato ricorda anche “i valorosi superstiti che per tutta la vita hanno portato il fardello di un dolore così grande“. E che hanno continuato “a spendersi per far conoscere, per ricordare, per trasmettere, con la forza della loro testimonianza, il messaggio più semplice e potente: mai più“.

“Memoria patrimonio prezioso”

Il riscatto dall’oppressione e da tante sofferenze fu possibile grazie allo spirito di solidarietà e giustizia, al rispetto dei diritti inviolabili, che il nostro popolo seppe far prevalere. La democrazia e la libertà richiedono ora di essere continuamente alimentate da valori civili e dal senso di comunità. Anche per questo – conclude Sergio Mattarella – la memoria dei momenti più drammatici resta un patrimonio prezioso anche per affrontare le sfide dei tempi nuovi e delle necessarie innovazioni“, conclude.

Legge contro il nazifascismo

In questi anni a Sant’Anna di Stazzema sono state tante le iniziative per tenere viva la memoria antifascista, ricorda sul Corriere Fiorentino Simone Dinelli. Dallo scorso anno è cominciata una raccolta di firme – che ha già raggiunto quota 241mila – per il varo in Parlamento di una legge di iniziativa popolare. Obiettivo: inasprire le pene per tutti gli autori di propaganda fascista e nazista. Anche nel caso di propaganda attraverso i social media. A guidare il comitato promotore è il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona. La proposta di legge ha ricevuto il consenso di alcuni esponenti delle istituzioni come la senatrice a vita, sopravvissuta al campo di stermino di Auschwitz, Liliana Segre. E di personaggi del mondo dello spettacolo come l’attore e regista toscano, Roberto Benigni. L’avvio dell’iter in Parlamento dovrebbe cominciare nel prossimo autunno.

Sant Anna di Stazzema Anna Pardini

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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