Al giorno d’oggi si sente parlare sempre più spesso dell’intolleranza al lievito e molte persone decidono di eliminare tutti i lievitati dalla propria dieta quotidiana. Questa condizione definita comunemente “intolleranza” è in realtà tutt’altro. Porta questo nome, infatti, solo per associazione a tutte le intolleranze alimentari per ciò che riguarda i sintomi. Ma ecco di cosa si tratta davvero e in che modo può essere affrontata.
Le persone che lamentano l’intolleranza al lievito presentano spesso ipersensibilità a tutti gli alimenti lievitati, come focacce, pizza, pane e prodotti fermentati, come le bevande alcoliche, il vino e la birra. Alla base di questa intolleranza, però, può esserci spesso una dieta sbilanciata che provoca un alterazione della flora microbica intestinale. La presenza di lieviti nell’alimentazione quotidiana, dunque, provoca in questi soggetti un’ulteriore attività dei microrganismi dell’intestino causando sintomi come il mal di testa, il meteorismo e altri problemi di digestione. Molti studi, inoltre, riconoscono una correlazione tra l’alterazione del microbiota intestinale e altri disturbi metabolici come la stipsi, la sindrome dell’intestino irritabile, la colite e altre intolleranze alimentari.
Non trattandosi di una vera e propria intolleranza alimentare, non è necessario eliminare i lieviti in modo permanente dalla propria dieta. Per affrontare l’intolleranza al lievito, dunque, è sufficiente seguire una dieta quotidiana ben bilanciata. Gli alimenti ricchi di zucchero, ad esempio, andrebbero eliminati il più possibile, dal momento che facilitano la fermentazione con conseguente produzione di gas all’interno dell’intestino. Al contrario una dieta ricca di fibre agevola la crescita dei micro-organismi che portano benefici all’intestino.
Talvolta l’approccio per guarire dai sintomi prevede di attuare inizialmente una dieta contenente prodotti senza lievito per il tempo necessario a ripristinare la flora batterica. In questa fase è consigliato anche assumere fermenti lattici e probiotici. Una volta ristabilita la flora batterica, si potranno reintrodurre nuovamente poco alla volta i lieviti nella dieta. In tutte le fasi è consigliabile farsi seguire da un medico.
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